Dal sito de Il Romanista
(AS_ROMA | 24/02/2007) - Ventiquattro ore e una telefonata, quella tra il presidente del Lione e la dirigenza giallorossa. Tanto basta per chiudere il caso che non c'è, quello che nasce sulle colonne del quotidiano francese L'Equipe e che mette alla gogna Daniele De Rossi. «Alla fine del match il centrocampista giallorosso si è presentato nello spogliatoio dei lionesi, accompagnato da Daniele Baldini - si leggeva giovedì in un articolo firmato Vincent Duluc - Si è scusato con Abidal per averlo offeso sul campo, con insulti razzisti. E il difensore francese ha accettato le sue scuse». La notizia, riportata solamente da Duluc, viene immediatamente ripresa da agenzie d'informazione, siti internet, quotidiani. Ma è un caso che non esiste, neanche per il Lione. E così il presidente Aulas chiama la Roma e rassicura tutti: nessun problema, dunque nessun paventato ricorso all'Uefa avente come oggetto le presunte frasi ingiuriose di stampo razzista pronunciate da De Rossi. Ieri mattina, era stato lo stesso organismo continentale ad escludere l'ipotesi inchiesta. Duluc, però, insiste: conferma la sua versione attraverso i microfoni di Rete Sport : «Perché vai a scusarti se non hai fatto nulla?», dice. E spiega di avere non una, ma tre fonti, tutte appartenenti allo staff tecnico del Lione. «Ma vi assicuro che la finale Mondiale e la rivalità tra Francia e Italia non c'entrano nulla - prosegue - Tanto è vero che il mio giornale ha inserito ben sei italiani nella squadra migliore di Germania 2006». Aggiunge pure che «De Rossi al Gerland non sarà fischiato». Se il Lione smonta, quasi a tempo di record, il caso De Rossi, il principale quotidiano sportivo francese passa dalle accuse ai giallorossi, «provocatori e simulatori», alle critiche, dure, nei confronti di Juninho e compagni. «Di certo non sarà il vittimismo a far arrivare lontano i campioni di Francia - si legge - Il Lione non è tranquillo, non è così sicuro di passare il turno come lo era prima della partita d'andata». E ancora: «Dalle interviste rilasciate mercoledì sera emergono tensioni e incomprensioni reciproche; l'atmosfera che si respira non è più idilliaca». Come dire: oltre i casi montati, oltre le accuse e le presunte scuse, c'è una verità profonda e reale. Il Lione ha paura. E «rischia di cadere».




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