Il U.E.F.A. non ha riconosciuto la federazione Calcistica di Gibilterra. Questo dopo che il T.A.S. (Tribunale d’Appello Sportivo) aveva obbligato la federazione europea ad ammettere Gibilterra nella sua organizzazione. Il rifiuto del massimo organismo calcistico continentale è quasi sicuramente giustificato dalla presa di posizione del governo Zapatero e della federcalcio spagnola che ha addirittura minacciato di ritirare le proprie squadre di club e le proprie nazionali dalle competizioni continentali. La protesta spagnola nasce dalla paura che l’affiliazione di Gibilterra, colonia britannica dal 1713 ed oggi dotata di un ampia autonomia, all’ U.E.F.A. e poi alla F.I.F.A. possa spingere la Catalogna e i Paesi Baschi (Euskadi) a chiedere di formare delle proprie federazioni calcistiche con campionati e rispettive nazionali che partecipino alle competizioni internazionali. In questo modo, anche se solo a livello calcistico, si frantumerebbe la Spagna come è dai tempi del matrimonio tra Ferdinando d’Aragona ed Isabella di Castiglia cioè dalla seconda meta del XV secolo. Gibilterra qualora un giorno fosse ammesso alla U.E.F.A. non sarebbe la prima nazionale europea di un territorio non sovrano. Irlanda del Nord, Scozia e Galles sono regioni del Regno Unito ma da sempre hanno le loro nazionali, infatti insieme all’Inghilterra hanno partecipato alla fese finale dei mondiali del 1958 in Svezia. Da poco meno di vent’anni le isole Far Oer, dipendenza danese hanno la loro nazionale, che pur non essendosi mai qualificata per le fasi finali di una grande competizione, esiste ed è una bandiera per quella piccola comunità con la sua identità. La Catalogna ed Euskadi (i Paesi Baschi), hanno già oggi una ampia autonomia che rende queste due regioni più autonome di un land tedesco e poco meno di uno stato sovrano. A novembre scorso al Camp Nou di Barcellona, in uno stadio tutto esaurito si è giocata Catalogna-Paesi Baschi, amichevole di calcio inserita nel calendario Fifa. Euskadi invece dal 1937 ha una sua nazionale clandestina o non riconosciuta da nessun organismo, spesso ci giocano calciatori professionisti ed affrontano in amichevoli nazionali riconosciute dalla F.I.F.A. recentemente a Bilbao la nazionale dei Paesi Baschi ha battuto la Serbia 4-0. Gibilterra, Catalogna ed Euskadi meritano di entrare nella U.E.F.A e nella F.I.F.A., e competere di conseguenza con le altre nazioni del mondo. Non è solo un fatto sportivo ma politico oggi avere una nazionale di calcio che iscritta alla F.I.F.A. ha quasi la stessa importanza che per uno stato essere membro delle Nazioni Unite. Purtroppo il Sud Italia non ha come questi altri territori, su citati, un suo governo centrale, che possa essere responsabile della propria rappresentativa, ma il giorno che otteremo una macroregione, con ampia autonoma, chiamata Due Sicilie, potremo tifare anche noi per la nostra Nazionale un sogno che vale più di cento mondiali vinti dall’Italia.




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