Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 30
  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Post Stiamo facendo la domanda sbagliata all'Iran

    Stiamo facendo la domanda sbagliata all'Iran

    di Rageh Omaar

    New Statesman, 19 febbraio 2007

    Rageh Omaar trova un Paese più complesso di quanto la maggior parte
    delle persone in Occidente abbiano mai compreso

    E' così insolito per una troupe giornalistica occidentale avere il
    permesso di filmare a Tehran, per qualunque periodo di tempo, che ho
    telefonato ai miei colleghi a Londra per dirgli che eravamo riusciti a
    passare in aeroporto senza problemi. Il direttore di produzione, che,
    come si ci aspetterebbe, era aperto e bene informato, ha chiesto che
    cosa avremmo fatto per primo. Ho risposto che stavamo andando
    direttamente con tutti i bagagli e le attrezzature in un appartamento
    non lontano dalla casa dell'Ayatollah Khomeini, nella parte nord della
    città, per intervistare una donna d'affari iraniana. Sulla linea che
    gracchiava c'è stato un attimo di pausa. "Donna d'affari? Vuoi dire
    che in Iran ci sono donne d'affari che danno lavoro a uomini? Non è
    affatto quello che immaginavo, né quello a cui molti occidentali
    penserebbero quando si nomina l'Iran".

    Nel 2003, il governo Usa e quello britannico invasero l'Iraq, un Paese
    del cui popolo e della cui società i britannici e gli americani
    sapevano molto poco. Quello che sapevamo riguardava Saddam Hussein, il
    suo regime spaventoso, e le informazioni false o fraintese sulle sue
    capacità militari. Raramente avevamo invaso e occupato un Paese del
    quale eravamo così ignoranti. Siamo probabilmente sul punto di
    ripetere l'incubo, questa volta in Iran.

    Mentre l'ultima volta la maggior parte degli organi di informazione
    alzarono tutti le spalle sull'inevitabilità della guerra, adesso i
    media occidentali hanno un dovere imprescindibile di mostrare maggiore
    rigore e indipendenza nell'esaminare accuratamente il modo in cui
    Londra e Washington presentano, o travisano, la società iraniana.
    Abbiamo sentito parlare molto del Presidente Ahmadinejad e dei suoi
    commenti su Israele e l'Olocausto; abbiamo sentito parlare molto del
    presunto ruolo dell'Iran nel fomentare la violenza in Iraq. Abbiamo
    visto numerose immagini dei mullah iraniani che guidano manifestazioni
    anti-occidentali. Ma i milioni di iraniani qualunque?

    Alcuni fatti: due terzi di questa popolazione di 70 milioni di
    abitanti sono sotto i 30 anni. L'Iran è uno dei Paesi più giovani al
    mondo. E' anche una delle più antiche civiltà al mondo. La rivoluzione
    islamica guidata da Khomeini ha solo 28 anni. Questo significa che la
    maggioranza schiacciante degli iraniani non si ricorda di com'era la
    vita sotto lo Shah. Non riescono a ricordare il rifiuto di quel
    periodo da parte della generazione dei loro genitori, e sono cresciuti
    conoscendo solo gli editti della Repubblica Islamica.

    Come i giovani dovunque, sono irrequieti, ambiziosi, imprevedibili, e
    spesso coraggiosi di fronte all'autorità. Le idee e le lagnanze su cui
    è stata costruita la rivoluzione per loro significano poco. Di fronte
    a questo, la teocrazia iraniana, più di qualsiasi altro regime in
    Medio Oriente – persino più di stati filo-occidentali come la
    Giordania e l'Egitto- è stata oggetto di un controllo e di una sfida,
    e ha subito un cambiamento graduale ma profondo.

