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Discussione: Riflessioni su Stalin

  1. #1
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    Predefinito Riflessioni su Stalin

    Non si può giustificare innocentemente le tragedie sofferte nella lotta di classe. Ma nessuno ha diritto di trasformare in "eroi" dei mascalzoni, dire fandonie che Stalin si è inventato l'esistenza dei nemici del popolo. Forse che nessuno ha ammazzato i maestri del Komsomol, non ha sparato con la lupara, né tantomeno incendiato i depositi kolkosiani, non ha procurato le esplosioni delle miniere, non ha mai praticato lo spionaggio, non ha mai tradito i militanti clandestini, non è andato a fare l’agente di polizia? Lenin ha detto: "I kulaki sono intransigenti nostri nemici". Dopo la fine della guerra civile lui ha scritto: "9/10 dei specialisti militari sono capaci a tradire in qualsiasi favorevole occasione. Per 10 anni si sono introdotti cospiratori sotto le armi e nell'organismo agricolo di Lev Trozkij.

    Dopo l'esilio dal paese lui oltre frontiera dirigeva i traditori del popolo. Ma durante la guerra col fascismo da noi non c'è stata la quinta colonna. Stalin ha interrotto la discussione con gli amanti dei privilegi personali, malgrado su di loro ci fosse il passato rivoluzionario, con decisione ha schiacciato i trasformisti. La rivolta fissata per il 15.05.37 che aveva pianificato il dirigente militare Tuhacev non è riuscita. Perché membri del partito che hanno condotto un lavoro sovversivo contro lo stato sono stati tenuti al loro posto? Perché gli ex rivoluzionari, non sono apparsi ne sofferenti ne disperati, nel processo giudiziario per le opposizioni trotzkiste che hanno dato a rivelare deposizioni particolari uno contro l'altro e coscienziosamente e con diligenza cercavano le più piccole imprecisioni uno contro l'altro? Ci sono dei bolscevichi tipo Stalin, con idee comuniste stabili che disinteressatamente lavorano per quella causa.

    E ci sono ambiziosi "comunisti"-imitatori, che sono convinti che per loro merito (oppure per talento) il popolo è obbligato a concedere a loro privilegi. E' sufficiente confrontare il modo semplice di Lenin e Stalin con cui occupavano il più alto posto, e quello dei rinnegati che perfino nel processo hanno dimostrato lente disinvolte maniere come nel bere una tazza di the; e come tranquillamente osservavano il pubblico borghese, dal quale emergeva dalla tasca i giornali dei rappresentanti *dell’osso bianco. Stalin ha continuato la politica di Lenin del smascheramento dei sostenitori della proprietà privata, dei burocrati e arrivisti e ha salvaguardato la purezza del partito. E non ha abbindolato il popolo, ma ha imparato la vigilanza da Lenin e da Dzerzhjnski, ha conservato in quei tempi il primo governo socialista nel mondo. Si, negli anni della guerra hanno evacuato una parte di tartari, e di calmucchi, ma le persone di buon senso hanno difeso giustamente la politica dei bolshevichi di quegli anni; adesso si discute sull'argomento umanitario, tacendo che l'intero battaglione dei nazionalisti ceceni erano passati dalla parte degli hitleriani. Nelle fosse comuni del Parco "Astrahan" vi è seppellito più di 2000 reclute mandati sin dalla scuola in aiuto all'assediamento di Stalingrado, ma uccisi dai traditori-calmucchi. Soltanto in un accampamento di tartari a Balaklava sono stati dilaniati 500 marinai. Hanno bruciato vivi dei patrioti nei forni dei Sovhoz della Krimea di nome "Krasnji".

