Diversi di essi, però, hanno ridotto l' ICI, come Roma, bari, catanzaro, Firenze che ha aumentato la detrazione prima casa oltre a milano e altri minori.
SOLO L'8,4% DEI COMUNI HA AUMENTATO L'ADDIZIONALE IRPEF"
VENEZIA - L'aumento dell'Irpef locale dipende da ''autonome decisioni'' dei sindaci e delle giunte dei Comuni e ''la responsabilita' non puo' essere attribuita ad altri'' e cioe' al ''governo centrale''. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il vice ministro all'Economia Vincenzo Visco torna sulla controversa questione delle addizionali con un intervento sul 'Sole 24 ore'. Replica l'Anci: i Comuni avevano avvertito che l'impatto della Finanziaria sui bilanci destava ''forte preoccupazione''.
Intanto la Cgia di Mestre calcola che gli aumenti gia' decisi interessano 9,8 milioni di contribuenti, ovvero l'8,4% dei Comuni italiani. Se si guarda invece agli enti locali che hanno deciso di andare incontro ai contribuenti con redditi bassi applicando una soglia di esenzione, dai dati finora disponibili sul sito delle Finanze risulta che meno di 2 Comuni si 100 si sono avvalsi di questa possibilita' prevista dalla Finanziaria 2007. Visco ricorda nell'intervento pubblicato dal 'Sole' che il governo ha scelto di passare, nel Patto di stabilita' interno, dai tetti di spesa a quelli sui saldi, lasciando alle autonomie locali la scelta di raggiungere il saldo come meglio ritengono, tra maggiori entrate o minori spese.
''Sarebbe dunque auspicabile - commenta il vice ministro - che i sindaci, anche sollecitati dalla stampa e dall'opinione pubblica, dessero vita, ove possibile, a programmi di contenimento e riduzione delle spese, e solo in caso di necessita' intervenissero sulle entrate''. Replica il vice presidente dell'Anci Osvaldo Napoli (Fi): nel confronto sulla Finanziaria i Comuni avevano ''espresso forte preoccupazione per l'impatto sui bilanci del sacrificio chiesto al comparto''. Ora che ''la manovra e' chiusa'', Napoli afferma che ''l'aspettativa e' tutta concentrata sui Comuni ai quali si chiede di contribuire al risanamento della finanza pubblica, attraverso il patto di stabilita' e la riduzione dei trasferimenti, e di non aumentare le tasse''. Visco comunque fa notare che sulla base dei dati disponibili oggi, ''solo circa 1.000 Comuni su 8.000 hanno aumentato le aliquote''.
Diverso invece il calcolo che fa la Cgia di Mestre. Secondo l'osservatorio degli artigiani sarebbero 684 le amministrazioni che hanno aumentato l'aliquota dell'addizionale, ''un dato che dovrebbe ridimensionare l'allarme'', commenta l'associazione. Per quanto riguarda l'aumento per ciascun contribuente, in cima alla classifica - rileva sempre la Cgia - si trova Roma dove ogni contribuente residente nei Comuni della provincia che hanno aumentato l'addizionale si trovera' a pagare 90 euro in piu' rispetto al 2006. Seguono i contribuenti dei Comuni di Trieste (+78 euro), quelli di Oristano (+77 euro).
Per quanto riguarda invece i redditi bassi, pochi sono invece finora i Comuni che hanno deciso di esentare i contribuenti sotto una certa fascia di reddito. Stando ai dati pubblicati sul sito delle Finanze, solo 144 Comuni, l'1,7% del totale, sono nell'elenco di quelli dove verra' applicata un'esenzione. Molto ampia la forchetta di reddito nella quale si sono mossi i Comuni fiscalmente piu' generosi d'Italia: si va da soglie minime di 5.000 euro l'anno fino ai 28.000 euro stabiliti dal Comune di Bolognola nelle Marche. Tra le citta' troviamo Bologna (esenzione fino a 12.000 euro), Pescara (15.050) e Ferrara (9.000 euro).




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