Era stato direttore di Corriere dello Sport-Stadio
E' morto Giorgio Tosatti
Si è spento l'opinionista che per anni sul Corriere della Sera e in Rai ha raccontato il calcio agli italiani
ROMA - Giorgio Tosatti, ex direttore del Corriere dello sport-Stadio ed ex presidente dell'Ussi (Unione stampa sportiva italiana), è morto a Pavia. Per anni è stato il commentatore di calcio del Corriere della Sera e della Rai: con le sue opinioni e i suoi commenti, era diventato uno dei simboli del giornalismo sportivo italiano.
MORTO A PAVIA - Tosatti è morto a Pavia, dove era stato sottoposto a un trapianto di cuore lo scorso ottobre, al Policlinico San Matteo, dall'equipe diretta dal professor Mario Viganò. Nell'ultimo mese però delle complicazioni lo avevano costretto a rientrare in ospedale.
LA CARRIERA - Nato a Genova il 18 dicembre 1937 Tosatti ha iniziato la sua carriera di giornalista sportivo a Tuttosport. In seguito ha lavorato per il Corriere dello Sport, Il Giornale, Fininvest e Rai. Ha anche ricoperto la direzione del Corriere dello Sport, e negli ultimi anni è stato editorialista del Corriere della Sera. L’ultima apparizione in Rai alla Domenica Sportiva risale alla stagione 2005-2006. Giorgio Tosatti era figlio di un altro giornalista, Renato, che morì nella tragedia di Superga, il disastro aereo che il 4 maggio 1949 costò la vita ai giocatori del Grande Torino.
LIBRI E RICONOSCIMENTI - Per la sua competenzaè stato nominato, unico tra i giornalisti, Direttore tecnico ad honorem dal Centro tecnico di Coverciano e dall'Associazione allenatori. Nel 1999, con Gian Paolo Ormezzano e Francesco Campanella, è stato autore del libro "Il grande Torino". Nel 2005 ha dato alle stampe "Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Uomini e sfide in 40 anni di sport". È del dicembre 2006, infine, "Ritorno al colosseo".
RIVERA: «HA DATO SEMPRE IL MEGLIO» - Messaggi di cordoglio sono arrivati da molte autorità politiche e sportive. «C'è tanta amarezza - ha detto Gianni Rivera - nell'apprendere che Giorgio Tosatti, un grande giornalista, ci ha lasciati. Un personaggio che ho conosciuto a fondo, apprezzato per la sua equilibrata "penna", sia quando ancora calcavo i campi di calcio, ma anche quando avevamo occasione di confrontarci in Tv. Ha sempre dato il meglio della sua professionalità.
«Ed ora vien da chiedersi come faremo senza di lui. Eravamo amici, ma anche di più - ha detto il presidente del Coni Gianni Petrucci -. Con lui lo sport italiano ha perso un grande amico oltre che un impareggiabile cantore».
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Rispondi Citando
mi dispiace un sacco.