    Alcuni dei cambiamenti possono essere stati non voluti, ma sono
    irreversibili. La maggior parte delle matricole nelle università
    iraniane sono donne, e il Paese ha un tasso di alfabetizzazione
    paragonabile a quello della Gran Bretagna. Negli anni '80, le
    autorità islamiche vollero portare nelle comunità delle province il
    tipo di educazione universitaria di cui godevano le élite urbane.
    L'effetto è stato che le famiglie più conservatrici e tradizionali
    improvvisamente si sono sentite più a proprio agio nel mandare le loro
    figlie in facoltà di sole donne. L'effetto è stato impressionante,
    aumentando la visibilità delle donne sul posto di lavoro.

    La maggior parte di ciò che riferiscono i media stranieri sull'Iran si
    è concentrato sugli sviluppi politici e militari. Ma scavate più a
    fondo nella società, e non è difficile trovare una miriade di vivide
    istantanee di vita. Queste rivelano la falsità dello stereotipo della
    società cupa, minacciosa, e ostile. Considerate: a Tehran vengono
    eseguite più operazioni di chirurgia plastica che a Los Angeles, e la
    tossicodipendenza è apertamente riconosciuta (un tabù in altri paesi
    musulmani del Medio Oriente). In Iran ci sono due milioni di
    eroinomani e un gran numero di associazioni di beneficenza per il
    recupero indipendenti che li aiutano. C'è una situazione analoga per
    quanto riguarda l'HIV. L'Iran ha una delle maggiori reti non
    governative di associazioni di beneficenza e di agenzie umanitarie del
    Medio Oriente, che lavorano al di fuori del controllo dello Stato su
    qualunque cosa, dal lavoro minorile all'istruzione femminile.

    Ciò che deve essere ricordato è che gran parte di questo cambiamento,
    e la condizione delle persone che stanno facendo di tutto per
    provocarlo, verrebbero gravemente danneggiati da un attacco militare.
    La notte prima che iniziasse l'invasione dell'Iraq nel 2003, un
    collega Americano venne tirato da parte da un iracheno che voleva che
    Usa e Gran Bretagna rovesciassero il regime di Saddam Hussein. Anche
    se alla guerra per rovesciare Saddam mancavano solo poche ore, l'uomo
    aveva ancora paura di parlare apertamente, quindi comunicava in
    codice. Indicò con eccitazione il suo orologio e chiese al mio collega
    americano: "A che ora l'America?"

    Quello che voleva dire era: quand'è che l'America avrebbe iniziato il
    suo attacco, e se non poteva sbrigarsi. Ci sono molti funzionari
    governativi britannici e americani che credono che un certo numero di
    iraniani stiano facendo domande simili, e che, come quell'uomo a
    Baghdad, stiano guardando alla Gran Bretagna e all'America perché li
    salvino, attaccando il loro Paese.

    Di tutte le idee sbagliate sull'Iran, questa è la più pericolosa e la
    più fuorviante. Siamo noi in Occidente che stiamo facendo la domanda
    sbagliata. Se vogliamo sapere quando vedremo gli iraniani costruire un
    cambiamento reale e duraturo nel loro Paese, e beneficiare di una
    società che rifletta veramente le speranze, la diversità, l'energia e
    le competenze della sua gente, dovremmo chiedere: "A che ora l'Iran?"

    Rageh Omaar, già inviato di punta della BBC, è stato il volto
    dell'emittente britannica durante la guerra e l'invasione dell'Iraq
    del 2003. Su quell'esperienza ha scritto il libro Revolution Day. The
    Human Story of the Battle for Iraq (Viking, 2004). Dal settembre 2006
    è passato a lavorare per il nuovo canale in lingua inglese di al Jazira.

    [NdT]

    (Traduzione di Ornella Sangiovanni)

    http://www.osservatorioiraq.it/modul...articleid=4161

  2. #2
    Registered User
    Data Registrazione
    24 May 2005
    Località
    ROMA
    Messaggi
    2,706
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ...che l' iran sia paese complesso non si stenta a crederlo : questo però lo dovrebbero capire anche i suoi "sostenitori", oltreché i suoi detrattori. Questo per non entrare nella logica di Bush e bin laden che riferendosi entrambi - rispettivamente e specularmente - ad un solo libro, tendono ad esemplificare la realtà.

