Questa, da quello che mi è stato detto (per fortuna o purtroppo, per motivi di lavoro, non risiedo più all’ombra della Madonnina), la situazione milanese riguardante il Patto d’Azione.
La riunione tenutasi sabato a Milano, alla quale oltre a “noi” del Mis con Rauti hanno partecipato camerati di Forza Nuova e Azione Sociale, si è svolta all’insegna della cordialità e della disponibilità alla collaborazione. Il problema emerso riguarderebbe il fatto che, allo stato attuale delle cose, le singole “macchine elettorali” per le prossime amministrative hanno già cominciato a lavorare. Dunque, a livello lombardo, sembrerebbe problematica una comunione d’intenti. Personalmente, posso anche comprendere le diverse posizioni organizzative. Il fatto è che, a livello nazionale, si è dato vita a un patto che presuppone ovunque sinergie per la comune presentazione di liste “nazional-popolari”. Dunque non si comprende/non comprendo che significa “siamo già partiti, ormai è tardi per”. Per rimanere in ambito lombardo, sono perfettamente a conoscenza che noi del Mis siamo in clamoroso ritardo… Ma ciò, a mio avviso, ciò non preclude il fatto che noi si possa dare una mano ai camerati di Fn e As e/o viceversa. Se è vero che è capitato mille volte, tra movimenti politici disomogenei, che ci si accordasse a poche ore dal termine ultimo per la presentazione delle liste, perché forze politiche “speculari” non dovrebbero poter collaborare?!? Forse perché noi del Mis, in Lombardia, abbiamo qualche difficoltà in più degli amici di Forza Nuova o Azione Sociale?!? E con questo? Dovremmo forse dire che nelle realtà dove i rapporti di forza sono invertiti (vedi Campania, Friuli o Abruzzo) ci dobbiamo comportare così?!? E perché mai?!? Che senso avrebbe ottenere lo 0,…. in più rispetto al movimento cosiddetto “concorrente”? Al contrario, al di là dei rapporti “di forza” (per così dire…) delle varie realtà nazional-popolari, penso si dovrebbe tutti collaborare per il bene dell’Idea e NON del proprio orticello.
Che ne dite?
Saluti a braccio teso!
Sergio Cingolani




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