Civitella del Tronto.
Chi conosce le ultime vicende del Regno delle Due Sicilie conosce sicuramente questo nome. In questa località, difatti, esiste la celebre Fortezza (realizzata tempo addietro dagli spagnoli) che fu l'ultimo baluardo dei Borbone al tempo dell'Unità d'Italia.
La Fortezza di Civitella, come tutti sapranno, fu l'ultimo luogo di tutto il Regno delle Due Sicilie che cadde in mano ai piemontesi. Quando cadde Gaeta, Civitella resisteva ancora. Poi cadde anche Messina, e Civitella resisteva. Il 17 marzo 1861 a Torino venne proclamata l'Unità d'Italia. Il Re Francesco II era già partito per l'esilio a Roma. E Civitella ancora resisteva. I piemontesi, nonostante un bombardamento massacrante, non riuscivano ad espugnare questa Fortezza. Sulla quale ancora sventolava la bandiera del Regno delle Due Sicilie.
La Regina Maria Sofia, avuta la notizia della straordinaria resistenza di Civitella, disse: "Piuttosto che stare qui, preferirei morire negli Abruzzi in mezzo a quei bravi combattenti". Nessun altro luogo del meridione teneva ancora issata la bandiera borbonica, ad eccezione della Fortezza abruzzese.
Nello stesso giorno della proclamazione dell'Unità d'Italia, un ufficiale borbonico viene fatto entrare nella Fortezza portando il messaggio del Re Francesco II che ordinava di deporre le armi. Il messaggio, però, venne reputato un falso e la Fortezza continuò a combattere e a resistere all'assedio dei piemontesi. Lo stesso Cavour iniziava ad avere un certo imbarazzo, di fronte agli ambienti diplomatici, avendo annunciato una facile vittoria che, in realtà, non era stata ancora completata.
Il 20 marzo 1861, tre giorni dopo la proclamazione dell'Unità Nazionale, la Fortezza di Civitella fu espugnata. Cadde in mano ai piemontesi alle ore 11 del mattino. All'interno del Forte, sulla Piazza d'Armi di fronte al Palazzo del Governatore (nella foto sottostante), fu ammainata la bandiera borbonica e fu issato il Tricolore sabaudo.
Agli straordinari difensori della Fortezza, miei concittadini, va il mio ricordo e il mio più profondo rispetto. Ebbero una dignità non comune fino all'ultimo minuto dell'ultimo giorno. E andarono avanti, di fronte alla morte, nonostante tutto. E' stata gente da ammirare.
Sono tornato nella Fortezza (visto che è vicino casa mia) ieri mattina. Ho fatto alcune foto. Non posso allegarle qui, purtroppo. Si trattava, comunque, del pennone che ancora oggi sta nella Piazza d'Armi, di fronte al Palazzo del Governatore. E ancora oggi sventola la bandiera del Regno delle Due Sicilie.






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