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    Predefinito La Sharia vigente oggi , 2007 , in Italia

    Altro che PACS e DIritti dei COnviventi ! qui ci sono isolotti di oscurantismo medievale che sono destinati , se non si fa qualcosa , ad allargarsi ad allargarsi ...

    Corriere 21-2-2007

    Giovani ragazzi italiani - di origine o di residenza - che non possono sposarsi ... e se convivono senza sposarsi RISCHIANO SERIAMENTE LA PELLE !! Altro che palle ! (scusate il bisticcio di parole ...)

    «Buongiorno, io e la mia fidanzata algerina ci vogliamo sposare ma siamo impossibilitati a farlo perché il padre di lei non vuole dare il suo consenso. Io sono italiano e mi sono convertito all'islam a dicembre. L'imam di Milano rifiuta di sposarci senza il consenso del padre (tieni presente che abbiamo entrambi 30 anni). A questo punto siamo sicuri che il consolato algerino non rilascerà il nulla osta per il rito civile. La situazione è molto delicata anche perché il padre di lei è una persona aggressiva. Non sappiamo più cosa fare. Lei vorrebbe andare via di casa, ma sappiamo che così avremmo contro di noi il padre e tutta la comunità islamica che fa capo all'imam. Chiedo un vostro consiglio e possibilmente un aiuto. Grazie». L'S.O.S. arriva via Internet al forum «Noi e gli altri» che modero all'interno del sito del Corriere. A riprova del clima di paura, lui si nasconde dietro lo pseudonimo «nickname». Più anonimo di così non si può. Eppure siamo in Italia, sposarsi tra adulti consenzienti dovrebbe essere un diritto tutelato dalla Costituzione e dalla legge. Evidentemente la realtà è diversa. Il nostro forumista ci aggiorna sulla situazione: «Abbiamo letto che la moschea di Roma potrebbe rilasciarmi il certificato di conversione, cosa che l'imam di Milano non vuole fare. A questo punto non sappiamo però se riusciremo ad ottenere il nulla osta del consolato algerino. Sai per caso se il diritto matrimoniale di quel Paese prevede un consenso formale del padre? Se ci basta il certificato siamo finalmente ad un passo dal matrimonio». Poi l'ultimo messaggio del 17 febbraio: «È una situazione veramente frustrante e ridicola. Spero che l'Italia emani una legge per fare in modo che le cittadine musulmane possano sposarsi senza il nulla osta dei loro Paesi integralisti. Ti chiedo se mi puoi consigliare un buon avvocato nel caso ci vengano sbarrate le porte da parte del consolato algerino. Abito a Milano e un buon avvocato che conosca la materia potrebbe essermi utile e spero di non spendere troppi soldi perché ne abbiamo già pochi».
    Il dramma di «nickname« e della sua fidanzata algerina è l'ennesimo caso paradigmatico che attesta come di fatto in Italia, nel caso del matrimonio di un italiano con una musulmana, la sharia islamica prevalga sulla legge dello Stato. Perfino Paesi abitualmente considerati laici, come l'Algeria, la Tunisia, il Marocco o l'Egitto, impongono che un non musulmano per poter sposare una loro cittadina debba obbligatoriamente convertirsi all'islam, quale conditio sine qua non per rilasciare un certificato di nulla osta, senza il quale le autorità italiane non autorizzano il matrimonio. A questa prassi, che viola i principi della Costituzione e del nostro ordinamento giuridico che vietano qualsiasi discriminazione sulla base del sesso, della razza, della religione o delle idee professate, si sono finora ribellati solo alcuni italiani ricorrendo alla magistratura. È stato il caso di Luigi Del Marro e della tunisina Sallouha Khalfallah, uniti in matrimonio dal sindaco di Roma Walter Veltroni il 31 luglio 2004, dopo che l'avvocato Paolo Liberati era riuscito a ottenere una sentenza del tribunale di Roma che ordinava all'ufficiale di stato civile di procedere alle pubblicazioni di matrimonio nonostante il rifiuto delle autorità tunisine di concedere il nulla osta a Sallouha. Ma di fatto in Italia il matrimonio della musulmana continua a essere regolamentato dalla sharia islamica. Paradossalmente questa realtà si accompagna alla recente sentenza del Tribunale di Milano secondo cui «anche il matrimonio celebrato per telefono ha validità giuridica», così come è prassi in Pakistan, perché «il giudizio di validità formale del matrimonio» deve essere effettuato «alla luce della legge del luogo di celebrazione o della legge nazionale dei due coniugi». Così come in passato, con la sentenza del Tribunale di Bologna del 13 Marzo 2003, è stato riconosciuto il diritto alla poligamia in Italia per i musulmani che hanno contratto matrimoni poligamici nel loro Paese d'origine «essendo irrilevante il comportamento tenuto all'estero dallo straniero la cui legge nazionale riconosce la possibilità di contrarre più matrimoni». Sono tutti casi reali di relativismo giuridico nell'ambito dell'istituto del matrimonio che accreditano la sharia islamica in Italia. Complice l'orientamento di una certa magistratura che privilegia il culto del diritto formale ed è indifferente alle sue conseguenze concrete, e il paradosso di una classe politica sempre molto attenta a difendere la laicità dello Stato dalle ingerenze della Chiesa ma apparentemente ignara che l'Italia è già infiltrata dalla sharia islamica.
    21 febbraio 2007

