UDC/ CASINI: SIAMO AL 6,9%,ORMAI DETERMINANTI IN QUALSIASI SCHEMA
Leader centrista ai parlamentari: "Ora abbiamo grande spazio"
27-02-2007 21:18
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Roma, 27 feb. (APCom) - Relazione di Romano Prodi "largamente insoddisfacente", no secco alla fiducia. Altro che allargamento. Se l'Unione ha ancora intenzione di bussare alle porte dell'Udc per cercare qualche aiutino in Senato non troverà sponde. Le comunicazioni del premier a Palazzo Madama suscitano infatti tra i centristi la convinzione che quello che probabilmente otterrà la fiducia sarà "un governo balneare, un governo per una sola stagione" che "non sarà capace di fare le riforme", tantomeno quella elettorale su cui proprio in questi giorni si stava registrando un feeling con i centristi.
"Prodi prima ha aperto sulla legge elettorale - è l'analisi del presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione - e poi ha chiuso: ha un bis-pensiero, pensa contemporaneamente due cose contraddittorie". Difatti le parole del presidente del Consiglio vanno nella direzione opposta di quel modello tedesco che vuole l'Udc e su cui si stava trovando la convergenza anche di Prc e Lega. "Non mi aspettavo niente", dice Pier Ferdinando Casini ai cronisti prima di entrare alla riunione dei parlamentari convocata in Senato. E lì, nella commissione Agricoltura, sollecita a non impiccarsi al modello tedesco anche perché "noi in qualsiasi schema siamo ormai determinanti". Cita i sondaggi: "quelli fatti da gente seria ci danno al 6,9%". Questo per Casini vuol dire che "un moderato sceglierà noi, non certo Mastella che è allo 0,4%".
"Ora abbiamo grande spazio - prosegue - dobbiamo andare avanti con serenità", riferendosi alla scelta di smarcarsi da Silvio Berlusconi (colui che sostiene "che chi non sta con lui sta a sinistra"). "Dobbiamo tenere i nervi saldi. Abbiamo alzato l'asticella: o la scavalchiamo o ritorniamo nei ranghi".
Un vero e proprio allarme sulla riforma elettorale Casini lo lancia parlando del modello spagnolo che prevede dei collegi più piccoli: "Sui piccoli collegi noi saremmo fregati - dice Casini ai parlamentari - i piccoli collegi sono fatti per Ds e Fi".




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