Da un articolo di " latina oggi "

Fini
e la fondazione
«Farefuturo»
SIAMO alle solite «strategie infruttuose» di
cui all’intelligente analisi politica di Macaluso?
Fini poveraccio non ha né il carisma né
l’autorità morale né il passato per poter
«lanciare» il futuro. Molto spesso denuncia
una evidente acultura e così si riduce ad
affermare che il futuro è di Luca Barbareschi,
Rita Dalla Chiesa e la ben affascinante
soprano Cecilia Gasdia. Per fortuna che ad
arricchire questa élite di Fini su un futuro che
lui ci annuncia anche se non ce lo spiega e
non ce lo dice, si è aggiunto (per carineria?)
l’orafo Buccellati e il viticoltore Jacopo
Biondi Santi. Ci sentiamo rassicurati. Se poi
a rassicurarci di più serva la filosofia a occhi
semichiusi dell’ex ministro Adolfo Urso e
allora la Fondazione «FF» potrebbe prestarsi
nelle sue righe a significativi dileggi o scherzi
pesanti. Politicamente poi ormai… secondo
Fini… avremmo svoltato. Si perché il designato
erede è Gianni Alemanno, detto «il
volpino». E' un volpino che dopo l’ultima
performance alle elezioni comunali di Roma
ci sembra un volpino «ino ino», ormai disoccupato
da importanti affari politici e… amministrativi,
vedi il suo aiutante di campo a
riposo ma mai abbastanza ricordato on.le
Bonfiglio, detto anche il Nuovo Acerbo
d’Italia, peccato che non abbia mai letto
Serpieri. Frattanto Fini continua ad affermare
«La mia ispirazione è Sarkosy». Povero Fini,
faccia attenzione, il mentore e la spalla che
porterà Sarkozy alla vittoria o al ballottaggio
alle elezioni francesi è quel Jean Marie Le
Pen da Fini rinnegato quando era impegnato
con accanimento al dileggio dell’estrema
destra. ... E pensare che l’aereo di un imprenditore
romano Fini richiese perché gli consentisse
di andare personalmente ad incontrare
a Parigi, per poi portarlo ad una sua
manifestazione a Roma al Teatro Adriano,
indovinate chi? Proprio Jean Marie Le Pen.
Ma l’acqua scorre sotto i ponti. Panta rei, che
non è un prodotto di cucina emiliana, è una
costante nella vita degli uomini. Nella vita
però restano solo gli uomini che credono, che
soffrono, che sanno combattere, non quelli
che si iscrivono sin dall’infanzia alle importanti
cariche politiche per assurgere a soddisfazioni
personali poi tutto rinnegando.
Historicus
Fini
e il contrario
di tutto…
Lui sa dove va?
FINI ci sbalordisce ogni giorno di più. Si
lancia verso il futuro, ma quale futuro? E
poi è proprio sicuro che lui guarda al
futuro o non guarda invece gli angoletti
per cercarne uno che gli dia una giustificazione
e una stabilità a questo punto dobbiamo
dire psichica oltre che politica? Un
attimo sono referendari contro tesi bioetiche
della Chiesa, un attimo sono cattolici
di stretta osservanza, un attimo zittiscono
i cattolici del Partito con l’affermazione
lapidaria «La destra non è statica e sa dove
va». Ma forse non sarebbe meglio che
avesse il coraggio, stoppando un cattolicesimo
bigotto, di affermare «siamo cattolici
ma ghibellini» come disse in un memorabile
discorso Giorgio Almirante? Insomma,
quale futuro è? Un futuro di pochi
intimi per garantire a Fini e alla sua assai
poco edificante corte di proseguire la loro
vita dorata di politici non si sa di che, non
si sa come, ma comunque politici che
contano e soprattutto che ci contano. Che
poi almeno chiariscano una curiosità, andare
nel PPE? Ma il PPE gli ha già sbattuto
la porta in faccia, non lo vuole. Allora dove
andrà? Ci sembra riecheggiare una canzone
dei volontari fascisti del ‘41 «Per ora
andiam… dove ci porta non lo sappiam».
E purtroppo almeno quella volta non finì
con grande fortuna.
Politico … un po’