"Grande"... per aver scritto una GRANDE cazzata?
Se per te è una virtù cazzeggiare per compensare la mancanza di argomenti...
Boh.
Visualizzazione Stampabile
SE LE API RIFIUTANO GLI OGM...
Uno studio del Dipartimento di Scienze Biologiche della British Columbia Univertsity, in Canada, ha dimostrato che le api non sono indifferenti alle colture geneticamente modificate. Anzi, queste sembrano proprio non essere di loro gradimento.
Le popolazioni di api, abbondanti nei campi di agricoltura biologica, diminuiscono nei campi convenzionali fino a diventare un numero esiguo nei campi Ogm.
La scoperta è stata pubblicata poco prima di Natale dall’Ecological Society of America (23 dicembre 2006) e ripresa dalla stampa italiana all’inizio del nuovo anno. Lo studio è stato terminato e pubblicato già nel 2004 ma solo quando la notizia è diventata di pubblico dominio ha generato preoccupazione, perché le implicazioni di una minore presenza di api nei campi transgenici (gli studi sono stati fatti in campi di colza) e, conseguentemente un deficit di impollinazione, sono molto gravi per l’agricoltura e per il mantenimento dell’equilibrio dell’ecosistema. Non solo diminuisce il raccolto, ma vengono meno le condizioni per la riproduzione di piante selvatiche, con gravi conseguenze per la biodiversità.
A parte il fatto che questo studio lascia il tempo che trova proprio perché la manipolazione e la selezione dei vegetali è in atto da secoli da parte dell'uomo, devo dire che una volta ho visto un'ape che passeggiava a lungo su un escremento; beh, se dunque il metro di giudizio sono i gusti delle api! :-01#44
E poi gli OGM normalmente sono fatti apposta per non essere tormentati da insetti e altri "ospiti". Si tratta di colture separate dall'ambiente, ad uso e consumo dell'uomo.
Eppure, a dispetto di quello studio (sicuramente limitato e incerto), le api non fanno distinzione tra piante geneticamente modificate e piante tradizionali: il loro polline e nettare sono altrettanto appetibili... anche se questo però inevitabilmente genera altri dubbi.
http://www.alp.admin.ch/themen/00502...x.html?lang=it
Se ad ogni voce contro dobbiamo necessariamente banalizzare gli argomenti...,vediamo se in questo caso si riesce a rispettare la parte omologata,gia' che abbiamo prestabilito che tu insieme all'amministrazione americana siete controcorrente sostenendo tesi avverse.
----------------------------------------------------
Ti trasmetto una dichiarazione di 136 scienzati - L'appello qui pubblicato è stato presentato ai seminari del controvertice di Seattle dall' Institute of Science in Society; un'organizzazione indipendente e non-profit che si occupa di ricerca e di educazione, con l'obiettivo di sviluppare e promuovere una scienza sostenibile, finalizzata all'interesse pubblico e integrata nella società.
----------------------------------------
Appello per una moratoria sui raccolti geneticamente modificati
e per il bando dei brevetti.
Noi scienziati abbiamo sottoscritto questo documento per chiedere ai nostri Governi che:
* impongano un'immediata moratoria per i prossimi 5 anni e ogni ulteriore rilascio di brevetti per piante transgeniche, prodotti alimentari e mangimi animali in cui vengano impiegati Organismi geneticamente modificati (Ogm),
* proibiscano la brevettazione di organismi viventi, linee cellulari e geni,
* finanzino un'inchiesta pubblica, ampia e indipendente, sul futuro dell'agricoltura e della sicurezza alimentare globale, prendendo in considerazione l'intera gamma delle scoperte scientifiche, così come le conseguenti implicazioni etiche e socio-economiche.1. Noi siamo estremamente preoccupati dal rilascio continuato e dalla commercializzazione di raccolti transgenici, di prodotti alimentari e mangimi per animali, a fronte di una crescente evidenza scientifica dei rischi che il transgenico comporta:
* per la biodiversità,
* per la sicurezza alimentare,
* per la salute animale e umana,
mentre la necessità e i benefici dell'ingegneria genetica applicata all'agricoltura non sono ancora stati provati.
Nuove evidenze scientifiche ci hanno convinti della necessità di un'immediata moratoria sui rilasci.
Geni modificati resistenti agli erbicidi si sono diffusi alle specie selvatiche affini attraverso l'impollinazione incrociata sia nella colza che nella barbabietola, dando luogo a nuove specie potenzialmente super-infestanti. Uno studio mostra che questi geni modificati hanno 30 volte più possibilità di diffondersi che i geni delle piante selvatiche.
