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  1. #1
    Clandestino
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    Predefinito PERENNIALISMO O SEMPLICE TRASFORMISMO ?

    propedeuticamente riporto una postfazione scannerizzata di Gianfranco de turris presentata nel saggio di Mariano Bizzarri




    "La questione è delicatissima e certo non può essere affrontata adeguatamente in una semplice postfazione: molte sono le domande che sorgono di fronte a queste affermazioni di Bizzarri: c'è una "continuità" di Tradizioni legittime, come lui afferma, o una cesura fra una Tradizione e un'altra? il Cristianesimo si appropriò di simboli e luoghi sacri greco-romani senza soluzione di continuità e compenetrandovisi, ovvero sovrapponendo visi illegittimamente e tacendoli suoi senza comprenderli nell'intimo con accorta strategia (lo stesso Bizzarri ammette "il recupero dei luoghi" pagani a fini ben precisi)? il rapporto fra i simboli dell'una e dell'altra Tradizione è solo esteriore oppure è più profondo? il Cristianesimo si poteva in origine considerare una Tradizione legittima e regolare, oppure no? la si può ritenere tale dopo duemila anni, oppure no? per chi vuole collegarsi ad una Tradizione, è necessario che si riferisca alla Tradizione del luogo in cui gli è toccato nascere, oppure può allargare il suo orizzonte ad altro? aderire alla Tradizione cattolico-cristiana significa allora essere tradizionalisti solo a metà come affermava Julius Evola? e le trasformazioni della Chiesa cattolica, cui si è assistito dopo il Concilio Vaticano II, hanno inciso o no sulla legittimità della sua Tradizione?
    Il problema non è di apparenze ma di contenuti, non di esteriorità, ma di sostanza spirituale: per affermare l'esistenza, "non di contrapposizione ma di continuità tradizio¬nale", non di cesura ma di "trapasso della civiltà di Roma Antica a quella della Roma Cristiana" (come si legge nel saggio dedicato alla Basilica di Santa Maria Maggiore), occorre dimostrare che la sostanza spirituale, i contenuti esoterici, le qualità iniziatiche fossero se non identici, molto simili. Non mi pare che questo sia stato il parere dei diretti interessati, cioè di quegli storici, letterati e filosofi antichi che del Cristianesimo si occuparono nei loro scritti per averlo conosciuto de visu e non per sentito dire: da Plinio a Salustio, da Svetonio a Porfirio, da Gelso all'Imperatore Giuliano, da Rutilio all'Imperatore Mare'Aurelio, da Apuleio a Epitteto. Per loro, quella dei cristiani era una "follia" altro che una "continuità"! Tutti gli studi sulla cosiddetta "crisi del IV secolo" convengono almeno su ciò.
    Il fatto è che Bizzarri per affermare "la sopravvivenza degli elementi autenticamente tradizionali nella religione cristiana" (saggio su Marte), deve ipotizzare l'esistenza di una "linea esoterica giovannea" che corre sotterraneamente nelle vene del Cristianesimo essoterico, una "sapienza sacra" non manifesta e conosciuta solo da pochi eletti o iniziati che la trasmettono attraverso i secoli occultamente, e di cui parlano molte correnti esoteriche occidentali dal l'Ottocento in poi. Ma una delle accuse cne i granai irai zionalisti contemporanei - da Guénon a Evola per intende - facevano al Cristianesimo e poi al Cattolicesimo era di non aver mai avuto, o di non avere più, alcun aspetto esoterico e iniziatico, che del resto si scontrerebbe e il suo essere una religione a devozione popolare, cioè "per tutti"

    Gianfranco De Turris Roma, settembre 2002
    Ultima modifica di acchiappaignoranti; 20-02-10 alle 20:08
    furono i riti italici ad entrare in grecia, e non viceversa.

    Platone, "libro delle leggi"

    •   Alt 

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  2. #2
    Papessa
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    Predefinito Rif: Evola: pagano o perennialista ?