    Secondo i dati degli archivi, con i tartari della Crimea sono stati annientati 86000 pacifici abitanti, 84000 funzionari di partito, 57000 militari. I nazionalisti della Lituania hanno fatto morire 700.000 patrioti, quelli della Lettonia 340.000 attivisti sovietici, e dell'Estonia 125.000. I *Banderovzy ucraini e gli *Ounovzy nel settembre 1941 a Babe Jar hanno eliminato 200.000 ebrei. Dal 1944 al 1953 hanno compiuto 5099 atti terroristici e di sabotaggio con omicidi e incendi. Nel '37 chi, al posto di Stalin (?) avrebbe tentato di organizzare la vittoria liquidando nel nostro paese la quinta colonna, quando in tutto il mondo la coalizione antitleriana attivamente dava una mano ai fascisti. Il tradimento del generale Vlasov a confronto sono piccolezze con quello che avrebbe potuto essere. A differenza della moderna "riabilitazione" per la chiusura da parte del popolo delle porte ai processi giudiziari, nel '30 erano aperti. Con loro erano presenti un centinaio di sovietici, una decina di giornalisti stranieri e diplomatici. I Revisionisti in 10 anni hanno scavato negli archivi, ma non hanno potuto esibire nemmeno un incontestabile documento giuridico per giustificare le loro menzogne su Stalin.

    Quando ai tempi di Gorbaciov esisteva la *commissione "Rojmedvedskaja", del Soviet Supremo, secondo un'indagine "delle repressioni staliniste" a distanza di un anno di scavatura hanno dichiarato un periodo di 30 anni di "repressioni" e i commentatori della politica occidentale hanno deriso questa cifra, osservando che nella media nei paesi dell'Europa occidentale i criminali sono rimasti in prigione perfino non per 30 ma anche per 10 anni di più. Accorgendosi di aver sbagliato, i "democratici" hanno cominciato ad aggiungere zeri .. Il 20/09/1988 nella regione di Sverdlovsk , nel tribunale popolare di Mosca i "democratici" invitando il "dottore delle scienze" e la televisione, hanno tentato di diffamare l'avvocato Shehovzov un ex combattente intervenuto in difesa di Stalin, dichiarando che lui perderà il processo all’atto della presentazione di almeno un documento con le prove delle repressioni. L'eroe ha vinto il processo. A distanza di 2 anni, nel giornale davanti a lui si sono scusati per la diffamazione e le offese.

    I giornalisti si sono fissati su dei "ricordi" dei posteri, vittime della repressioni e affermano che la personale ascetica modestia di Stalin è "ordinaria furbizia". Mostrate voi, "signori" se siete esempio migliore di tale modestia. Per esempio Stalin ha consegnato al fondo del governo dei premi , il suo onorario (ex premio Stalin) per dei libri, e tutti i regali costosi delle personalità straniere li ha consegnati ai musei popolari.

    E' un sacrilegio affermare che il fautore della liberazione dei lavoratori, tutta la gioventù che è passata nella clandestinità e nella galera, stando in testa al governo degli operai e contadini, si sia proposto di annientare i lavoratori. Ma Come mai allora il popolo sotto la guida di quest'uomo ha costruito il socialismo, ha sconfitto il fascismo? Perché Lenin allora lo considerava la persona maggiormente affidabile, il più forte grande politico che ha dato sostegno nel Comitato Centrale e l'ha presentato per la carica di Segretario Generale? Perché allora "minacciosi" si lanciavano in battaglia con le parole "Per la Patria"! "Per Stalin!", mentre prima della battaglia mortale scrivevano: "Prego consideratemi un comunista"!

    Il Generale Zhukov nelle memorie cita Sholohov: "Non si può deformare e umiliare l'attività di J.V. Stalin .. Innanzitutto, questo è disonestà, e in secondo luogo è nocivo per il paese e il popolo sovietico. Negli anni della guerra civile Stalin e’ stato nelle zone più rischiose del fronte. Prima della grande guerra patriottica ha detto ai figli Jakov, Vasilji, Artiom (figlio adottivo): "Ragazzi, presto ci sarà la guerra e voi dovete diventare dei soldati"! Questo è stato l’unico privilegio da parte sua verso i figli. Negli anni della edificazione ogni anno veniva stabilito l'abbassamento dei prezzi.

    Ai suoi tempi ferveva il lavoro creativo, trovavano momenti difficili solamente i parassiti e gli speculatori. Pieni di odio questi porci dicono "lo stalinismo", questa è semplicemente rivoluzione, potere dei lavoratori, esistendo non per rimpinzare la controrivoluzione con i pasticcini, ma al contrario per reprimerla. Ai tempi di Stalin alle carogne antipopolari, non si facevano complimenti. Per la marmaglia della controrivoluzione c'è soltanto la dittatura, buone maniere per loro non ce ne sono. Nei confronti dei scagnozzi della borghesia presso uno stato rivoluzionario si adottano le stesse maniere che si adottano in uno stato borghese nei confronti dei comunisti, né di più e ne di meno.