La tossina Bt, introdotta in una vasta gamma di piante transgeniche già rilasciate nell'ambiente, può stratificarsi nel suolo con impatti devastanti sugli impollinatori e altri insetti benefici.
Seri dubbi sulla sicurezza degli alimenti transgenici emergono dalle nuove scoperte risultate dagli esperimenti sugli animali.
Le patate modificate geneticamente con lecitina hanno causato nei topi una consistente riduzione del peso di molti organi, un impoverimento della risposta immunitaria e alcuni preoccupanti segnali di infezione virale.
Alcune ricerche olandesi hanno dimostrato che i geni marcatori per la resistenza agli antibiotici possono trasferirsi orizzontalmente dai batteri geneticamente modificati ai batteri endogeni, con una frequenza di 10-7 in un intestino artificiale.
Alcuni ricercatori statunitensi hanno rilevato un diffuso trasferimento orizzontale di un parassita genetico del lievito al genoma mitocondriale delle piante superiori, facendo crescere la preoccupazione di una diffusione orizzontale incontrollabile dei geni modificati e dei marcatori genici delle piante transgeniche rilasciate nell'ambiente
2. La brevettazione di organismi viventi, linee cellulari e geni prevista dagli accordi sul Trattato relativo ai diritti di proprietà intellettuale è una legalizzazione di atti di pirateria nei confronti delle risorse genetiche e intellettuali dei paesi del Terzo Mondo e, nello stesso tempo, aumenta il monopolio delle transnazionali sulla produzione e sulla distribuzione alimentare. I piccoli coltivatori di ogni parte del mondo stanno divenendo sempre più emarginati; cosa che mette in pericolo la sicurezza alimentare a lungo termine di tutti.
3. I Governi delle nazioni industrializzate, votando per la brevettazione degli organismi, delle linee cellulari e dei geni, inclusi i geni umani, rischiano di consentire alle transnazionali un'espropriazione illimitata dei propri cittadini e delle proprie risorse naturali attraverso i trattati negoziati al WTO dove gli standard ambientali, gli standard per la sicurezza alimentare e perfino i diritti umani fondamentali verranno sacrificati agli imperativi delle corporazioni finanziarie.
4. Nelle Commissioni di controllo governative manca una rappresentanza sufficiente di scienziati indipendenti che non siano legati all'industria. Il risultato è che una tecnologia non sperimentata e inadeguatamente vagliata è stata lanciata prematuramente sul mercato, mentre esistono prove scientifiche che i rischi sono stati sottovalutati, ignorati o perfino nascosti, e allorché vengono condotte pochissime ricerche indipendenti sui rischi della biotecnologia.
5. Tale tecnologia si basa su di una scienza deterministica, totalmente superata, la quale suppone che gli organismi siano determinati semplicemente da geni immutabili e costanti che possono venire arbitrariamente manipolati per andare incontro ai propri bisogni; al contrario, le scoperte scientifiche che si sono accumulate negli ultimi vent'anni hanno invalidato questa assunzione di determinismo genetico. La nuova genetica ci costringe ad adottare una prospettiva ecologica e olistica, specialmente per quanto riguarda i geni. I geni non sono affatto costanti e immutabili, ma fluidi e dinamici, in risposta alla fisiologia dell'organismo e all'ambiente esterno, e richiedono un'ecologia stabile e bilanciata per mantenere la loro stabilità.
Basterebbe impossessarsi dell’idea che l’assimilazione/accumulazione di grandi quantita di beni materiali molto in auge nella nostra societa’ contemporanea non e’ una legge ne universale ne naturale, da qui i discorsi sullo sviluppo sostenibile che verranno sostituiti dalla nuova frontiera dell’antiglobalizzazione – DECRESCITA!
----------------------------------------------------------------------
http://img490.imageshack.us/img490/6...rescitaro2.jpg
Di fronte alla crisi economica e sociale del modello di sviluppo occidentale diventa realistico criticare la ragione stessa dell’economicismo moderno: la mercificazione dell’esistente. L’autore individua un limite ecologico alla crescita economica illimitata e propone di cominciare a far decrescere l’idea che lo sviluppo degli scambi mercantili sia una legge naturale della vita. Il messaggio che pubblicità e media diffondono continuamente è che il benessere passa attraverso il consumo, ovvero attraverso l’appropriazione continua di una quantità sempre maggiore di oggetti.
