Il 10 Giugno 1981 Romano Prodi fu chiamato a testimoniare davanti alla Commissione Moro perché aveva dichiarato di aver partecipato, il 2 Aprile 1978, ad una seduta spiritica durante un pranzo familiare in casa di alcuni amici (tra cui Mario Baldassarri e Alberto Clò, quest'ultimo propositore del gioco e proprietario della casa dove erano ospiti, oltre ai suddetti, il fratello di Clò, le relative fidanzate, e i figli piccoli dei commensali).
I commensali raccontarono agli inquirenti che, nel corso della seduta spiritica, alla domanda "Dove è tenuto prigioniero Aldo Moro?", il piattino utilizzato avrebbe composto varie parole, tra le quali Viterbo, Bolsena e Gradoli. Aldo Moro, rapito 17 giorni prima, era al momento tenuto prigioniero dalle Brigate Rosse.
Il caso venne riaperto nel 1998 dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo e le stragi, e, dalle parole del Presidente di Commissione, se ne evincono i motivi:
«Non è assolutamente credibile che il nome Gradoli sia venuto fuori in una seduta spiritica in cui sarebbe stato evocato lo spirito dell'onorevole La Pira affinché rivelasse il luogo in cui Moro era tenuto prigioniero. Ho dovuto invece ritenere che il nome Gradoli fosse filtrato nell'ambiente dell'Autonomia bolognese, e che il riferimento alla seduta spiritica fosse un singolare, quanto trasparente, espediente di copertura della fonte informativa».
Il Presidente del Consiglio Prodi si disse indisponibile per ripetere l'audizione.





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CHE PALLE, ragazzi.