    Citazione Originariamente Scritto da Iperboreus Visualizza Messaggio
    Sì, riconosce il deposito sapienzale presente nella Kabbalah e anche nel sufismo "islamico". Ma questo è abbastanza normale, poiché esotericamente parlando, la Sapienza è Una (il che non significa una verità unica). Il discrimine tra atteggiamento gentile e perennialista si ha invece quando si arriva agli exoterismi. Qui si pongono due problemi, e il modo di risolverli è rivelatore della forma mentis soggiacente:

    1. il rapporto tra exoterismi ed esoterismo. Per la paganitas l'integrazione del religioso con l'esoterico, dei culti tradizionali con grandi e piccoli misteri, è cosa naturale e spontanea. Viceversa nelle credenze esclusiviste basate sulla fede, l'exoterismo fa a pugni con l'esoterismo, dichiarandolo eterodosso, eretico quando non demoniaco. In sostanza, sono reciprocamente incompatibili, perchè una sapienza esoterica per forza di cose va oltre i quadri di una pretesa rivelazione.

    2. il passaggio di consegne storico tra religioni native e monoteismi. Per il gentile non c'è nessun passaggio di consegne legittimo, riducendosi ad una mera successione cronologica e al più geografica. Per il perennialista, la legittimità è presupposta a priori e la successione cronologica e geografica è una conferma della trasmissione non verificatasi.

    Ma le differenze non si fermano qua: nella Paganitas e nel perennialismo sono all'opera categorie ed istanze differenti, basti pensare alla questione delle "catene di trasmissione ininterrotta", su cui i perennialisti si arrovellano mentre nella Paganitas è assente.

    Evola, come detto, ha una valutazione delle tradizioni europee infinitamente migliore rispetto a Guenon (convertirsi all'islam, infatti, significa affermare implicitamente che in Europa non vi è nulla di buono), ma d'altro canto non sempre riesce a riconoscere la specificità indoeuropea, proprio perchè subisce l'interferenza delle categorie perennialiste. Infatti, di fronte alla ricostruzione dumeziliana della Weltanschauung indoeuropea, la estende a qualsiasi civiltà tradizionalmente ordinata.

    Se la Sapienza è unica, come fanno a sussistere “diverse verità”? Non saranno tutte declinazioni della sola Sapienza?


    1) Per “credenze esclusiviste basate sulla fede” intendi i monoteismi? Perché il culto agli dei non era basato sulla fede? L’esoterismo è la naturale prosecuzione dell’exoterismo, del quale rappresenta la faccia alternativa, adatta per i più maturi. Nell’Islam e nell’ebraismo (due monoteismi) non c’è mai stato conflitto tra i due aspetti, bensì pacifica convivenza. Solo nel cristianesimo l’aspetto exoterico, legato visceralmente al potere temporale, ha sopravanzato quello esoterico espungendolo dal proprio interno come fasullo o peggio demoniaco: ma ciò è avvenuto per ragioni che con lo spirituale non avevano nulla a che fare: il mantenimento del controllo e del potere non ammettevano vi fosse qualcosa di nascosto e riservato che sfuggisse alla presa ecclesiastica: così anche i religiosi che vi si dedicarono furono costretti ad occultare le loro pratiche e la loro sapienza. E sappiamo quanti ecclesisastici furono, ad esempio, cultori dell’Ars Regia nel segreto delle loro dimore.

    2) Ma per quale ragione si dovrebbe far confliggere l’aspetto della gentilitas con l’avvento del monoteismo? Non ti rendi conto che si tratta di semplici fasi susseguentisi naturaliter nei corsi della storia? Ogni fase, e questo lo ripeto frequentissimamente, conosce una crescita, un apice e una decadenza…poi viene sostituita da un’altra fase nuova, portatrice di sapienza e di rinnovamento: ma le verità di fondo non possono che rimanere le stesse pur declinate in maniera differente.

    Sulle catene di trasmissione ininterrotte: questo non è un assoluto. Un assoluto è la fonte unica e perenne, sovracategoriale, dalla quale emana ogni saggezza tradizionale…chiunque si ricolleghi a questa fonte E’ catena di trasmissione, pure se fosse sorto dal nulla. Ogni maestro illuminato che giunge sulla scena terrestre è un riformulatore di questa sapienza primeva ed incorrotta: che appartenga ad una catena iniziatica ancora vivente può essere oppure anche no.