  2. #2
    رباني
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    Predefinito

    ...E dopo che Biancaneve sposó i sette nani, vissero tutti felici e contenti...
    1) le autoritá civili algerine e tunisine non sono la Sharia, anzi...

    Tunisia. Il Codice di statuto personale

    Il codice di statuto personale tunisino è stato adottato nel 1956. Il testo originale del codice è stato ripetutamente emendato. Nel 1993 c'è stato un altro intervento del legislatore, che ha modificato la maggiore età e ha introdotto innovazioni in materia di mantenimento e di potere dei genitori sui figli. Il matrimonio si conclude solo con il consenso delle due parti, alla presenza di due testimoni e con la determinazione della dono nuziale.
    Il matrimonio è provato solo con un documento ufficiale regolato da una legge apposita. Gli uomini raggiungono la capacità matrimoniale al compimento del ventesimo anno di età mentre per la donna il limite è fissato al compimento del diciassettesimo anno di età.
    Qualora i due volessero sposarsi prima occorrerebbe l'autorizzazione apposita del giudice. Il matrimonio del minore è sottoposto al consenso del tutore matrimoniale e della madre. Il tutore è l'agnato più prossimo, egli deve essere sano di mente, maschio e maggiorenne.
    Entrambi i coniugi possono concludere personalmente il matrimonio o attraverso un loro mandatario. Gli impedimenti al matrimonio vanno dalla parentela all'affinità e all'allattamento, e riguardano anche la donna che si trova in ritiro legale o che è già sposata.
    Diverse sono le novità introdotte dal legislatore tunisino rispetto alla sharia, fra cui:

    1. La possibilità per la donna, se ne ha i mezzi, di contribuire alle spese della famiglia.
    2. L'eliminazione di qualsiasi riferimento all'obbedienza che la moglie deve al marito, ponendo l'accento sulla reciprocità e sulla omogeneità di diritti e doveri di entrambi i coniugi (legge n. 74 del 1993).
    3. L'abolizione del matrimonio poligamico.

    Ricordo che in Tunisia vige la repubblica presidenziale del Generale Zine el-Abidine Ben Ali, il cui sforzo principale é quello di fermare il fondamentalismo islamico.
    Stesso discorso per l'Algeria, repubblica popolare tanto cara a Gillo Pontecorvo, che con un colpo di stato nel 1991, dopo una chiara vittoria del FIS (partito islamico) diede il via ad anni di sangue e di terrore. Abdul Hafiz Bouteflika (socialista) riuscí nel 1999 con alcune riforme e un piano di riconciliazione nazionale a riportare la pace e l'ordine nel paese. La legislatura algerina, pur avendo alcuni riferimenti all'Islam, si ispira fortemente a quella francese ed é orgogliosamente "laica".
    ....
    Per la cronaca, sono cittadino italiano e ho sposato in Italia una cittadina tedesca. Le difficoltá imposte dalle autoritá tedesche per il rilasdcio del nulla osta, non sono state minori di quelle descritte dall'articolo sopra citato, tanto che ancora oggi, ripensandoci, mi viene la schiuma alla bocca! Quindi, il matrimonio fra persone di nazionalitá diverse é di per sé legato a problemi di diversi ordinamenti legislativi. Potrei racccontare la storia di Dario e Teresa, lui italiano, lei cubana. O di Roberto e Anna, lui italiano e lei domenicana, di Luciano e Maria, lui italiano, lei peruviana. Tutte storie da far rizzare i capelli sulla testa.
    Ma a chi interessano, dal momento che non potremmo raccontare fesserie sulla Sharia? (Sharia, mamma mia che paura....)

  3. #3
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    [QUOTE=Abdullah;5350847 Per la cronaca, sono cittadino italiano e ho sposato in Italia una cittadina tedesca/QUOTE]

    quindi suppongo che sarai stato OBBLIGATO a convertirti alla RELIGIONE LUTERANA , vero ?