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    ...che l' iran sia paese complesso non si stenta a crederlo : questo però lo dovrebbero capire anche i suoi "sostenitori", oltreché i suoi detrattori. Questo per non entrare nella logica di Bush e bin laden che riferendosi entrambi - rispettivamente e specularmente - ad un solo libro, tendono ad esemplificare la realtà.
    ...ecco, bravo, ricordalo ai tuoi vecchi e nuovi camerati. Qui mi sembra che nessuno prenda le difese sempre e comunque né mi pare esserci alcun detrattore a tutti i costi...

  4. #4
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    11,188
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Credo che, ragionando in un ottica interna a POL, questo sia l'unico forum dove sull'Iran c'è una sostanziale sospensione di giudizio, ovvero si esamina caso per caso cosa accade e poi ragionandoci sopra in termini politici e non etici ognuno dia un giudizio. Questo con alcune eccezioni ma questo come tutti gli altri fora è un forum pubblico in cui tutti possono intervenire.
    Quanto detto da Outis riguardo l'Area neofascista odierna italiana è per massima parte vero ma va inquadrato in una dinamica percetiva manichea a seconda del simbolo a cui un determinato gruppo neofascista voglia far riferimento. Così Forza Nuova che vive nel culto del feticcio identitario della difesa della cristianità dà contro l'Iran a presciendere, mentre ad esempio la CPA sostiene l'Iran e tutto il mondo musulmano (che come feticcio identitario diventa nelle loro visioni e teorizzazioni un blocco monolitico e non sfaccettato, quindi irreale e macchiettistico) a priori con tanto di mode del momento come quella di diventare tutti musulmani non per una scelta religiosa privata e coscienziale ma come atto "politico", facendo assurgere alla religione musulmana il simbolo (a mio paere estremamente degradante per n culto religioso) di un anticapitalismo ed un antiamericanismo a loro volta non analizzati e complessificati nello studio ma assunti a Feticcio nemico.

    A luta continua

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 May 2002
    Località
    roma
    Messaggi
    9,787
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Credo che, ragionando in un ottica interna a POL, questo sia l'unico forum dove sull'Iran c'è una sostanziale sospensione di giudizio, ovvero si esamina caso per caso cosa accade e poi ragionandoci sopra in termini politici e non etici ognuno dia un giudizio. Questo con alcune eccezioni ma questo come tutti gli altri fora è un forum pubblico in cui tutti possono intervenire.
    Quanto detto da Outis riguardo l'Area neofascista odierna italiana è per massima parte vero ma va inquadrato in una dinamica percetiva manichea a seconda del simbolo a cui un determinato gruppo neofascista voglia far riferimento. Così Forza Nuova che vive nel culto del feticcio identitario della difesa della cristianità dà contro l'Iran a presciendere, mentre ad esempio la CPA sostiene l'Iran e tutto il mondo musulmano (che come feticcio identitario diventa nelle loro visioni e teorizzazioni un blocco monolitico e non sfaccettato, quindi irreale e macchiettistico) a priori con tanto di mode del momento come quella di diventare tutti musulmani non per una scelta religiosa privata e coscienziale ma come atto "politico", facendo assurgere alla religione musulmana il simbolo (a mio paere estremamente degradante per n culto religioso) di un anticapitalismo ed un antiamericanismo a loro volta non analizzati e complessificati nello studio ma assunti a Feticcio nemico.

    A luta continua
    Potresti fare un esempio di persone vicine alla CPA diventate musulmane per moda "politica"?
    Giampaolo Cufino

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    11,188
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da cornelio Visualizza Messaggio
    Potresti fare un esempio di persone vicine alla CPA diventate musulmane per moda "politica"?
    Senti è vero o no che molti militanti della CPA si sono convertiti all'Islam? Rispondimi se è vero o no. E poi se è vero chiediti come mai tutto di un tratto tutti sentono il bisogno di aderire all'Islam e mai che capiti il processo da Islam a CPA.