    E per finire…è certo che ogni civiltà tradizionalmente ordinata risponda alle stesse regole e alle stesse strutture, ovunque. Occorre però saper riconoscere la presenza dei principii sovrastorici al di là della copertura delle vesti contingenti.
    Ultima modifica di primahyadum; 05-10-10 alle 09:50
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
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  3. #3
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    Red face Rif: Evola: pagano o perennialista ?

    ma quale sapienza unica,ogni popolo su questa terra ha voluto dare una sua proiezione delle forze celesti o infere,dacchè ne consegue che l'unico approccio consentito è quello relativista/nominalista.

    o vogliamo stare dietro ancora a questo tizio che non sapeva niente di barbieri e lamette?



    Ultima modifica di Arthur Machen; 05-10-10 alle 15:06

  4. #4
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    Predefinito Rif: Evola: pagano o perennialista ?

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Se la Sapienza è unica, come fanno a sussistere “diverse verità”? Non saranno tutte declinazioni della sola Sapienza?
    Ho detto appunto Una e non unica: si rifrange cioé in molteplici aspetti che sono poi le religioni native.
    Ma non è che un qualsiasi fenomeno che pretenda di essere "religioso" o "spirituale" abbia automaticamente una effettiva connessione con la Sapienza Primordiale.



    ) Per “credenze esclusiviste basate sulla fede” intendi i monoteismi?
    Esatto.


    Perché il culto agli dei non era basato sulla fede?
    No, è basato sul rito, cioé sulla pratica. Non si richiede un assenso incondizionato a proposizioni ritenute al di là della comprensione.


    L’esoterismo è la naturale prosecuzione dell’exoterismo, del quale rappresenta la faccia alternativa, adatta per i più maturi.
    Questo nelle effettive religioni .


    Nell’Islam e nell’ebraismo (due monoteismi) non c’è mai stato conflitto tra i due aspetti, bensì pacifica convivenza.

    Falso.




    Solo nel cristianesimo l’aspetto exoterico, legato visceralmente al potere temporale, ha sopravanzato quello esoterico espungendolo dal proprio interno come fasullo o peggio demoniaco: ma ciò è avvenuto per ragioni che con lo spirituale non avevano nulla a che fare.
    Non è una questione di potere politico, ma di limiti strutturali. Una credenza esclusivista che si fondi sulla rigida definizione di una ortodossia da ritenere vera per fede (pistis), inevitabilmente andrà sempre a confliggere con una ricerca iniziatica che ha necessità di andare oltre le definizioni teologiche. La compresenza è invece naturale nella Paganitas, perchè essa si fonda sul rito e non dogmi da ritenere veri.


    così anche i religiosi che vi si dedicarono furono costretti ad occultare le loro pratiche e la loro sapienza. E sappiamo quanti ecclesisastici furono, ad esempio, cultori dell’Ars Regia nel segreto delle loro dimore.
    Certo ma così facendo smentivano radicalmente tutto il cristianesimo stesso.




    2) Ma per quale ragione si dovrebbe far confliggere l’aspetto della gentilitas con l’avvento del monoteismo?
    Non sono io che lo faccio confliggere, il conflitto c'è stato è c'è per assoluta incompatibilità.




    Non ti rendi conto che si tratta di semplici fasi susseguentisi naturaliter nei corsi della storia?
    Questo è storicismo privo di orizzonte metafisico.



    Ogni fase, e questo lo ripeto frequentissimamente, conosce una crescita, un apice e una decadenza…poi viene sostituita da un’altra fase nuova, portatrice di sapienza e di rinnovamento: ma le verità di fondo non possono che rimanere le stesse pur declinate in maniera differente.
    Non tutte le fasi sono portatrici di sapienza, né tutte le credenze ne partecipano. Per noi, ad es, i monoteismi non hanno relazione con la sapienza né col sacro. Per questo non le riteniamo re-ligioni, perchè non ri-collegano, bensì mere credenze (superstitiones).




    Sulle catene di trasmissione ininterrotte: questo non è un assoluto. Un assoluto è la fonte unica e perenne, sovracategoriale, dalla quale emana ogni saggezza tradizionale…chiunque si ricolleghi a questa fonte E’ catena di trasmissione, pure se fosse sorto dal nulla. Ogni maestro illuminato che giunge sulla scena terrestre è un riformulatore di questa sapienza primeva ed incorrotta: che appartenga ad una catena iniziatica ancora vivente può essere oppure anche no.
    Ma come tu saprai bene, i seguaci del perennialismo si fanno pippe mentali interminabili per stabilire dove ci sia stata "trasmissione ininterrotta" e dove no. Chiaramente non è un problema che riguardi noi.