    Tutto il resto sono meschine illusioni, stupidaggini della testa degli "intellettualoidi". Per il Paese e’ stata una fortuna che dopo Lenin c'è stato Stalin. In presenza di un altro dirigente ci sarebbe stato solamente il "socialismo" da caserma di Trotzki , oppure il socialismo buhariniano da *bottegai di calicò di piccola industria, mentre ogni slavo rimasto vivo avrebbe fatto il bracciante nelle tenute dei soldati germanici. Stalin è stato l'unico che ha agito lealmente in quelle difficili condizioni ambientali, accerchiato dai predatori imperialisti. Ai suoi tempi la povera Russia è diventata una grande potenza, equipaggiata di armamento nucleare. Ai suoi tempi il lavoro e’ diventato una questione di valore e onore, di eroismo e di gloria, uscito con delibera del Comitato Centrale e del Comitato Centrale del Komsomol del 16.03.1930 su avanzamento, dei lavoratori all’apparato statale e con il controllo della massa dei lavoratori (con il patrocinio delle fabbriche), sotto l’apparato sovietico. Ai suoi tempi, noi e non l'occidente risolvevamo i problemi ecologici. Il 20.10.1948 è uscito con delibera del Consiglio dei ministri dell'URSS e il Comitato supremo centrale del Partito Comunista Bolshevico il piano di rimboschimento per la prevenzione della siccità e delle erosioni del terreno. Dal 1948 al 1953 hanno piantato foreste 2,5 volte di più che nei 250 anni precedenti. La delibera del 1949 ha vietato di costruire senza impianti di depurazione.

    Questi programmi sono stati sospesi dopo la morte di Stalin. Lui è vissuto per tutti e non per se stesso. Dopo la morte di Stalin la commissione per l'organizzazione del museo intitolato a suo nome, non ha potuto trovare niente dalle sue cose personali di dirigente, eccetto tre cappotti e un paio di *valenki. A questo modesto e grande figlio dell'umanità dobbiamo essere riconoscenti di aver costruito il primo governo socialista nel mondo. Facilmente la borghesia avrebbe abbindolato il popolo dichiarando: "si, Marx, Engels, Lenin sono grandi uomini, ma erano solamente dei teorici sognatori del proprio tratto di storia, i loro tempi sono passati". Ma c'è stato il grande Stalin, sotto la cui guida il socialismo scientifico dei geni dell'umanità è stata una pratica realizzazione e ciò si può dimostrare!

    Là dove gli uomini ci vedono chiaro, su ciò che è lo stalinismo e l'economia, gli imperialisti non hanno nessuna via d'uscita. Lo stalinismo è Marxismo Leninismo dell'epoca della costruzione del socialismo in condizioni furiose di opposizione interiore ed esteriore contro i nemici; questa è teoria e pratica, strategia e tattica del sistema della società sovietica, questa è storia contemporanea dell'URSS e del Partito.

    Da noi il Socialismo è stato costruito (in sostanza) soltanto ai tempi di Stalin.

    Dopo di lui c'è stata solo regressione.

    Stalin è la prova sulla falsità dei neocomunisti. Purtroppo, dopo la morte di Stalin da noi non si è trovato nessun uomo di tale stampo, con quella caratteristica unica e irremovibile parola di vero uomo e azione bolshevica. Sulle persone che sono succedute dopo di lui W. Churcill non avrebbe detto di loro così come su Stalin: Quando lui è entrato nella sala della riunione della conferenza di Jalta, tutti noi, come per comando, ci siamo alzati e stranamente chissà perché ci siamo messi sull'attenti. Grande dirigente, grande potenza!

    Perfino la Tatcher ha dato l'appellativo di calunniatori alla campagna contro Stalin: "ululati di sciacalli". E non ci vuole molto a distinguere i capi che vivono in modo così semplice come il popolo, e dirigenti che cercano privilegi. Se il popolo dimentica del primo e sopporta del secondo il socialismo va in rovina..

