Biografia di Giuseppe Ferrandino
(1958)
Giuseppe Ferrandino nasce a Ischia il 24 gennaio 1958.
Frequenta la facoltà di Medicina dell'Università di Napoli dove sostiene 25 esami prima di abbandonare gli studi.
Dalla fine degli anni '70 comincia a lavorare come sceneggiatore di fumetti.
Pubblica nel 1993 "Pericle il nero" con la casa editrice Granata Press. Dopo la traduzione francese per Gallimard, il romanzo viene ristampato in Italia da Adelphi nel 1998.
Vive a Roma, pur trascorrendo lunghi periodi di tempo a Chicago.
Nel 1999 esce il suo secondo romanzo "Il rispetto (ovvero Pino Pentecoste contro i guappi)" edito da Adelphi e "Lidia e i turchi" una fiaba scritta per Mondadori.
Pericle il nero
Pericle Scalzone è un fallito che vive compiendo malefatte per un boss locale, tale Luigino Pizza, padrone di alcune pizzerie nei quartieri spagnoli di Napoli che il malvivente utilizza per lo spaccio di eroina e il riciclaggio di denaro sporco. Un giorno Pericle viene incaricato dal suo principale di dare una lezione al prete del rione, la cui colpa è quella di denunciare le malefatte del boss dal pulpito della sua chiesa. Pericle obbedisce ma c'è una testimone, Signorinella, la potente sorella di Don Ermenegildo Coppola, altro boss locale. Pericle tenta allora di uccidere quest'ultima e si trova incastrato in una situazione più grande di lui. Tutti gli vogliono fare la pelle: Don Luigino per farsi perdonare da Don Ermenegildo, quest'ultimo per vendicarsi dell'offesa subita. A Pericle non resta che scappare. Inizia un viaggio nell'entroterra italiano che lo porterà a Pescara. Qui incontrerà Nastasia, una donna polacca con due figli che lavora in una fabbrica di copertoni e con la quale instaurerà un rapporto, dapprima fatto solo di sesso, ma che in seguito si trasformerà in sentimento vero. Pericle l'animale diventerà uomo e acquisterà consapevolezza di sé attraverso il rifiuto delle regole del suo mondo.
Esordio narrativo di Giuseppe Ferrandino (in realtà il romanzo era stato già pubblicato nel 1993 dalla Granata Press) "Pericle il nero" è costruito come un noir americano secondo regole più cinematografiche che narrative. Ferrandino proviene dai fumetti (era un soggettista) e la struttura ne risente poiché il difetto più evidente del libro risiede in una certa esilità della trama e nella sua struttura narrativa. Interessante è invece il linguaggio utilizzato nei dialoghi, un dialetto napoletano molto realistico, e il tratteggio dei personaggi, sempre acuto e preciso. "Pericle il nero" non è un romanzo pulp, utilizza il grottesco ma con realismo e amarezza, senza il senso dell'assurdo e del catastrofico tipico ad esempio di Niccolò Ammaniti. Non ci stupisce infine sapere che da quest'opera Ferrandino stia preparando la trasposizione cinematografica, poiché, in definitiva, questo libro è più vicino ad un buon trattamento che ad un vero e proprio romanzo.
Maurizio Imbriale