Indubbiamente un simile guazzabuglio incomprensibile di rime del “novellino demonius” ben potrebbe entrare nel romanzo "L'isola della follia", però scritta in una forma orrida e incomprensibile. Come solo lui saprebbe fare.
Il Demonius non sa più che fare, non ha idee, scrive senza rileggere, GIA' nel secondo verso iniziale scrive un GIA non accentato che poi ripete, dimostrando di non conoscere che GIA' è un avverbio, e GIA invece potrebbe essere al massimo forma poetica ben troncata per indicare ANDAVA. E che non c’entra per niente con le bischerate somme che scrive.
Esempio:
Egli se'n gia per boschi e poi per mari
soltanto per trovar tanti somari.
Un orrore di scrittura quello del "novello", un pezzo pieno di strafalcioni ed errori grossolani, con i quali dimostra di non sapere neppure copiare.
La logica di questo scritto e la sua collocazione nel ritmo di un dialogo corrispondono esattamente a quelle del "polemiko". Ed è tutto dire.
Pietà dunque per gli scritti di un napoletano che, avendo egli stesso il mare che si infrange sotto di lui, potrebbe qualche volta fare come don Lisander, milanese, che non avendo il mare andò a sciacquare i suoi scritti in Arno. E lui ce l'aveva assai più lontano, tenuto conto anche dei tempi!
Ma se uno ha pigrizia nel rileggere, pensate che si preoccuperà di sciacquare i suoi panni nel Tirreno?
Ed ora l'ultimo uppercut al povero Demonius, che lo manderà definitivamente al tappeto. E forse non si rialzerà davvero più.
Nella sua profonda asineria, che vorrebbe a noi ammantare come cultura in suo possesso, gran conoscitore dello sviluppo poetico in Italia, egli non sa neppure che quel Domenico di Giovanni, poeta popolare quattrocentesco ch'egli copia (assai male), fra l'altro nato a Firenze, non era affatto detto IL BURCHELLO, come il "novello demonius", a conferma della sua estrema ciucaggine ripete per ben due volte, bensì IL BURCHIELLO, da cui prende nome il genere satirico burlesco del 400 che proprio da lui prende il nome di POESIA BURCHIELLESCA.
Carissimo Demonius, la tua asineria ed incompetenza della storia della letteratura potranno sicuramente ingannare i tanti incolti (e non incliti) di questo forum, perchè solo di sinistra credono di avere la caratteristica della cultura avanzata. Ma difficilmente potrai ingannare il qui presente Simsalabin, l'unico forse in grado di scoprire e manifestare a tutti la tua asineria. Profonda ed immutabile.
E non c'è peggiore asineria di quella di chi vuole passare per colto e inciampa nel primo gradino perché non conosce le scale.
Cadendo a terra, mi par consequenziale, assai rumorosamente.
A questo punto apprezzo di più i codardi, che almeno non si cimentano e stanno zitti.