  4. #4
    رباني
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    [quote=Delaware;5351215]
    Citazione Originariamente Scritto da Abdullah;5350847 Per la cronaca, sono cittadino italiano e ho sposato in Italia una cittadina tedesca/QUOTE

    quindi suppongo che sarai stato OBBLIGATO a convertirti alla RELIGIONE LUTERANA , vero ?
    No, e dall'articolo da te postato mi sembra che il problema sia il nulla osta delle autoritá algerine e il consenso del padre. Nulla a che vedere con la conversione di "nickname", che, sempre dall'articolo, mi sembra non sia in diretta relazione col matrimonio. Il matrimonio "religioso" islamico non é un obbligo. Se ti sposi con rito cattolico ti verrá richiesto di essere cattolico, se ti sposi con rito ortodosso ti viene richiesto di essere ortodosso, se chiedi all'imam di presiedere al tuo matrimonio nella moschea, ti chiederá di essere mussulmano, mentre, per le donne, (atto piú liberale che in altre religioni) é sufficiente appartenere ad una delle religioni abramitiche.

  5. #5
    Breiner252
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    Perchè non vanno a sposarci in comune e festa finita?

  6. #6
    رباني
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    appunto...

  7. #7
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    non possono sposarsi in Comune perchè le ambasciate dei Paesi islamici non rilasciano alla promessa sposa il CERTIFICATO DI STATO LIBERO ... in mancanza di una prova (normalmente un attestato dell'Imam "competente" per territorio) che lo sposo italiano si è convertito alla religione muslim

    Aggiungo che una muslim che si sposa in Comune rischia la vita

  8. #8
    رباني
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    Citazione Originariamente Scritto da Delaware Visualizza Messaggio
    non possono sposarsi in Comune perchè le ambasciate dei Paesi islamici non rilasciano alla promessa sposa il CERTIFICATO DI STATO LIBERO ... in mancanza di una prova (normalmente un attestato dell'Imam "competente" per territorio) che lo sposo italiano si è convertito alla religione muslim

    Aggiungo che una muslim che si sposa in Comune rischia la vita
    Ibn Madscha e altri hanno raccontato il seguente Hadith: "Una ragazza venne dal Profeta (s.a.s.] e gli raccontó che il padre la voleva sposare a suo cugino contro la sua volontá. Il Profetá (s.a.s.) la lasció libera di decidere e lei raccontó piú tardi: "Sono d'accordo con quanto ha deciso mio padre, ma voglio che tutte le donne sappiano che i padri in questo non hanno il diritto di decidere".

    Siamo quindi alle solite.
    1) non só se e perché l'imam di Milano rifiuta il certificato. La recitazione della Shahada é prova sufficiente e mi sembra che "nickname" non abbia difficoltá a dichiararsi mussulmano. La Shahada puó essere recitata anche nell'ambasciata alla presenza di un funzionario.
    2) Se questa é la norma algerina (paese laico a maggioranza mussulmana), mi sembra che tutte le richieste siano soddisfatte. Se i fatti sono cosí come riportati, il punto doloso é casomai l'Imam di Milano.
    3) perché una muslim che si sposa in Comune rischia la vita ce lo devi spiegare. In senso stretto, non esiste un matrimonio religioso mussulmano, dal momento che non é un sacramento. Il Corano prescrive due testimoni, nulla piú.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da 3) perché [I
    una muslim che si sposa in Comune rischia la vita[/I] ce lo devi spiegare. In senso stretto, non esiste un matrimonio religioso mussulmano, dal momento che non é un sacramento. Il Corano prescrive due testimoni, nulla piú.
    beh non lo so perchè la rischia .. forse perchè disubbidisce ai maschi del suo clan (padre , fratello) ... o forse perchè , se si sposa in comune con un infedele commette implicitamente apostasia ?

    Comunque non trovo giusto che migliaia di ragazze muslim CHE VIVONO IN ITALIA debbano sottostare ad un clima di terrore - in conseguenze delle loro scelte di carattere affettivo con noi infedeli

    Poi , vallo a spiegare a loro perchè tutto questo è ingiustificato alla luce del Corano , sai che sollievo ....

  10. #10
    رباني
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    Citazione Originariamente Scritto da Delaware Visualizza Messaggio
    beh non lo so perchè la rischia .. forse perchè disubbidisce ai maschi del suo clan (padre , fratello) ... o forse perchè , se si sposa in comune con un infedele commette implicitamente apostasia ?

    Comunque non trovo giusto che migliaia di ragazze muslim CHE VIVONO IN ITALIA debbano sottostare ad un clima di terrore - in conseguenze delle loro scelte di carattere affettivo con noi infedeli

    Poi , vallo a spiegare a loro perchè tutto questo è ingiustificato alla luce del Corano , sai che sollievo ....
    A parte che infedele é un termine coniato dai crociati per indicare i mussulmani, tutto il resto lo posso sottoscrivere.

 

 
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