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    Predefinito Borsa di Shanghai, bruciati 100 miliardi di dollari.

    Che si tratti di prese di profitto dopo avere toccato i massimi storici o che sia la reazione alle misure annunciate dal governo contro gli investimenti illegali, il crollo è un fatto: -9% per la Borsa di Shanghai e oltre 100 miliardi di capitalizzazione andati in fumo (ne hanno fatto le spese soprattutto i titoli minerari e industriali), con ripercussioni immediate sulle piazze europee. Ora tutti gli occhi sono puntati su New York, dove gli indici di riferimento del mercato sono già tutti negativi. Il contratto sul Dow Jones cede infatti 82 punti base, a 12.572,0 punti, quello sul Nasdaq-100 scivola di 25,75 punti, a 1.812,0; il future sullo S&P 500 è invece in ribasso di 11,3 punti base (a 1.441,3). Ad appesantire ulteriormente la situazione ci ha pensato il dato relativo all'andamento degli ordinativi di beni durevoli, in caduta libera a gennaio: -7,8%. Potrebbe essere, quello arrivato dalla Cina, il pronti via per l'annunciata correzione dei mercati dopo mesi di continui rialzi, giudicati eccessivi da molti osservatori.

    Scatta la corsa ai realizzi. Nel Vecchio Continente si è scatenata tra gli investitori una corsa ai realizzi di profitto. A Milano ma anche a Parigi, Londra e Francoforte l'odierna seduta di scambi è stata caratterizzata da massicci ordini di vendita con la quasi totalità dei titoli in netto ribasso. A Piazza Affari Unicredito, che in mattinata l'unico titolo con il segno positivo, poco dopo le 13, lo 0,7%. Tutti in flessione anche gli altri titoli dell'indice S&P/Mib. Fra questi Fiat (-3%), Buzzi Unicem (-2,3%) e Alitalia (-2,2%) che ha pagato lo scotto di indiscrezioni secondo cui il Governo starebbe studiando una soluzione alternativa per la compagnia che prevede la svalutazione degli asset e l'apporto di nuovo capitale da parte di investitori esterni.

    A metà giornata di contrattazioni il Mibtel perdeva l'1,59% mentre lo S&P Mib cedeva l'1,41%. In rosso anche Londra (-1,61%), Parigi (-1,64%) e Francoforte. A Milano Fiat perdeva il 3,03% a 18,07 euro. In mattinata il gruppo torinese ha annunciato l'intenzione di collocare sul mercato un prestito obbligazionario benchmark denominato in euro. Male anche Snam Rete Gas (-2,87%) che paga il downgrade di Merrill Lynch. Secondo il broker il titolo è già valutato su livelli ottimali e non offre ulteriori margini di crescita. Sullo S&P Mib da segnalare anche i decisi ribassi di Pirelli (-2,57%), Tenaris (-2,50%), Saipem (-2,78%), Italcementi (-2,78%) e Mediaset (-2,07%). Male anche i bancari IntesaSanpaolo (-1,59%), Mediobanca (-2,36%) e Capitalia (-1,12%). In difficoltà infine anche Geox nonostante l'aumento degli utili netti del 29% riportato per il 2006.

    A Parigi in ribasso 39 dei 40 titoli dell'indice Cac, con l'unica eccezione di Eads (+0,12%) che guadagna sulle voci riportate da un quotidiano tedesco secondo cui il gruppo avrebbe intenzione di licenziare 7700 dipendenti in Germania e Francia. Giù Alcatel-Lucent (-2,27%), Arcelor Mittal (-3,27%), Lafarge (-2,91%) e Ppr (-2,71%). A Francoforte in ribasso DaimlerChrysler (-1,36%) su voci secondo cui i sindacati del gruppo sarebbero contrari a una possibile vendita della divisione Chrysler. Fra i titoli in maggiore ribasso sul listino tedesco Deutsche Boerse (-4,16%), Aixtron (-5,42%) e Thyssenkrupp (-3,33%). A Londra infine si salvavano solo 2 dei 100 titoli del Ftse: Reuters (+1,53%), che beneficia di un upgrade del giudizio da «neutral» ad «outperform» da parte di Credit Suisse, e Home Retail (+1,28%). Male invece Rio Tinto (-3,98%) e British Airways (-3,14%).