    Sopraggiunti nella Società sovietica quando tutto era già pronto e costruito per costoro sembra tutto facile a farsi. Stalin lo condannano gli incompetenti, gli incattiviti, i confusi, che perdono la capacità di ragionare da uomini. La storia non conosce odio più grande come di quello della controrivoluzione sulla figura di Stalin.

    Lo odiavano Trozkj e Ghoebbels organizzando l’internazionale gialla e marrone, e Krusciov per il fatto che Stalin aveva rifiutato di usare "le regole telefoniche" in difesa del figlio di Krusciov, in quanto dopo aver invitato col megafono dei tedeschi i nostri soldati a darsi prigionieri fu condannato in tribunale con la fucilazione. Gorbaciov e Elzin odiano Stalin. E chi insieme a loro condanna Stalin diffama la Storia e il socialismo.

    Note del traduttore:

    * Osso Bianco: cosi' veniva chiamata la borghesia. Tuttora questo termine è ancora in uso

    * Banderovzy: banditi nazionalisti che durante la II guerra mondiale operavano nella regione di Zakarpatskaja (Ucraina);

    * Ounovzy sono membri della OUN (Organizzazione dei nazionalisti ucraini) e il loro capo era Stepan Bandera

    * Commissione Rojmedvedskaja: cosi' chiamata perché il capo di questa commissione era Roj Medvedev, uno scrittore giornalista.

    * Bottegai di calicò' : deriva dal nome della città di Callicut (India) nota per i suoi tessuti artigianali di cotone stampato

    * Valenki: Stivali molto semplici interamente in feltro, molto usati in Siberia perché difendono dal freddo: a dimostrazione della semplicità della persona.

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  2. #2
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    Possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo. Io NON STO con Stalin perché non ritengo abbia continuato la politica di Lenin ma abbia avviato una degenerazione del sistema che ha iniziato a formare una forte e privilegiata burocrazia di partito...
    Ma, dicevo, possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo, ma questi sono in ultima analisi inutile. Noi vogliamo costruire il socialismo in un'epoca diversa e in un paese diverso. Le "direttive generali" ce le hanno date Marx e Engels, Lenin le ha adattate con successo alla situazione russa, ma io credo che come comunisti la si debba smettere di guardare dietro A TUTTI I COSTI e cominciare a costruire un fronte unito contro il capitalismo; per ora tutti abbiamo un orientamento dovuto alla dispersione e all'esistenza di vari (troppi!) partiti e organizzazioni, ma l'obiettivo finale deve essere un partito comunista unitario!

  3. #3
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    Possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo. Io NON STO con Stalin perché non ritengo abbia continuato la politica di Lenin ma abbia avviato una degenerazione del sistema che ha iniziato a formare una forte e privilegiata burocrazia di partito...
    Ma, dicevo, possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo, ma questi sono in ultima analisi inutile. Noi vogliamo costruire il socialismo in un'epoca diversa e in un paese diverso. Le "direttive generali" ce le hanno date Marx e Engels, Lenin le ha adattate con successo alla situazione russa, ma io credo che come comunisti la si debba smettere di guardare dietro A TUTTI I COSTI e cominciare a costruire un fronte unito contro il capitalismo; per ora tutti abbiamo un orientamento dovuto alla dispersione e all'esistenza di vari (troppi!) partiti e organizzazioni, ma l'obiettivo finale deve essere un partito comunista unitario!
    Sono fondamentalmente d'accordo. Stalin, Lenin, Marx, Engels in se non hanno un granchè da insegnare a chi vive in un paese complesso socialmente come l'Italia. Però quello che interessa è l'esperienza storica del movimento comunista di cui si deve accettare criticamente l'eredità. Questo è molto importante. Il socialismo fu instaurato in un terzo del globo. Nel secolo scorso ci sono stati forti Partiti Comunisti a partire da quello italiano.
    Io credo che la cosidetta discontinuità, che pure in parte ci sarà stat tra Lenin e Stalin faccia parte in realtà della vulgata anticomunista e di estrema sinistra. Se non si capisce però che il comunismo non può essere estremista allora si manda in vacca 70 di esperienza del movimento comunista internazionale. Gli estremisti e i settari a partire dai trotzkisti, autonomi, operaisti e ci metto anche gli stalinisti m-l non sono mai riusciti a creare un movimento comunista forte. Oppure coloro come il PC nepalese, quello indiano e quello del Brasile che provengono dalla galassia m-l sono diventati Partiti importanti perchè hanno rinunciato a impossibili lotte armate e hanno scelto il terreno della democrazia e di vaste alleanze sociali e politiche, come del resto in precedenza avevano fatto i cinesi, i vietnamiti e anche il il PCI di Togliatti pur in un contesto del tutto diverso.
    Io non credo che unire i comunisti significhi unire tutti gli estremisti che ci sono in giro, dai punk-a-bestia agli anarchici. Costoro non fanno politica e non vogliono nemmeno farla.

