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    Predefinito La geopolitica tra i quattro giganti

    La geopolitica fra i quattro giganti della terra
    di Giulietto Chiesa - 28/02/2007

    Fonte: Giulietto Chiesa [scheda fonte]




    Se dessimo un'occhiata un po' più attenta a questo mondo sempre più ballerino sull'orlo del baratro, vedremmo che la situazione si può descrivere con la regola del “3 contro uno”. E, forse, potremmo ricavarne qualche suggerimento per l'immediato futuro, prima che la nuova guerra di turno cominci, verso il grande scontro dell'Occidente con la Cina.

    Cos'è questa regola? I giganti del pianeta, al momento attuale, sono quattro (dico al momento attuale, perché le cose camminano in fretta, e presto i giganti diventeranno almeno cinque). L'accelerazione è simile all'andamento di un corso d'acqua, che accelera il suo movimento nelle vicinanze di un precipizio. Appunto.

    I quattro giganti sono, lo sappiamo tutti, l'America, la Russia, la Cina, l'Europa.

    Ma non molto diversi tra loro. Tre di loro sono armati, e li metto nell'ordine della loro potenza tecnologico-militare: America, Russia, Cina. Il quarto è l'Europa, che non ha armi strategiche (il fatto che ce le abbiano la Francia e la Gran Bretagna non influisce in modo sostanziale sul ragionamento, perché l'Europa, in quanto tale, non è armata strategicamente).

    Tre contro uno. Non c'è alcun equilibrio possibile nelle attuali condizioni.

    Guardiamo i quattro giganti dal punto di vista energetico. Di nuovo tre contro uno. Perché solo uno dei quattro giganti ha grandi riserve di energia sul proprio territorio e non ha nessun bisogno, al momento, di procurarsene altre, con il denaro o con la forza. Al contrario, le vende. E questo paese è la Russia. Gli altri tre, America, Cina, Europa, in maggiore o minore misura, non hanno rilevanti fonti energetiche proprie. Il che significa che devono procurarsele: o comprandole, o prendendosele con la forza. Sappiamo dove, per il momento.

    Di nuovo non c'è alcun equilibrio in questa equazione.

    Guardiamo infine i quattro giganti dal punto di vista finanziario. Tre sono paesi creditori (Cina, Russia, Europa), il quarto è un paese – gli Stati Uniti d'America - mostruosamente indebitato, specie con i primi due, che hanno fatto incetta di certificati di credito del tesoro americano e sono oggi in condizioni di ricattare l'America con una cospicua massa di centinaia di miliardi del suo eccesso di consumo. L'Europa, per ora, regge la borsa e aiuta l'America, ma non sarà per sempre.

    Altro, inquietante, motivo di disequilibrio strategico. Ancora tre contro uno.

    Il tutto, affinché non ce lo dimentichiamo, in presenza di due fattori completamente nuovi sulla scena mondiale: il primo è l'avvicinarsi del triplo picco delle energie diciamo così tradizionali: quello del petrolio, quello del gas, quello dell'uranio. Detto in termini semplici: con gli attuali ritmi di crescita, da qui al 2030 la domanda di idrocarburi sarà quasi raddoppiata e, tenuto conto che la Cina (con il suo miliardo e 300 milioni di persone) sta passando da un consumo annuale pro capite di una tonnellata di petrolio, a tre tonnellate annue, e che gli Stati Uniti intendono fermamente restare sui propri livelli di consumo (8 tonnellate annue pro capite), come l'Europa del resto (3 tonnellate pro capite), se ne deduce che, essendo le risorse in idrocarburi definite, e all'incirca calcolabili le capacità complessive di estrazione, si arriverà attorno a quella data a un serissimo problema di reperimento delle risorse energetiche tradizionali. Di carbone ce n'è un po' di più, ma la sua trasportabilità è problematica e, in ogni caso, quando diminuiranno petrolio e gas e tutti si getteranno con il carbone, il problema sarà ripetuto anche in quella direzione.