    Dieci anni fa l'ultimo scivolone a Shanghai. Quanto a Shanghai, non prendeva docce tanto gelate dal lontanto 18 febbraio 1997, quando dopo la morte del "monarca" comunista Deng Xiaoping. Negli ultimi nove mesi l'indice del mercato azionario è passato da 1.520 a 3.050 punti. «È stata la prima seduta dove l'Orso ha avuto la meglio - ha detto Liu Yang, di Atlantis Investment Management - l'analisi secondo me è molto semplice. Dopo ottimi ritorni il mercato vuole prendere un po' di fiato, utilizzando qualcunque scusa per vendere». Più articolato il giudizio di Mona Chung di Daiwa Asset Management, secondo cui gli investitori sarebbero preoccupati - più che delle tensioni geopolitiche internazionali e delle scorte americane di petrolio - delle future scelte di Pechino per frenare il surriscaldamento dell'economia. Il Consiglio di Stato della Cina ha istituito una speciale task force per porre un freno ai collocamenti azionari illegali e ad altri illeciti sul mercato. In tutto sono stati bruciati 107,8 miliardi di dollari: ben 249 dei 300 titoli del paniere hanno segnato ribassi del 10%, che è il limite di oscillazione. Dall'inizio dell'anno, tuttavia, i guadagni sono rimasti molto sostanziosi: +29%.

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero

  2. #2
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    Non vedo assolutamente nulla di buono in tutto ciò. Il dollaro è calato e ora un euro vale 1,324 $ contro i 1,316 $ di stamattina.
    I prossimi giorni saranno decisivi.

  3. #3
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    l New York Stock Exchange scatta il blocco dei programmi computerizzati, una misura per limitare le vendite in fase di estremo ribasso. Sell sempre piu' intensi.
    27 Febbraio 2007 19:15 NEW YORK (WSI)


    Il New York Stock Exchange ha comunicato che e' scattato il blocco automatico dei programmi computerizzati, una misura per limitare le vendite nelle fasi di estremo ribasso. La pressione di vendite a Wall Street si e' intensificata nell'ultima mezz'ora.

    L'indice Dow Jones Industrials perde in questo momento circa 200 punti, quindi le blue chips si sono mangiate in una giornata l'intero guadagno del 2007, con un saldo che e' al momento negativo.

  4. #4
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    Una curiosità. Non c'è traccia del crollo nei TG.

    Ed è una cosa che non mi piace per niente.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Imperium Visualizza Messaggio
    l New York Stock Exchange scatta il blocco dei programmi computerizzati, una misura per limitare le vendite in fase di estremo ribasso. Sell sempre piu' intensi.
    27 Febbraio 2007 19:15 NEW YORK (WSI)


    Il New York Stock Exchange ha comunicato che e' scattato il blocco automatico dei programmi computerizzati, una misura per limitare le vendite nelle fasi di estremo ribasso. La pressione di vendite a Wall Street si e' intensificata nell'ultima mezz'ora.

    L'indice Dow Jones Industrials perde in questo momento circa 200 punti, quindi le blue chips si sono mangiate in una giornata l'intero guadagno del 2007, con un saldo che e' al momento negativo.
    mooolto bene

    Dopo il crollo alla Borsa di Shanghai (-9%, 107 miliardi di dollari di capitalizzazione bruciati) il carico è arrivato dalla caduta degli ordinativi di beni durevoli negli Stati Uniti, in caduta libera a gennaio (-7,8%), e dalla preconizzazione dell'oracolo Alan Greenspan, ex numero uno della banca centrale americana e guru riconosciuto a livello planetario, sulla possibilità che entro fine anno si apra una fase recessiva per l'economia a stelle e strisce. Senza trascurare gli allarmi sul programma nucleare iraniano. Troppi segnali di pericolo tutti insieme: è scattato così via all'ondata di vendite che sta investendo da questa mattina i mercati azionari di tutto il mondo. In effetti potrebbe essere, quello avviato in Cina, l'inizio dell'annunciata correzione dei mercati dopo mesi di continui rialzi, giudicati eccessivi e inspiegabili, nonostante le trimestrali brillanti (che comunque registrano il passato), da molti osservatori.

    Dow Jones in calo, greggio ai massimi da due mesi. Quasi a fine giornata (le 20.15 italiane) il Dow Jones, partito in ribasso (-0,04%) perdeva l'1.69%. Negativo anche il Nasdaq (-2,87%) ai minimi da cinque anni e lo Standard & Poor (-2,29%). La borsa statunitense - nonostante i dati positivi su fiducia dei consumatori (salita a 112,5 punti, ai massimi degli ultimi cinque anni a mezzo) e sulla vendita delle case esistenti +(3% a quota 6,46 milioni di unità, dato nettamente migliore delle attese - ha seguito la scia delle Borse mondiali. Volatile il prezzo del greggio: in avvio di scambi, un barile di Wti veniva scambiato a 60,30 dollari, in ribasso di 1,09 dollari rispetto alla vigilia. Poi ha invertito tendenza per salire (ore 17,45) a 62,14 dollari, ai massimi da due mesi.