  4. #4
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    Sono fondamentalmente d'accordo. Stalin, Lenin, Marx, Engels in se non hanno un granchè da insegnare a chi vive in un paese complesso socialmente come l'Italia. Però quello che interessa è l'esperienza storica del movimento comunista di cui si deve accettare criticamente l'eredità. Questo è molto importante. Il socialismo fu instaurato in un terzo del globo. Nel secolo scorso ci sono stati forti Partiti Comunisti a partire da quello italiano.
    Io credo che la cosidetta discontinuità, che pure in parte ci sarà stat tra Lenin e Stalin faccia parte in realtà della vulgata anticomunista e di estrema sinistra. Se non si capisce però che il comunismo non può essere estremista allora si manda in vacca 70 di esperienza del movimento comunista internazionale. Gli estremisti e i settari a partire dai trotzkisti, autonomi, operaisti e ci metto anche gli stalinisti m-l non sono mai riusciti a creare un movimento comunista forte. Oppure coloro come il PC nepalese, quello indiano e quello del Brasile che provengono dalla galassia m-l sono diventati Partiti importanti perchè hanno rinunciato a impossibili lotte armate e hanno scelto il terreno della democrazia e di vaste alleanze sociali e politiche, come del resto in precedenza avevano fatto i cinesi, i vietnamiti e anche il il PCI di Togliatti pur in un contesto del tutto diverso.
    Io non credo che unire i comunisti significhi unire tutti gli estremisti che ci sono in giro, dai punk-a-bestia agli anarchici. Costoro non fanno politica e non vogliono nemmeno farla.
    Bè ma non si tratta di seguire "impossibili lotte armate", si tratta di organizzare il proletariato e le masse lavoratrici in generale in senso marxista per arrivare ad una rivoluzione (che certo in Italia o in occidente in generale potrebbe addirittura non richiedere spargimento di sangue) che SPEZZI la macchina dello stato (come ci ha insegnato Marx) e la sostituisca con una nuova. Io credo che i sinceri comunisti siano tanti, ma ognuno per un motivo o per l'altro ha la sua visione delle esperienze passate ed è segnato da queste. Io non pretendo che queste divisioni siano distrutte dall'oggi al domani, ma mi piacerebbe vedere tutti i compagni uniti sotto la bandiera rossa per conquistare finalmente il socialismo. Ognuno avrà il suo giudizio storico differente, ma questo tra l'altro non dovrebbe impedire un giudizio teorico "indipendente" (o comunque distaccato) da quello storico (ad esempio io - antistalinista - potrei benissimo giudicare positivamente una teoria o un'interpretazione del marxismo di Stalin e studiarvi sopra).
    Tra l'altro non ho detto che unire i compagni voglia dire "unire gli estremisti", ma unire i sinceri alfieri del socialismo e del comunismo in Italia e nel mondo