    A luta continua

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 May 2002
    Località
    roma
    Messaggi
    9,787
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Senti è vero o no che molti militanti della CPA si sono convertiti all'Islam? Rispondimi se è vero o no. E poi se è vero chiediti come mai tutto di un tratto tutti sentono il bisogno di aderire all'Islam e mai che capiti il processo da Islam a CPA.

    A luta continua

    E' vero, ma tu chi sei per giudicare che sia stata in tutti i casi una scelta "politica" e non spirituale?
    Sicuramente per un militante della CPA il primo approccio con l'Islam è politico, ma non basta per una vera conversione.
    Il processo inverso è quasi impossibile per il semplice motivo che sono due livelli completamente differenti.
    Giampaolo Cufino

  8. #8
    antimperialista
    Data Registrazione
    11 Oct 2006
    Messaggi
    801
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Da quanto ho capito io la CPA ha avuto tre militanti convertitisi all'islam
    (Hussein Ugo Lazzara, Hafez Candelo e Dagoberto Bellucci), siccome
    accettando dei musulmani hanno rotto gli schemi del neofascismo tutta la dx
    radicale gli è andata contro accusandoli, a torto, di voler islamizzare l'Europa
    quando il loro progetto è solo la creazione di un fantomatico Reich saldamente
    alleato del mondo islamico. Hanno superato certi dogmi del neofascismo
    atlantista e sono stati demonizzati. Premesso che reputo il nazi-fascismo un
    totalitarismo criminale e l'antifascismo un dovere imprescindibile, non mi
    stanno antipatici gli avanguardesi, sono degli invasati però in buona fede.
    Comunque voglio solo sottolineare che l'Islam italiano non ha mai avuto
    contatti in realtà con questo gruppo (se non marginali), quindi francamente
    non confondiamo chi si converte all'Islam anche per combattere la battaglia
    antiimperialista e antirazzista da quella posizione con chi invece segue un
    alchimia fantapolitica assolutamente settaria.

  9. #9
    Omia Patria si bella e perduta
    Data Registrazione
    14 Apr 2006
    Località
    Contro l'Unione Europea prigione dei Popoli Per un'Europa di Nazioni libere, eguali e sovrane!
    Messaggi
    4,649
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Stiamo facendo la domanda sbagliata all'Iran

    di Rageh Omaar

    New Statesman, 19 febbraio 2007

    Rageh Omaar trova un Paese più complesso di quanto la maggior parte
    delle persone in Occidente abbiano mai compreso

    E' così insolito per una troupe giornalistica occidentale avere il
    permesso di filmare a Tehran, per qualunque periodo di tempo, che ho
    telefonato ai miei colleghi a Londra per dirgli che eravamo riusciti a
    passare in aeroporto senza problemi. Il direttore di produzione, che,
    come si ci aspetterebbe, era aperto e bene informato, ha chiesto che
    cosa avremmo fatto per primo. Ho risposto che stavamo andando
    direttamente con tutti i bagagli e le attrezzature in un appartamento
    non lontano dalla casa dell'Ayatollah Khomeini, nella parte nord della
    città, per intervistare una donna d'affari iraniana. Sulla linea che
    gracchiava c'è stato un attimo di pausa. "Donna d'affari? Vuoi dire
    che in Iran ci sono donne d'affari che danno lavoro a uomini? Non è
    affatto quello che immaginavo, né quello a cui molti occidentali
    penserebbero quando si nomina l'Iran".

    Nel 2003, il governo Usa e quello britannico invasero l'Iraq, un Paese
    del cui popolo e della cui società i britannici e gli americani
    sapevano molto poco. Quello che sapevamo riguardava Saddam Hussein, il
    suo regime spaventoso, e le informazioni false o fraintese sulle sue
    capacità militari. Raramente avevamo invaso e occupato un Paese del
    quale eravamo così ignoranti. Siamo probabilmente sul punto di
    ripetere l'incubo, questa volta in Iran.