    In Europa bruciati 222 miliardi, il Mibtel sotto del 3,2%. Gli indici europei già in calo dopo le notizie dalla Cina sono precipitati dopo il via alle contrattazioni oltreoceano per poi affondare. Alla fine sono stati bruciati ben 222 miliardi di capitalizzazione. Dal bagno di sangue non si è salvato nessuno: Londra -2,16% (Ftse100, con i titoli dei big minerari in massima sofferenza), Parigi -3% (Cac40), Francoforte -2,90% (Dax30), Madrid -3% (Ibex35). Martedì nero anche per Piazza Affari: il Mibtel ha accusato un tonfo del 3,2% e l'S&P/Mib del 2,88%. Ancora peggio l'All Stars: -4,43%. Tra i titoli in maggior sofferenza, a un quarto d'ora dalla chiusura delle contrattazioni, c'era Fiat, che lasciava sul campo il 4,8% a 17,74 euro, con 61 milioni di pezzi passati di mano. L'ondata di vendite non risparmia Generali (-4,17%), insieme a Fondiaria-Sai (-4,04%), Unipol (-2,80%) e Alleanza (-2,71%). In calo tra i bancari Capitalia (-2,6% a 6,62 euro), Intesa Sanpaolo (-2,02% a 5,6 euro) e Unicredit (-1,81% a 7,105 euro), mentre Telecom cede il 2,91% a 2,30 euro, Pirelli il 3,98% a 0,85 euro e Fastweb il 2,76% a 40,23 euro. Tiscali lascia sul parterre il 3,92% a 2,53 euro. Vendite anche in campo energetico su Eni (-2,35% a 23,63 euro), Enel (-2,51% a 8,11 euro) ed Edison (-3,5% a 2,11 euro), mentre il tecnologico Stm cede il 3,96% a 14,7 euro, il cementiero Buzzi il 6,74% a 22,15 euro (maglia nera del listino), Italcementi 4,51% a 22,86 e Benetton il 4,27% a 12,35 euro. Giù anche Autostrade (-2,31% a 22,02 euro), Alitalia (-4,08%) e Autogrill (-3,35%).

  6. #6
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    ma a me sapete che cosa fa veramente paura? che quando ci sono crisi economiche in genere un paese che noi conosciamo bene le risolve con le guerre
    e in questo periodo ad essere nel mirino e l'Iran....quindi fate 2 + 2....io a questo punto ho VERAMENTE paura....ci aspettano tempi bui....

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix Visualizza Messaggio
    ma a me sapete che cosa fa veramente paura? che quando ci sono crisi economiche in genere un paese che noi conosciamo bene le risolve con le guerre
    e in questo periodo ad essere nel mirino e l'Iran....quindi fate 2 + 2....io a questo punto ho VERAMENTE paura....ci aspettano tempi bui....
    Perche' paura? Sei in Iran per caso?
    Paura c'e' da averla se quei pazzi avranno la bomba.

  8. #8
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Citazione Originariamente Scritto da sarrebal Visualizza Messaggio
    Perche' paura? Sei in Iran per caso?
    che discorso del c....

  9. #9
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    l New York Stock Exchange scatta il blocco dei programmi computerizzati, una misura per limitare le vendite in fase di estremo ribasso. Sell sempre piu' intensi.
    27 Febbraio 2007 19:15 NEW YORK (WSI)


    Il New York Stock Exchange ha comunicato che e' scattato il blocco automatico dei programmi computerizzati, una misura per limitare le vendite nelle fasi di estremo ribasso. La pressione di vendite a Wall Street si e' intensificata nell'ultima mezz'ora.

    L'indice Dow Jones Industrials perde in questo momento circa 200 punti, quindi le blue chips si sono mangiate in una giornata l'intero guadagno del 2007, con un saldo che e' al momento negativo.
    Domani è "28", la crisi del '29 è stata di giorno 28, i crolli dell'86 sono stati il giorno 28.
    Può darsi che domani abbiamo il disastro planetario e l'economia di carta finisce.
    Ammetto che non mi dispiace per niente.

  10. #10
    Gianicolo, 1849
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix Visualizza Messaggio
    ma a me sapete che cosa fa veramente paura? che quando ci sono crisi economiche in genere un paese che noi conosciamo bene le risolve con le guerre
    e in questo periodo ad essere nel mirino e l'Iran....quindi fate 2 + 2....io a questo punto ho VERAMENTE paura....ci aspettano tempi bui....
    Veramente la crisi del '29 ci ha regalato il nazismo.
    Fino a quel momento erano stati gli americani che finanziavano la Germania di Waimar consentendogli di pagare il demenziale debito di guerra imposto dai Francesi e dagli inglesi.
    "ci sono stati giorni in cui ho pagato il giornale 50.000 marchi la mattina e 100.000 la sera, il vetro di una finestra costava quanto prima tutto l'appartamento...."
    Adolfo alle elezioni aveva preso meno del 2%, è andato al governo col 35, perchè la gente usciva di casa con un cucchiaio in tasca per non perdere nessuna possibilità di nutrirsi...

    Ma mentre i titoli venivano usati per accendere le stufe, e torme di affamati si riversavano nelle strade di Berlino, di Londra, di New York, di Santiago, in Italia si fondavano 14 nuove città e 63 borghi rurali, si redimeva la terra, cessava l'emigrazione...
    Vediamo che succede.

 

 
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