    Ecco perché tutti (specie quelli che, dopo Cernobyl, l'avevano abbandonata) si vanno affrettando verso l'energia atomica. Russia, Cina, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, India, Pakistan, Brasile, Iran, Giappone, ecc. La Russia, per esempio, che pure ha grandi riserve di petrolio, gas e carbone, ha già avviato un programma di costruzione di 21 nuove centrali nucleari. Ma l'atomo non ci salverà. Può solo fornirci un po' più di respiro. Con questi ritmi di sviluppo dell'energia atomica le risorse del combustibile si avvicineranno al picco, per poi decrescere, attorno alla metà del secolo, o poco oltre. Ma i costi materiali della “dismissione” delle centrali obsolete sono vertiginosi. E non si deve dimenticare che la nostra civiltà non ha ancora risolto il problema di dove mettere gli scarti radioattivi della produzione di energia atomica, che non sono riciclabili, e dureranno quanto tutte le prossime 5000 generazioni umane. Cioè non ci sono risposte sicure all'interrogativo se i nostri figli o nipoti potranno sopravvivere a un tale, multiplo rischio di inquinamento radioattivo della terra, dell'acqua e dell'aria.

    E qui emerge l'altro immenso problema: questo sviluppo è ormai ecologicamente “insostenibile”. A questa conclusione sono giunti ormai tutti i più importanti centri di ricerca del mondo. Restano, a negare l'evidenza, i public relation men (inclusi i professori universitari a pagamento) delle grandi multinazionali, delle corporations che dirigono il mercato del consumo mondiale. Ma il termine “insostenibile” ha ormai fatto breccia perfino nei documenti ufficiali della Commissione Europea.

    Dire che tutto ciò è insostenibile significa – scusate la tautologia , ma è il premio Nobel per l'economia, Joseph Stiglitz a insistervi – che “non è possibile sostenerlo”. In altri termini significa che, se continuiamo a consumare tutto, energia e ogni tipo di risorse, ai ritmi attuali, noi altereremo irrimediabilmente i contorni dell'ambiente in cui viviamo. Cioè metteremo a repentaglio la esistenza di milioni, anzi miliardi, di persone. Come ha detto il generale Gareev, presidente dall'Accademia Militare Russa (illustrando recentemente i lineamenti della nuova dottrina militare russa), tra non molto “si porrà il problema della sopravvivenza per interi popoli e nazioni”. E, per quelli che hanno risorse energetiche nelle viscere dei propri territori, l'alternativa sarà “tra resistere (all'aggressione dall'esterno) o perire”.

    Solo alla luce di queste considerazioni si può dare un'interpretazione complessiva e unificante a fatti in apparenza diversi. Ecco perché la Russia annuncia un drastico cambiamento nella dottrina della propria sicurezza nazionale. E, in questa ottica, il durissimo discorso che Valdimir Putin ha pronunciato a Monaco contro tutto l'Occidente (evidente errore, perché non tiene conto della regola del “tre contro uno”) trova una sua spiegazione. E' nella stessa ottica che l'agenzia Nuova Cina fa sapere al mondo intero che un suo missile spaziale ha colpito e distrutto sperimentalmente un satellite meteorologico in disuso: un balzo in avanti della tecnologia militare di Pechino. Ci si lancia avvertimenti sempre più espliciti, messe in guardia, minacce.

    Ecco perché Bush manda la terza squadra navale all'imboccatura del Golfo Persico (due ci sono già), trasferisce i bombardieri B-52 negli aeroporti europei e turchi, distribuisce missili Patriot nei paesi del Golfo, progetta di installare missili di media gittata, antimissile, in Polonia, per fare fronte alla minaccia russa. L'attacco contro l'Iran, che avrà conseguenze devastanti su tutti gli equilibri mondiali (altro errore, questa volta americano, che non tiene conto della regola del “tre contro uno”), è in preparazione a ritmi accelerati.

    I dementi che lo stanno preparando hanno in testa una sola idea: mettere le mani sui tesori nascosti nelle viscere del Medio Oriente, per prepararsi a fronteggiare i tempi in cui dovranno informare i loro cittadini che, per le note ragioni della deficienza energetica, bisognerà spegnere la luce e non usare l'ascensore dalle ore 17 a mezzanotte.

    Per fortuna negli Stati Uniti non tutti sono dementi. Lo prova il fatto che Zbignew Brzezinski è andato alla Commissione Difesa del Senato degli Stati Uniti (il 2 febbraio 2007) per dichiarare , urbi et orbi , che qualcuno, ai vertici del suo paese, potrebbe spingersi fino al punto di organizzare un atto terroristico interno sul territorio americano, per darne immediatamente la colpa a Ahmadinejad e scatenare un'azione militare “difensiva” contro l'Iran. Brzezinski, che non è l'ultimo sprovveduto, ha detto di considerare questo uno “scenario plausibile”. E così veniamo a sapere da uno dei più sagaci organizzatori di provocazioni, che all'interno dell'élite politica americana vi sono, in posti chiave, dei terroristi (ovviamente niente affatto islamici), capaci di uccidere a migliaia i propri concittadini per avere un pretesto per attaccare un paese terzo (in questo caso pieno di petrolio).