    Mentre l'ultima volta la maggior parte degli organi di informazione
    alzarono tutti le spalle sull'inevitabilità della guerra, adesso i
    media occidentali hanno un dovere imprescindibile di mostrare maggiore
    rigore e indipendenza nell'esaminare accuratamente il modo in cui
    Londra e Washington presentano, o travisano, la società iraniana.
    Abbiamo sentito parlare molto del Presidente Ahmadinejad e dei suoi
    commenti su Israele e l'Olocausto; abbiamo sentito parlare molto del
    presunto ruolo dell'Iran nel fomentare la violenza in Iraq. Abbiamo
    visto numerose immagini dei mullah iraniani che guidano manifestazioni
    anti-occidentali. Ma i milioni di iraniani qualunque?

    Alcuni fatti: due terzi di questa popolazione di 70 milioni di
    abitanti sono sotto i 30 anni. L'Iran è uno dei Paesi più giovani al
    mondo. E' anche una delle più antiche civiltà al mondo. La rivoluzione
    islamica guidata da Khomeini ha solo 28 anni. Questo significa che la
    maggioranza schiacciante degli iraniani non si ricorda di com'era la
    vita sotto lo Shah. Non riescono a ricordare il rifiuto di quel
    periodo da parte della generazione dei loro genitori, e sono cresciuti
    conoscendo solo gli editti della Repubblica Islamica.

    Come i giovani dovunque, sono irrequieti, ambiziosi, imprevedibili, e
    spesso coraggiosi di fronte all'autorità. Le idee e le lagnanze su cui
    è stata costruita la rivoluzione per loro significano poco. Di fronte
    a questo, la teocrazia iraniana, più di qualsiasi altro regime in
    Medio Oriente – persino più di stati filo-occidentali come la
    Giordania e l'Egitto- è stata oggetto di un controllo e di una sfida,
    e ha subito un cambiamento graduale ma profondo.

    Alcuni dei cambiamenti possono essere stati non voluti, ma sono
    irreversibili. La maggior parte delle matricole nelle università
    iraniane sono donne, e il Paese ha un tasso di alfabetizzazione
    paragonabile a quello della Gran Bretagna. Negli anni '80, le
    autorità islamiche vollero portare nelle comunità delle province il
    tipo di educazione universitaria di cui godevano le élite urbane.
    L'effetto è stato che le famiglie più conservatrici e tradizionali
    improvvisamente si sono sentite più a proprio agio nel mandare le loro
    figlie in facoltà di sole donne. L'effetto è stato impressionante,
    aumentando la visibilità delle donne sul posto di lavoro.

    La maggior parte di ciò che riferiscono i media stranieri sull'Iran si
    è concentrato sugli sviluppi politici e militari. Ma scavate più a
    fondo nella società, e non è difficile trovare una miriade di vivide
    istantanee di vita. Queste rivelano la falsità dello stereotipo della
    società cupa, minacciosa, e ostile. Considerate: a Tehran vengono
    eseguite più operazioni di chirurgia plastica che a Los Angeles, e la
    tossicodipendenza è apertamente riconosciuta (un tabù in altri paesi
    musulmani del Medio Oriente). In Iran ci sono due milioni di
    eroinomani e un gran numero di associazioni di beneficenza per il
    recupero indipendenti che li aiutano. C'è una situazione analoga per
    quanto riguarda l'HIV. L'Iran ha una delle maggiori reti non
    governative di associazioni di beneficenza e di agenzie umanitarie del
    Medio Oriente, che lavorano al di fuori del controllo dello Stato su
    qualunque cosa, dal lavoro minorile all'istruzione femminile.

    Ciò che deve essere ricordato è che gran parte di questo cambiamento,
    e la condizione delle persone che stanno facendo di tutto per
    provocarlo, verrebbero gravemente danneggiati da un attacco militare.
    La notte prima che iniziasse l'invasione dell'Iraq nel 2003, un
    collega Americano venne tirato da parte da un iracheno che voleva che
    Usa e Gran Bretagna rovesciassero il regime di Saddam Hussein. Anche
    se alla guerra per rovesciare Saddam mancavano solo poche ore, l'uomo
    aveva ancora paura di parlare apertamente, quindi comunicava in
    codice. Indicò con eccitazione il suo orologio e chiese al mio collega
    americano: "A che ora l'America?"