  5. #5
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    Bè ma non si tratta di seguire "impossibili lotte armate", si tratta di organizzare il proletariato e le masse lavoratrici in generale in senso marxista per arrivare ad una rivoluzione (che certo in Italia o in occidente in generale potrebbe addirittura non richiedere spargimento di sangue) che SPEZZI la macchina dello stato (come ci ha insegnato Marx) e la sostituisca con una nuova. Io credo che i sinceri comunisti siano tanti, ma ognuno per un motivo o per l'altro ha la sua visione delle esperienze passate ed è segnato da queste. Io non pretendo che queste divisioni siano distrutte dall'oggi al domani, ma mi piacerebbe vedere tutti i compagni uniti sotto la bandiera rossa per conquistare finalmente il socialismo. Ognuno avrà il suo giudizio storico differente, ma questo tra l'altro non dovrebbe impedire un giudizio teorico "indipendente" (o comunque distaccato) da quello storico (ad esempio io - antistalinista - potrei benissimo giudicare positivamente una teoria o un'interpretazione del marxismo di Stalin e studiarvi sopra).
    Tra l'altro non ho detto che unire i compagni voglia dire "unire gli estremisti", ma unire i sinceri alfieri del socialismo e del comunismo in Italia e nel mondo
    Il giudizio sull'operato di Stalin deve essere inserito nel bilancio del socialismo del XIX secolo. E ci saranno necessariamente luci ed ombre. Bisogna ricordarsi però che Lenin, Stalin, Trotzky si erano formati nella socialdemocrazia di fine Ottocento ovvero più di un secolo fa. Il loro maestro,almeno di Lenin e Stalin, (per Trotsky che non era un bolscevico era leggermente diverso), era addirittura Karl Kautsky l'elaboratore del Programma di Erfurt!!! Stalin si rifaceva, in quello che fu il suo più importante contributo teorico sulla questione nazionale, agli austro-marxisti. Insomma tutta roba dell'Ottocento.
    Ora è passato più di un secolo. Dobbiamo trarre un bilancio di quel movimento glorioso che è stato il comunismo, che non ha risparmiato ne le luci ne le ombre.
    Ad esempio perchè in URSS e nell'Europa orientale il socialismo è crollato sotto l'urto della propaganda capitalista? A me le interpretazioni facili e banali tipo la burocraiza, come se uno stato moderno potesse fare a meno della burocraiza (Marx aveva sottolineato il carattere assolutamente moderno della burocrazia) oppure il concetto semplicistico di "revisionismo" non mi soddisfano.
    Già Stalin in "Problemi economici del socialismo in URSS" aveva sottolineato che il mercato persisteva nel socialismo e che il mercato stesso era una tecnica di per sè neutra che poteva essere utilizzata dal socialismo e dal capitalismo. Deng ad esempio dice che anche il piano, oltre al mercato, può essere utilizzato in tutti e due i sitemi. I cinesi, i vietnamiti, e oggi pare pure i cubani hanno tratto delle indicazioni dallo studio delle economie socialiste del passato. E forse non sarà un caso se questi paesi sono quelli che si sviluppano più velocemente, e secondo l'ONU sono coloro che più efficacemente combattono la povertà.
    Ma va da se che il socialismo alla cinese o alla vietnamita è scarsamente applicabile in Italia e nei paesi avanzati economicamente. Però tenere presente il socialismo di mercato è indispensabile anche in Italia dove le componenti sociali sono più frammentate. Ad esempio tu dici unire il proletariato. Ma il proletariato non è più la maggioranza della popolazione italiana. Già Togliatti nel discorso di Reggio Emilia del 46 aveva posto l'attenzione sui ceti medi e sulle alleanze. Io credo in generale, che uno dei più grossi contributi dati dal movimento comunista del secolo scorso è che ogni lotta democratica condotta sino in fondo sia anche una lotta per il socialismo.
    Per cui non credo in nessun sovvertimento violento. Per fare la Rivoluzione la gente deve non poterne più della situazione esistente. Ad esempio in Russia la Rivoluzione scoppiò perchè si era interrotto il rapporto di scambio tra città e campagna. Con la città che era stata affamate dalla mancanza di prodotti agricoli e di cibo.
    Se tu pensi che la Rivoluzione possa scoppiare solo per motivi ideologici sei fuori come un balcone. Solo i brigatisti poteva pensare una simile stupidaggine.

  6. #6
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    Il problema poi non è nemmeno la Rivoluzione che sia violenta in sè. La Rivoluzione d'Ottobre non fu molto violenta e il governo cadde come una pera senza molto spargimento di sangue. Ma poi ci fu una sanguinosissima guerra civile.