    Non so cosa ne pensi chi legge queste righe (che difficilmente è stato possibile leggere sui media europei, dato che nessuno le ha pubblicate), ma a chi scrive ricordano molto lo scenario dell'11 settembre. I piani di attacco, anche allora, erano già pronti sul tavolo di George Bush Junior, ma occorreva un pretesto per attaccare Kabul e poi Baghdad. Il pretesto arrivò proprio l'11 settembre. Chissà quale pretesto utilizzerà Bush per la prossima guerra contro l'Iran.

  2. #2
    Breiner252
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    Un bel articolo.
    Ma quando parla di energia dice di quelle cagate pazzesche.

  3. #3
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    Chiesa ha dimenticato un'altra cosa: dei 4 "giganti" geopolitici citati 3 hanno un governo forte e il 4 ha la commissione europea...

  4. #4
    email non funzionante
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    Articolo da sognatore-visionario.Il compagno GIULIETTO non ne azzecca
    una.

    In primis, l'Europa non esiste.
    SECONDO LUOGO il baricentro della politica energetica non è rappresentato
    dalla Russia, ma dal Medio oriente (Arabia, Kuwait, Irak) sono i paesi
    che hanno piu PETROLIO e soprattutto si puo estrarlo a bassi costi.
    In russia ci vogliono 15-18 dollari per un barile, nel medio oriente 3-4.

    Terzo. la balla del debito USA. Il deficit PUBBLICO è pari al 2% del pil,
    sono fonti del congresso a maggiornaza democratica.
    Il debito commerciale è gonfiato dai prodotti delle multinazionali
    americane reimportate e fabbricate in Asia.

    Quarto. Gli USA non stanno preparando nessuna guerra contro l'Iran,
    ma al massimo un attacco aereo-missilistico di limitate dimensioni.

    Giulietto avendo vissuto in Russia ha contratto tutte le brutte abitudini
    di quel paese........primo tra tutti l'alcolismo

  5. #5
    Federalista Europeo
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    Citazione Originariamente Scritto da capitanamerica7 Visualizza Messaggio
    il baricentro della politica energetica non è rappresentato
    dalla Russia, ma dal Medio oriente (Arabia, Kuwait, Irak) sono i paesi
    che hanno piu PETROLIO e soprattutto si puo estrarlo a bassi costi.
    In russia ci vogliono 15-18 dollari per un barile, nel medio oriente 3-4.
    Perchè ora costa meno il petrolio mediorientale.
    Quando anche il brent ha cominciato ed essere concorrenziale Norvegia e UK hanno iniziato lo sfruttamento del mare del nord.
    E poi la Russia controlla tutto il gas naturale asiatico (oltre che i gasdotti che lo portano in Europa e che lo prteranno in Cina e USA).
    Senza contare tutte le patnership per il nucleare e la vendita diretta di materiale fissile.

    Citazione Originariamente Scritto da capitanamerica7 Visualizza Messaggio
    Quarto. Gli USA non stanno preparando nessuna guerra contro l'Iran,
    ma al massimo un attacco aereo-missilistico di limitate dimensioni.
    Potrei aspettarmi anche una guerra, vista l'incapacità e la stupidità con cui si sono impantanati in Iraq.
    Ma un attacco aereo di limitate dimensioni è sempre una guerra

    Citazione Originariamente Scritto da capitanamerica7 Visualizza Messaggio
    Giulietto avendo vissuto in Russia ha contratto tutte le brutte abitudini
    di quel paese........primo tra tutti l'alcolismo
    Credo che questa sia solo una battuta di Capitanamerica... che fine umorista!

    Sul primo punto:
    è vero, l'Europa non esiste. A parte la geografia, la civiltà, la cultura, la storia, il modello sociale, un mercato comune, uan legislazione comunitaria, una moneta.
    Mancano ancora governo, esercito e politca estera, ma per quello ci stiamo attrezzando.

  6. #6
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    Mostruosamente indebitati gli Usa...questa è la realtà?E i cinesi per quanto resteranno ancora a guardare?

 

 

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