La regalità sociale di Cristo .... va proprio ... ehm .... a farsi benedire ...
Il messaggio di Ratzinger al nuovo ambasciatore d'Italia presso il Vaticano
"La Chiesa non è un agente politico, ma ha interesse al bene della comunità politica"
Il Papa: "La Chiesa non mira a vantaggi economici e potere"
Nessun accenno diretto alle polemiche delle ultime settimane
"Il vincolo di collaborazione fra Santa Sede e Italia è stretto"
http://www.repubblica.it/2007/09/sez...0813_35210.jpg Benedetto XVI
CITTA' DEL VATICANO - "La Chiesa non si propone mire di potere, né pretende privilegi o vantaggi economici e sociali". Così Benedetto XVI nel messaggio al nuovo ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede, Antonio Zanardi Landi, che questa mattina ha presentato le sue credenziali al Papa. Parole, quelle del Papa, pronunciate a un mese dalla querelle innescata dalla decisione della Commissione Ue, di chiedere al governo italiano chiarimenti sul regime fiscale della Chiesa. Da Ratzinger anche un richiamo al Concordato, quando afferma che "la Chiesa cattolica chiede di essere considerata per la sua specifica natura e di poter svolgere liberamente la sua peculiare missione per il bene non solo dei propri fedeli, ma di tutti gli italiani". E alle "grandi sfide" che "caratterizzano l'età postmoderna", fra cui "la difesa della vita umana in ogni sua fase".
"La Chiesa non è un agente politico". Benedetto XVI cita il suo intervento al Convegno ecclesiale, che si è svolto a Verona nell'ottobre del 2006, e usa le identiche parole di allora per ribadire che "la Chiesa non è, e non intende essere un agente politico", ma "nello stesso tempo ha un interesse profondo per il bene della comunità politica, la cui anima è la giustizia, e le offre a un duplice livello il suo contributo specifico".
"Riaffermare indipendenza di Stato e Chiesa". Il Pontefice sottolinea il principio secondo cui "la comunità politica e la Chiesa sono indipendenti", principio "autorevolmente presentato anche dalla Costituzione della Repubblica italiana", e nel quale "vengono riaffermate sia l'indipendenza e la sovranità dello Stato e della Chiesa, sia la reciproca collaborazione per la promozione dell'uomo e del bene dell'intera comunità nazionale". Nel perseguire tale obiettivo, aggiunge il Papa, "la Chiesa non si propone mire di potere, né pretende privilegi o aspira a posizioni di vantaggio economico o sociale. Suo solo scopo è servire l'uomo, ispirandosi alle parole e all'esempio di Gesù".
"L'Italia difenda la vita". Il Papa non fa alcun cenno diretto agli attacchi subìti nelle ultime settimane dal fronte politico e da quello giornalistico, e anzi definisce "stretti" i "vincoli di cooperazione" che "caratterizzano i rapporti" tra la Santa Sede e l'Italia. Infine, formula l'auspicio che il Paese sappia "custodire gelosamente l'eredità culturale e spirituale che lo contraddistingue, e che fa parte integrante della sua storia". La fedeltà alle proprie radici, aggiunge, "sia ancor più stimolo a affrontare in modo adeguato le grandi sfide che contarassegnano l'età post-moderna: tra queste mi limito a citare la difesa della vita umana in ogni sua fase, la tutela dei diritti della persona e della famiglia, la costruzione di un mondo solidale, il rispetto del creato, il dialogo interculturale e interreligioso".
"Sì al progresso, ma con valori umani e cristiani". L'Italia deve continuare "sulla via dell'autentico progresso", ma sempre "promuovendo i valori umani e cristiani", che costituiscono "un irrinunciabile patrimonio ideale e che hanno dato vita alla sua cultura e alla sua storia civile e religiosa".