  7. #7
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    Il giudizio sull'operato di Stalin deve essere inserito nel bilancio del socialismo del XIX secolo. E ci saranno necessariamente luci ed ombre. Bisogna ricordarsi però che Lenin, Stalin, Trotzky si erano formati nella socialdemocrazia di fine Ottocento ovvero più di un secolo fa. Il loro maestro,almeno di Lenin e Stalin, (per Trotsky che non era un bolscevico era leggermente diverso), era addirittura Karl Kautsky l'elaboratore del Programma di Erfurt!!! Stalin si rifaceva, in quello che fu il suo più importante contributo teorico sulla questione nazionale, agli austro-marxisti. Insomma tutta roba dell'Ottocento.
    Ora è passato più di un secolo. Dobbiamo trarre un bilancio di quel movimento glorioso che è stato il comunismo, che non ha risparmiato ne le luci ne le ombre.
    Ad esempio perchè in URSS e nell'Europa orientale il socialismo è crollato sotto l'urto della propaganda capitalista? A me le interpretazioni facili e banali tipo la burocraiza, come se uno stato moderno potesse fare a meno della burocraiza (Marx aveva sottolineato il carattere assolutamente moderno della burocrazia) oppure il concetto semplicistico di "revisionismo" non mi soddisfano.
    Già Stalin in "Problemi economici del socialismo in URSS" aveva sottolineato che il mercato persisteva nel socialismo e che il mercato stesso era una tecnica di per sè neutra che poteva essere utilizzata dal socialismo e dal capitalismo. Deng ad esempio dice che anche il piano, oltre al mercato, può essere utilizzato in tutti e due i sitemi. I cinesi, i vietnamiti, e oggi pare pure i cubani hanno tratto delle indicazioni dallo studio delle economie socialiste del passato. E forse non sarà un caso se questi paesi sono quelli che si sviluppano più velocemente, e secondo l'ONU sono coloro che più efficacemente combattono la povertà.
    Ma va da se che il socialismo alla cinese o alla vietnamita è scarsamente applicabile in Italia e nei paesi avanzati economicamente. Però tenere presente il socialismo di mercato è indispensabile anche in Italia dove le componenti sociali sono più frammentate. Ad esempio tu dici unire il proletariato. Ma il proletariato non è più la maggioranza della popolazione italiana. Già Togliatti nel discorso di Reggio Emilia del 46 aveva posto l'attenzione sui ceti medi e sulle alleanze. Io credo in generale, che uno dei più grossi contributi dati dal movimento comunista del secolo scorso è che ogni lotta democratica condotta sino in fondo sia anche una lotta per il socialismo.
    Per cui non credo in nessun sovvertimento violento. Per fare la Rivoluzione la gente deve non poterne più della situazione esistente. Ad esempio in Russia la Rivoluzione scoppiò perchè si era interrotto il rapporto di scambio tra città e campagna. Con la città che era stata affamate dalla mancanza di prodotti agricoli e di cibo.
    Se tu pensi che la Rivoluzione possa scoppiare solo per motivi ideologici sei fuori come un balcone. Solo i brigatisti poteva pensare una simile stupidaggine.
    Io ho parlato di PROLETARIATO E MASSE LAVORATRICI in generale. Non credo che la rivoluzione possa arrivare per motivi ideologici (attraverso la "volontà") ma perché se ne creano le condizioni. La verità è però che le condizioni generali ci sono sempre e sono le masse a dover prendere coscienza del loro sfruttamento e del loro compito storico.
    Per quanto riguarda la violenza della rivoluzione non lo pongo affatto come punto centrale

  8. #8
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    Io ho parlato di PROLETARIATO E MASSE LAVORATRICI in generale. Non credo che la rivoluzione possa arrivare per motivi ideologici (attraverso la "volontà") ma perché se ne creano le condizioni. La verità è però che le condizioni generali ci sono sempre e sono le masse a dover prendere coscienza del loro sfruttamento e del loro compito storico.
    Per quanto riguarda la violenza della rivoluzione non lo pongo affatto come punto centrale
    Ma cosa intendi per masse lavoratrici? Anche l'agricoltore che spesso oggi ha una estesa proprietà? I commercianti, gli artigiani? I lavoratori dell'industria, quasi tutti immigrati, e spesso islamici, alemno quelli che sono al fondo della piramide sociale??
    Io dico smettiamo di credere alla rivoluzione e lottiamo per riforme serie, che sono già un passo verso il socialismo. I bolscevichi fino al '17 questo avevano fatto. Alcuni di questi pensavano che la Rivoluzione npn fosse nemmeno all'ordine del giorno nell'Ottobre (la Rivoluzione fu messa ai voti).