È necessario rinunciare all’immaginario economico per il quale “di più” significa “meglio” e imparare ed essere capaci a dire: “è sufficiente” oppure “è abbastanza” piuttosto che “sempre di più!”.
Alain de Benoist considera errato immaginare la decrescita come un appello a un ritorno al passato o a una brutale degradazione del livello di vita. La decrescita è invece un’inversione di tendenza che si rende necessaria per il semplice motivo che l’attuale modello di sviluppo è ecologicamente insostenibile, ingiusto e incompatibile con gli equilibri della natura.
Esso porta con sé, sulla scia dell’occidentalizzazione, perdita di autonomia, alienazione, aumento delle disuguaglianze sociali, insicurezza individuale e collettiva. Alain de Benoist porta alla luce il carattere di artificio e dominio dell’economia ponendo la critica alla civilizzazione mercantile sul piano del suo stesso fondamento sociale e politico. Riprende l’idea della democrazia partecipativa, proponendo, dinanzi al globale sviluppo illimitato, il livello locale e della vita quotidiana. Rimangono le lingue, le culture, un legame sociale che va pazientemente ricreato nell’esistenza di ogni giorno, per una comunità della decrescita.
D'accordo sulle linee di fondo della concezione di De Benoist.
Resta il fatto che, così come per la crescita la quale non è, neppure dall'economista più liberista, mai stata concepita come illimitata, tuttaltro....anche per la decrescita si pone un problema di chi pagherà gli effetti di questo ritorno ad un'economia socialmente più giusta ed equilibrata.
E siccome solitamente sono i ceti popolari a pagare gli effetti di una decrescita con disoccupazione, riduzione dei consumi già a livello di sussistenza, occorre ragionare su questo fatto.
Comodo per chi ha alternative al modesto appartamento urbano, mettersi a pontificare su un nuovo modo dell'esistenza. I prodotti agricoli coltivati con l'agricoltore che caccia manualmente gli insetti ogni giorno, costerebbero 100 volte più...
Altrimenti tutti questi concetti diventano concetti elitari e radical-chique, di coloro che hanno la villa sui colli del Chianti e si lamentano dello smog delle città, che sono le loro industrie a creare.
La terra fertile in Italia ha raggiunto prezzi da casa. Non dà reddito (anche se vi sono i sussidi UE...) ma costituisce un patrimonio che fa, anche del piccolo agricoltore padano, un ricco.
Qui occorre difendere il ceto medio e lavoratore delle città, gli oberati dai mutui a tasso variabile per un bi-trilocale in un condominio, il precariato, il lavoro autonomo che non ha alcuna garanzia ed è esposto al rischio.
Purtroppo la propaganda anti-OGM ha diversi detrattori, ahimè... anche in ambito scientifico anche se si tratta di una sparuta minoranza di scienziati (o presunti tali) ideologizzati. Questo nonostante ormai da anni nel mondo le bufale della propaganda anti-OGM sono state smontate con abbondanza di arogmenti e prove scientifiche.
Dopo venti anni di ricerca e dodici di consumo, come dichiara la comunità scientifica, gli OGM in commercio non hanno evidenziato problemi diversi dagli altri prodotti... anzi, il fatto che siano iper-controllati in laboratorio e sottoposti a continue verifiche li rende i più sicuri in assoluto.
C'è da aggiungere che gli OGM consentono anche di recuperare quei terreni che si sono desertificati, perché è possibile ottenere, con l'ingegneria genetica, prodotti che richiedono, per la loro coltivazione, la centesima parte dell'acqua necessaria.
Proprio grazie a queste loro proprietà indotte i vegetali OGM sono una risposta forte in chiave ecologica giacché grazie a loro è possibile ridurre e compensare la deforestazione.
In Cina, India, Filippine, Brasile le colture e la vegetazione è rigogliosa e gli agenti inquinanti sono ormai ridotti a zero, invece nella piccola e superstiziosa realtà italiana le nostre colture e le nostre campagne traboccano di pesticidi che non riescono più a bloccare i parassiti e così mentre i detrattori degli OGM ci fanno la loro stupida e ipocrita lezione di "salutismo" le sostanze chimiche necessarie per salvaguardare le nostre colture, sotto il loro naso e grazie alla loro complicità, stanno invece provocando l'effetto opposto iquinando terreni e falde, se non le latte dei pelati e i sacchetti di riso.