    Quello che voleva dire era: quand'è che l'America avrebbe iniziato il
    suo attacco, e se non poteva sbrigarsi. Ci sono molti funzionari
    governativi britannici e americani che credono che un certo numero di
    iraniani stiano facendo domande simili, e che, come quell'uomo a
    Baghdad, stiano guardando alla Gran Bretagna e all'America perché li
    salvino, attaccando il loro Paese.

    Di tutte le idee sbagliate sull'Iran, questa è la più pericolosa e la
    più fuorviante. Siamo noi in Occidente che stiamo facendo la domanda
    sbagliata. Se vogliamo sapere quando vedremo gli iraniani costruire un
    cambiamento reale e duraturo nel loro Paese, e beneficiare di una
    società che rifletta veramente le speranze, la diversità, l'energia e
    le competenze della sua gente, dovremmo chiedere: "A che ora l'Iran?"

    Rageh Omaar, già inviato di punta della BBC, è stato il volto
    dell'emittente britannica durante la guerra e l'invasione dell'Iraq
    del 2003. Su quell'esperienza ha scritto il libro Revolution Day. The
    Human Story of the Battle for Iraq (Viking, 2004). Dal settembre 2006
    è passato a lavorare per il nuovo canale in lingua inglese di al Jazira.

    [NdT]

    (Traduzione di Ornella Sangiovanni)

    http://www.osservatorioiraq.it/modul...articleid=4161
    Non si può fare la guerra contro qualcuno a cui si riconosce una dimensione umana e una sua problematicità......ma solo contro qualcuno che riduci a un mostro.
    Non si bombarda una città in cui ci sono famiglie che fanno i sacrifici per mandare le proprie figlie all'università, ma una in cui genitori barbari sposano a forza le proprie figlie all'età di 11 anni, ecc.
    C'è un pezzo del romanzo "Una boccata d'aria" di Orwell, che smaschera in pieno questi meccanismi parlando dei cattivi tedeschi della Prima Guerra Mondiale che stupravano le suore sui tavoli dei caffé di Bruxelles, ma perché proprio sui tavoli dei caffè?

  10. #10
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    11,188
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da cornelio Visualizza Messaggio
    E' vero, ma tu chi sei per giudicare che sia stata in tutti i casi una scelta "politica" e non spirituale?
    Sicuramente per un militante della CPA il primo approccio con l'Islam è politico, ma non basta per una vera conversione.
    Il processo inverso è quasi impossibile per il semplice motivo che sono due livelli completamente differenti.

    Io non sono nessuno ma di sicuro questo non mi impedisce di fare dei collegamenti e di analizzare i fatti ed i fatti mi portano a fare delle ipotesi, che potrebbero pure non essere esatte ma sempre ipotesi non campate per aria sono.
    Se la butti sul "chi sei tu" allora però potrei risponderti: e tu chi sei per poter affermare il contrario? Oltretutto io ho parlato di conversione massificata e non conversione totale.
    Oltretutto tu con la tua ultima frase avalli la mia ipotesi, se i due percorsi non sono equipollenti ma sono asimmetrici vuol dire che alla base delle conversioni nella CPA c'è una spinta politica.

    A luta continua

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 28-09-12, 15:30
  2. MA CHE STIAMO FACENDO?
    Di Ros nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 26-01-12, 11:47
  3. Stiamo facendo la STORIA!
    Di Danny nel forum Res Publica di POL
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 11-04-07, 22:00
  4. Ovviamente stiamo di nuovo facendo la solita figura di mrd..
    Di Eyes Only (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 70
    Ultimo Messaggio: 14-04-06, 19:35
  5. Che dire, stiamo proprio facendo bella figura...
    Di Alessandro.83 nel forum Fondoscala
    Risposte: 39
    Ultimo Messaggio: 29-08-04, 02:02

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito