Il governo prodi è caduto ma la sinistra "radicale" sembra non aver capito la lezione. Dopo la grande manifestazione di Vicenza alla quale hanno partecipato quasi 200.000 persone il governo Prodi si è dimostrato prima sordo poi complice degli interessi dell'imperialismo nordamericano. Il ministro D'Alema in parlamento ha rivendicato sia le spedizioni militari "di pace" sia l'allargamento della base USA di Vicenza. Su questo è caduto e noi non piangeremo certo per questo.
Prodi la spallata se l'è data da solo in questi pochi mesi di governo in cui è riuscito a deludere i milioni di lavoratori che alle scorse elezioni lo avevano votato con la speranza di un cambiamento radicale rispetto alle politche del governo Berlusconi.
I nove mesi di governo hanno invece dimostrato una continuità disastrosa con il precedente governo. Si è passati dal rifinanziamento dell'occupazione dell'Afghanistan all'invasione del sud del Libano, da una finanziaria lacrime e sangue per i lavoratori all'anticipo al 2007 dello scippo del TFR (voluto da Maroni ed applicato da Prodi), per conlcudere in bellezza la vicenda della base di Vicenza, Prodi la sera stessa della manifestazione ha dichiarato che il governo va avanti per la propria strada fregandosene della mobilitazione. L'unico risultato che questo governo rivendica è il ritiro delle truppe dall'Iraq effettuato a dicembre 2006 così come previsto da Berlusconi, non sono riusciti neanche a fare quello che ha fatto la Spagna di Zapatero che in un mese ha rititirato le proprie truppe.
Il colmo è che i più accaniti sostenitori di Prodi sono i partiti della sedicente sinistra radicale che addirittura convocano per domenica una mobilitazione di piazza in sostegno al governo. I senatori "dissidenti" sono costretti a votare la fiducia a Prodi altrimenti faranno la fine di Turigliatto, prima linciati mediaticamente e poi espulsi, alla faccia della democrazia interna e della non violenza.
Prodi pone anche delle condizioni per avere una nuovo mandato di governo e tra queste ci sono la continuazione delle spedizioni di guerra e la realizzazione della TAV in val di Susa. Si passa quindi dalla padella nella brace.
In queste ore va avanti anche il calciomercato con il centrosinistra in procinto di acquistare Follini e forse alcuni senatori siciliani del Movimento per l'Autonomia (a condizione di fare il ponte sullo stretto). Il segretario del PRC Giordano si è detto favorevole all'allargamento della maggioranza ai centristi...basta tenere salda la poltrona e si imbarca chiunque.
Mastella impone di cancellare i DICO dal programma di governo, Di Pietro dice che se non si fa la TAV non vota la fiducia, la Margherita ribadisce che la politica estere italiana deve essere filoamericana e che quindi sulla base di Vicenza non si discute, Fassino ribadisce che in Italia c'è bisogno del Partito Democratico (così si diventa tutti americani)...
I tanti sinceri comunisti che ancora militano in partiti che sostengono questo governo sono arrivati davanti ad una scelta fondamentale, o continuare a sostenere Prodi in maniera acritica con la minaccia altrimenti di far cadere il governo e far tornare Berlusconi o altrimenti rompere con le direzioni riformiste e vendute del PRC e del PdCI e venire con noi per ricostruire una forza comunista di opposizione.




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