Fonte: Repubblica, 4.10.2007
Ecco quanto scriveva un grandissimo Pontefice per quella circostanza
PIO XII, Lettera al Card. Luigi Lavitrano, Presidente della Commissione Cardinalizia per l’alta direzione dell’Azione cattolica italiana, 19 ottobre 1945, in AAS, 12 (1945), 273-274.
Ecco le parole del Papa: «Ben riflettendo alle conseguenze deleterie che una Costituzione la quale, abbandonando la pietra angolare della concezione cristiana della vita, tentasse di fondarsi sull’agnosticismo morale e religioso, porterebbe in seno alla Società, e nella sua labile storia, ogni Cattolico comprenderà facilmente come ora la questione che, a preferenza di ogni altra, deve attirare la sua attenzione e spronare la sua attività consiste nell’assicurare alla generazione presente ed alle future il bene di una Legge fondamentale dello Stato che non si opponga a sani principi religiosi, e morali, ma ne tragga piuttosto vigorosa ispirazione, e ne proclami e ne persegua sapientemente le finalità. Giovi a questo riguardo ricordare che non sempre la novità delle Leggi è fonte di salute per il Popolo: sovente invece la precipitosa ricerca di radicali innovazioni è indice di oblio della propria dignità e di facile resa ad estranei influssi e non a meditate idee. Sappiano dunque i cattolici italiani che il rimanere fedeli alle migliori e provate tradizioni spirituali e giuridiche non vuol dire essere ostili alle trasformazioni sociali che meglio rispondano al bene comune: e dicano alto al loro grande ed infelice Paese che il patto onde esso vuol essere condotto ad unità e stabilità, non può cementarsi né con odî né con egoismi di classi, sì bene con la mutua e cristiana carità che tutti i cittadini affratelli in reciproco aiuto, collaborazione e rispetto».
Tale missiva fu inviata in occasione della XIX Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, svoltosi a Firenze nell’ottobre 1945, sul tema Costituzione e Costituente. Sui lavori di tale assemblea, cfr. AA. VV., Costituzione e Costituente. Atti della XIX Settimana sociale dei cattolici d’Italia, Firenze 22-28 Ottobre 1945, Roma, 1946. Alcuni degli interventi principali pronunciati in quella circostanza sono stati ripubblicati in N. ANTONETTI - U. DE SIERVO - F. MALGERI (a cura di), I cattolici democratici e la Costituzione, Bologna, 1998, t. II, 517-628.
Da recenti ricerche d’archivio è emerso che lo stesso Pio XII, attraverso il suo amico Martegani, aveva chiesto ai gesuiti di predisporre un progetto di Costituzione parallela a quello che si andava elaborando in sede d’Assemblea costituente. In realtà, i progetti predisposti furono tre: desiderabile, accettabile o media, inaccettabile. Il progetto “desiderabile” si apriva con la proclamazione del cattolicesimo «sola religione di Stato» e si concludeva con un pesante condizionamento per l’elezione del Presidente della Repubblica: «la pubblica professione di ateismo o di una religione diversa da quella dello Stato esclude l’eleggibilità a capo dello Stato». L’intervento di De Gasperi e di abili personalità ecclesiastiche, come l’allora Sostituto alla Segreteria di Stato, Mons. G. B. Montini, futuro Paolo VI, fecero prevalere una linea “moderata”. Così ricorda D. MESSINA, In Vaticano tre progetti per una Carta cattolica, in Corriere della Sera, 11 aprile 2005, 25.
Dillo a nuora perchè suocera intenda...
si dice da queste parti...
Mi spiego : sappiamo tutti che, di recente, il Dalai Lama ha avuto accolgienze poco calorose nei suoi viaggi intorno al mondo. Ovvero nessuno dei governanti occidentali aveva voglia di prendere in considerazione la persecuzione del popolo tibetano, di cui il Dalai Lama è il capo in esilio, per non dispiacere alla Cina.
Se le eccezionali accoglienze fatte al capo della Città del Vaticano, volessero domostrare il rispetto profondo che si deve dare ad un capo spirituale ?