Cade Prodi, e si sussurra di un Prodi-bis.
Già ho negli occhi l'aquilone di Pascoli. "Ondeggia, pencola, urta, sbalza...". Ma al contrario di questo, non vedo né il prendere il vento nè l'innalzarsi.
Apriamo gli occhi, e guardiamo in faccia la realtà. Questa coalizione ha delle contraddizioni laceranti. Ieri, Capezzone, con la genialità linguistica che gli riconosco, ha coniato una perifrasi che rende benissimo l'idea di ciò che è: un governo degli ossimori. Con una caratteristica pericolosa: è massimalista, in ogni sua parte. Nemmeno la sintesi più virtuosa può dar soddisfazione a una frammentazione massacrante, in cui ogni singolo è potenzialmente il rappresentante di un mondo a sè stante di valori, di idee, di interessi.
D'Alema si presenta al Senato con un discorso davvero sul filo del rasoio, così inquadrato e stringente da far intravedere l'asticella del cinese sulla bicicletta che si mantiene sul filo, e nonostante questo la maggioranza è mancata. Complotto? Forse; ma non è questo il punto. Di complotti è lastricata la strada che porta alla realizzazione di un programma, e il governo non è materia da cuori deboli, specialmente in questo Paese che necessiterebbe di una riforma del suo tessuto molle e della sua nervatura ipersensibile. La maggioranza è mancata perché una maggioranza non c'è mai stata. Nemmeno sull'agenda si è riusciti ad attivarsi in maniera virtuosa, visto che il provvedimento sui DICO è andato prima di quello sul conflitto d'interessi o sulla legge televisiva. Roba da mangiarsi le mani.
E sarebbe anche ora che lo facessimo, perché come dicono gli inglesi: "Fool me once, shame on you, fool me twice, shame on me".
Con la sinistra radicale non si può governare. E hanno voglia i Pasquino d'annata a raccontarci come in Europa si governi con un bipolarismo maturo in cui a sinistra stia un grande partito socialdemocratico, e a destra un partito conservatore. La buona politica è quella, per me, che si basa sull'analisi puntuale di un contesto per far passare un'idea, non su un'idea per dimenticarsi artatamente del contesto di riferimento. Ci stiamo aggrappando con le unghie e con i denti a un bipolarismo per il quale ho la netta sensazione che non siamo maturi. Non siamo maturi, sembra, per un Paese che non sia governato da un centro grande e paludoso che riesca a mettere d'accordo massoneria e Vaticano.
Ne prendiamo atto?
Ho paura che un Prodi-bis crerebbe una situazione addirittura più spiacevole: quella in cui sarebbe il consenso elettorale stesso a ricreare le condizioni di spaccatura fra una dimensione centrista conservatrice e la sinistra radicale. Facendo, cioè, sparire i partiti moderati di centrosinistra dalla vita politica italiana, togliendogli i voti.
da www.kalash.ilcannocchiale.it


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