alle 14 forum con Giordano e Prc, per gli elettori
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Interessante iniziativa
è aperta a tutti?


andateci tutti e poi datevi al suicidio di massa..


vedrai, oggi ti diranno che sono anche disposti ad aprire al centro o a suoi singoli esponenti ... con la garanzia del programma, però.Così non fanno la base a Vicenza e ci ritiriamo non solo dall' Afganistan, ma anche dal Libano.
anzi, lo hanno già detto.
CRISI: AL VIA CONSULTAZIONI, SI LAVORA AL 'BIS' MA IN SALITA
(ANSA) - ROMA, 22 FEB - Primo giorno di crisi del governo
Prodi. Partono al Quirinale le consultazioni di Giorgio
Napolitano. Ma senza eccessiva fretta. Deve decantare la
tensione che si è accumulata dopo il voto choc del Senato che
ha condannato l'esecutivo dopo appena 281 giorni dal giuramento.
La mattina è dedicata ai presidenti delle Camere, Franco
Marini e Fausto Bertinotti. Nel pomeriggio comincerà la sfilata
dei gruppi parlamentari. Ma non solo. Vista la "'particolare
complessita'" della situazione, il capo dello Stato ha deciso
di ascoltare anche i leader di partito. I colloqui andranno
avanti perciò fino a domani sera (l'ultimo sarà Carlo Azeglio
Ciampi alla 19.40). Poi sarà ora di prendere decisioni. Ma non
é detto che siano immediate.
Serve tempo (al capo dello Stato e ai gruppi parlamentari)
per vagliare le diverse soluzioni. La prima, su cui lavora il
centrosinistra, è quella di un governo Prodi-bis, ma più forte
nei numeri e nella coesione interna rispetto a quello che è
rimasto esposto per nove mesi agli umori di singoli senatori
della sinistra antagonista e alle scelte dei senatori a vita.
"La maggioranza al Senato non c'é - ha detto senza parafrasi
all'Unità Anna Finocchiaro - e serve un chiarimento nella
coalizione che garantisca unità anche su tutti gli appuntamenti
futuri".
E ad un rafforzamento della maggioranza al Senato lega la sua
disponibilità al reincarico lo stesso Prodi, ricevendo il
sostegno compatto dell'Ulivo e degli stessi partiti della
sinistra radicale (Prc, Pdci, Verdi) che ora si dichiarano
pronti ad accettare un allargamento della maggioranza al centro,
chiedendo solo garanzie sul programma.
Il punto è a quali "singoli" senatori, finora
all'opposizione, la maggioranza si può rivolgere. I riflettori
sono accesi su Marco Follini, l'ex segretario dell'Udc che si è
distinto dal centrodestra anche nel voto di ieri; e ai due
senatori siciliani del Movimento per le Autonomie, Giovanni
Pistorio e Giuseppe Saro. Ma certo né l'uno né gli altri
accetteranno di fare solo da "stampella" del centrosinistra. E
poi, per essere davvero efficace, l'allargamento dovrebbe essere
più marcato (non meno di sette senatori, secondo le chiacchiere
del Transatlantico).
Nell'Unione c'é poi chi pensa a un confronto con l'Udc, che
però respinge le prime avanches, chiedendo l'apertura di una
"fase nuova". Tradotto, vuol dire che i centristi di Casini
non voterebbero un nuovo governo con Prodi presidente e con la
stessa compagnia della sinistra estrema che ha condizionato la
vita del vecchio esecutivo.
La strada che la maggioranza vorrebbe percorrere (dai Ds al
Prc, tutti hanno chiesto un nuovo incarico a Prodi) è dunque
molto stretta. L'alternativa è una fase di "sospensione del
bipolarismo", come la definiscono i centristi. Un governo
'istituzionale' o 'tecnico' che chieda la fiducia su un
programma minimo: misure economiche e riforma elettorale. Il
pallino, in quel caso, passerebbe in mano ai 'nascenti' partiti
maggiori dei due poli, che dovrebbero cercare un'intesa sul
nuovo sistema di voto. (ANSA).
"La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).