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Ma cosa intendi per masse lavoratrici? Anche l'agricoltore che spesso oggi ha una estesa proprietà? I commercianti, gli artigiani? I lavoratori dell'industria, quasi tutti immigrati, e spesso islamici, alemno quelli che sono al fondo della piramide sociale??
    Io dico smettiamo di credere alla rivoluzione e lottiamo per riforme serie, che sono già un passo verso il socialismo. I bolscevichi fino al '17 questo avevano fatto. Alcuni di questi pensavano che la Rivoluzione npn fosse nemmeno all'ordine del giorno nell'Ottobre (la Rivoluzione fu messa ai voti).
    Le masse lavoratrici sono innanzitutto i lavoratori di qualsiasi settore che vivono con un salario medio. Poi ci sono certo anche i piccoli agricoltori e piccoli commercianti, che certamente per posizionamento di classe non è detto siano inclini all'ideologia marxista.
    Che vuol dire abbandoniamo la rivoluzione?! Allora in cosa ci distinguiamo dai socialdemocratici e riformisti vari? Portiamo la bandiera rossa con falce e martello solo per rivendicare idealmente un passato o per proporre un futuro finalmente diverso? Dunque uniamoci, entriamo in parlamento ma non stando al governo, facendo anzi strenua opposizione ad ogni governo borghese ma allo stesso tempo cercando di ottenere vantaggiose riforme per i lavoratori: però non deve essere questo l'obiettivo a lungo termine.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da boltxebike17 Visualizza Messaggio
    Le masse lavoratrici sono innanzitutto i lavoratori di qualsiasi settore che vivono con un salario medio. Poi ci sono certo anche i piccoli agricoltori e piccoli commercianti, che certamente per posizionamento di classe non è detto siano inclini all'ideologia marxista.
    Che vuol dire abbandoniamo la rivoluzione?! Allora in cosa ci distinguiamo dai socialdemocratici e riformisti vari? Portiamo la bandiera rossa con falce e martello solo per rivendicare idealmente un passato o per proporre un futuro finalmente diverso? Dunque uniamoci, entriamo in parlamento ma non stando al governo, facendo anzi strenua opposizione ad ogni governo borghese ma allo stesso tempo cercando di ottenere vantaggiose riforme per i lavoratori: però non deve essere questo l'obiettivo a lungo termine.
    Con i socialdemocratici si deve stare al governo. I communisti lo hanno sempre fatto. Addirittura si unirono frange socildemocratiche già al tempo della guerra di Spagna. Vedi il PSUC catalano. In Spagna i comunisti appoggivano un governo che comprendeva Repubblicani, autonomisti catalani e baschi, socialisti e anarchci e in cui i comunisti entrarono solo più tardi. Nei paesi dell'est Europa i comunisti andarono al governo con vari partiti democratici come il Partito dei Contadini in Polonia o in Bulgari ecc, spesso si unirono ai socialdemocratici come in Polonia nel Partito Operaio Unificato. In Cina Mao si unì a tutti i partiti patriottici. In Venezuela il Partito Comunista si unirà nel Partito Socialista Unificato con il Movimento di Chavez e una altra dozzina di partiti. In Brazile i comunisti appoggiano il governo di Lula. In Nepal i comunisti sono al governo con gli altri 7 partiti della coalizione antimonarchica. In India i comunisti hanno apppogiato il Congresso nella battaglia contro le destra integralista indù. In sudafrica il PC è al governo con l'ANC ed altre forze riformiste e antirazziste. In Palestina il Fronte Popolare è alleato con Hamas ed entrerà nel nuovo governo di unità nazionale.
    Beh dai socialdemocratici ci si può distinguere ma bisogna portare avanti una politica di unità delle forse democratiche contro il populismo berlusconiano. In Occidente ogni lotta coerente per la democrazia è anche una lotta per il socialismo.

 

 
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