Picchiati a sangue dai Rom per un’auto
I carrozzieri presentano il conto della riparazione e finiscono a Torrette. Due arresti
Venerdì 04 Maggio 2007
Pestati a sangue dai rom che non volevano pagare la riparazione di un’auto, finiscono all’ospedale. Due soci dell’autocarrozzeria della Renault Service di via Caduti del Lavoro e un loro operaio sono stati picchiati selvaggiamente, ieri mattina, da tre nomadi che non ne volevano sapere di pagare 200 euro di spese per una Bmw incidentata portata a riparare alcuni mesi fa. Vittime della furia dei rom Davide Avioni, 40 anni, il socio Sirio Silvestri, 41 anni e un loro dipendente, Alessandro Carbonari di 27 anni. Con i volti tumefatti dai pugni, sono stati portati al pronto soccorso di Torrette. I presunti aggressori sono Dante Spinelli, 30 anni, e il cugino Angelo Spinelli, 24 anni. Entrambi sono stati arrestati per percosse aggravate. Il pestaggio, stando alle prime testimonianze dei feriti, sarebbe iniziato dopo una telefonata. «Avevamo il numero di cellulare di uno dei due nomadi - racconta Sirio Silvestri, in attesa su una sedia a rotelle e con il naso rotto nella sala degenza del reparto di otorino dell’ospedale di Torrette -. Così, per fare un piacere al meccanico che lavora vicino a noi e che doveva avere dei soldi da loro, l’abbiamo chiamato. Il rom doveva saldare un debito di 200 euro per una vecchia riparazione perciò l’abbiamo solo pregato di farlo. Invece lui ci ha minacciati per telefono, poi si è presentato nella carrozzeria».
Qui è successo il finimondo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della stazione di Brecce Bianche, guidata dal maresciallo Gianni Barca, e dai colleghi del Radiomobile diretti dal tenente Enzo Marinelli, poco prima della 10 si è presentato nella carrozzeria, al civico 28, Dante Spinelli. Il nomade è entrato e si è diretto verso Davide Avioni, sul retro dell’officina, separata dal salone d’ingresso da un lungo tendone di plastica. Spinelli e Avioni hanno avuto un’accesa discussione. Nel diverbio il rom ha tentato di dare un pugno al carrozziere, parato in tempo dal socio Silvestri, esperto di arti marziali e cintura nera di judo. Il nomade ha così lasciato l’autocarrozzeria. Appena fuori ha chiamato due parenti che erano arrivati con lui a bordo di un autocarro. I tre sono entrati di corsa. «Stavo lavorando ad un’auto - racconta Carlo Carloni, il terzo socio della carrozzeria scampato all’agguato perché allontanatosi - quando ho capito che le cose si mettevano male. Ho attirato l’attenzione della nostra segretaria. Susanna, Susanna ho gridato, chiama i carabinieri. Ma i militari dell'Arma erano già arrivati».
A chiamarli è stato Silvestri, che aggiunge: «Erano delle furie. Mi hanno colpito alle spalle, poi mi è arrivato un pugno al naso e sono svenuto. Quando ho riaperto gli occhi mi stavano ancora picchiando. Ho trovato la forza di alzarmi e difendermi». I rom si sono avventati anche su Avioni, sbattendogli la testa contro una Lancia Y parcheggiata nell'officina, piena di schizzi di sangue. Per lui una profonda ferita all’orecchio e due occhi neri (15 giorni di prognosi). Per Silvestri setto nasale rotto e contusioni al volto (20 giorni). E’ andata meglio all'operaio Alessandro Carbonari che ha riportato lievi contusioni al capo (5 giorni). All’arrivo dei carabinieri i rom continuavano a picchiare i carrozzieri. Per farli smettere i militari dell'Arma hanno dovuto puntare contro di loro le pistole. Uno dei tre rom è riuscito a fuggire ma avrebbe già le ore contate.
da http://www.ilmessaggero.it/index.php...is=G&ps=0&tt=O




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