Come sempre l'Italia si dimostra paese di gente arretrata, ideologizzata e di campioni di stupidità e ipocrisia.
E' tale e quale al nucleare, meglio asfissiarsi con miliardi di tonnellate di inquinanti e impoverirsi con la bolletta petrolifera che ammettere l'evidenza.
Galileo finì in galera per gli stessi motivi: la prova sperimentale era oggettiva e toglieva alla politica il potere assoluto, quello di mutare i giudizi secondo la propria convenienza.
I valligiani della Val Susa giustamente ora dicono: ci siete venuti a raccontare che ci venivano i tumori e le leucemie, avete mandato i professori universitari, i verdi, gli ecologisti, i pacifisti, vi abbiamo votato, siamo venuti alle manifestazioni...
Il tumore ai polmoni, la leucemia, non sono più incurabili??
No, semplicemente non se ne deve parlare più perchè ora ci fa comodo non parlarne, è nostro interesse fare la TAV. Dovete stare buoni e zitti.
Poi, se Prodi non avesse la maggioranza al senato, se il governo cade e si andasse alle elezioni, allora da venerdì prossimo ritorna il tumore e la leucemia, voi vi intrupperete sotto le nostre bandiere e la sceneggiata ricomincia.
Comunque il resto del mondo va avanti e continuerà ad andare avanti tranquillamente anche senza di noi.
Gratta gratta il problema è sempre lo stesso, l'occidentalizzazione.
Senza l'occidente tutti sarebbero felici e in armonia con la natura, si potrebbero lapidare in santa pace, fare le guerre tribali, vendersi le mogli come le capre, lucidare le sciabole, i vecchi caproni sarebbero omaggiati dai giovani che li starebbero santamente a sentire.
Le diseguaglianze sociali c'erano prima, quando il latifondista ti cacciava a frustate dal podere perchè il raccolto era stato scarso, quando se avevi un incidente sul lavoro e rimanevi sciancato dovevi morir di fame, quando già nel 1830 gli inglesi dovettero fare una legge per vietare di far lavorare in miniera i minori di 12 anni "per più di dodici ore", quando il fascismo nel 1922 dovette fare una legge che vietava il lavoro notturno e festivo delle donne incinte.
Ma ce lo vogliamo ricordare come era "veramente" la vita, o vogliamo continuare con queste fregnacce sul buon tempo antico?
Intere popolazioni di denutriti, di scemi perchè non avevano i soldi per comprare il sale, di ammalati per il grano inquinato, la peste del 1350 che stermina metà della popolazione europea, quella del 1530 che spopola Milano, le streghe, la colonna infame, l'Italia chiamata "paese degli orchi" per la quantità di bimbi-schiavi che esportava come mendicanti (a Parigi, nell'800, uno fu appeso per le braccia e ucciso a morsi perchè non riportava abbastanza elemosine)
Questo era, il buon tempo antico.
Chi ci vuole tornare, si accomodi. Ma se ne vada altrove, il mondo è pieno di questi posti.
Io lavoro nell'ambito delle politiche agricole.
Ebbene, i principali organismi associativi del settore non chiudono la porta nei confronti di un'eventuale coesistenza, purchè si operi in presenza di un solido quadro di conoscenza della materia, garanzia scientifica, e tutela giuridica, promuovendo il sostegno allo sviluppo della ricerca scientifica.
Seppure gli OGM dovessero affermare le caratteristiche di sicurezza caldeggiate da Veronesi, le tecnologie proprie all'agricoltura biologica non potrebbero mai essere accantonate.
Quest'ultime, infatti, si basano su un punto cardine d'estrema attualità: la tutela e la salvaguardia delle risorse idriche (cosiddette "filiere"), sempre più limitate nel territorio e perlopiù esposte a forti rischi di contaminazione.
Sul fatto che, comunque, varie forme di manipolazione genetica siano già presenti nelle pratiche agricole non ci piove (alla faccia delle visioni "romantiche", purtroppo): una fra tutti, il cosiddetto "innesto".
Anch'essa è una forma di alterazione del naturale sviluppo vegetale... Basti pensare che esistono particolari tipi di frutta venuti fuori giusto a seguito di tal fatta.
Per esempio, l'annone, tipico dell'America Centrale, e curiosamente coltivato in alcune zone dell'entroterra calabrese: esso nasce da un'incrocio tra pera e banana, se non ricordo male... Ed è anche gustoso!