    E per finire…è certo che ogni civiltà tradizionalmente ordinata risponda alle stesse regole e alle stesse strutture, ovunque. Occorre però saper riconoscere la presenza dei principii sovrastorici al di là della copertura delle vesti contingenti.

    Assolutamente no, perchè le tradizioni che danno forma alle varie civiltà sono specifiche e differenziate. Viceversa saremmo ancora nell'Età dell'Oro dove non ci sarebbero caste nè culti perchè la distanza tra umano e divino sarebbe irrisoria.
    "C'era un Tempo in cui l'uomo viveva accanto agli Dei..poi la predicazione galilea ci porto' il deserto del nulla...e infine caddero le tenebre della modernità"



  5. #5
    Papessa
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    Predefinito Rif: Evola: pagano o perennialista ?

    Citazione Originariamente Scritto da Iperboreus Visualizza Messaggio
    Ho detto appunto Una e non unica: si rifrange cioé in molteplici aspetti che sono poi le religioni native.
    Ma non è che un qualsiasi fenomeno che pretenda di essere "religioso" o "spirituale" abbia automaticamente una effettiva connessione con la Sapienza Primordiale.





    Esatto.




    No, è basato sul rito, cioé sulla pratica. Non si richiede un assenso incondizionato a proposizioni ritenute al di là della comprensione.




    Questo nelle effettive religioni .




    Falso.






    Non è una questione di potere politico, ma di limiti strutturali. Una credenza esclusivista che si fondi sulla rigida definizione di una ortodossia da ritenere vera per fede (pistis), inevitabilmente andrà sempre a confliggere con una ricerca iniziatica che ha necessità di andare oltre le definizioni teologiche. La compresenza è invece naturale nella Paganitas, perchè essa si fonda sul rito e non dogmi da ritenere veri.




    Certo ma così facendo smentivano radicalmente tutto il cristianesimo stesso.






    Non sono io che lo faccio confliggere, il conflitto c'è stato è c'è per assoluta incompatibilità.






    Questo è storicismo privo di orizzonte metafisico.





    Non tutte le fasi sono portatrici di sapienza, né tutte le credenze ne partecipano. Per noi, ad es, i monoteismi non hanno relazione con la sapienza né col sacro. Per questo non le riteniamo re-ligioni, perchè non ri-collegano, bensì mere credenze (superstitiones).






    Ma come tu saprai bene, i seguaci del perennialismo si fanno pippe mentali interminabili per stabilire dove ci sia stata "trasmissione ininterrotta" e dove no. Chiaramente non è un problema che riguardi noi.





    Assolutamente no, perchè le tradizioni che danno forma alle varie civiltà sono specifiche e differenziate. Viceversa saremmo ancora nell'Età dell'Oro dove non ci sarebbero caste nè culti perchè la distanza tra umano e divino sarebbe irrisoria.

    Vuoi sottilizzare sul significato di Sapienza Una e non Unica? Sono capziosità: è del tutto evidente che la Sapienza di cui tratto è qualcosa che trascende l’umano e dunque non è assoggettabile che ad una categoria…quella della sola verità metafisica che è suscettibile di assumere varie forme pur restando in eterno sé stessa.

    Il rito è sempre stato il naturale complemento della fede in qualcuno o qualcosa di superiore: non puoi scinderli. Il rito è posteriore al formarsi di una credenza in un ente superiore al quale si tributa culto per ottenerne i favori, impetrarne la protezione, celebrare le sue lodi. Se mai si può dire che l’elaborazione di strutturate credenze e dogmi rappresenti una costellazione integrativa che va a formare anche un corpus dottrinario intellettuale ed un depositum che cresce con il tempo ma che resta sempre accessorio ai fondamentali: la credenza nella divinità e la forma di culto tributatole. Al di là di questo c’è materia per la ricerca e l’arricchimento speculativo non indispensabili però alla fede semplice del credente. Ed è proprio la differenza tra semplice credente ed iniziato che segna la demarcazione tra forma exoterica ed esoterica. Si riconoscono al popolo le caratteristiche per adire la via della pura devozione, mentre a colui che dispone di doti straordinarie si indica la strada dell’iniziazione ai misteri e di un percorso assai più profondo e complesso: così era nella paganitas e così rimase nel cristianesimo ad esempio. La demarcazione tra le due tipologie di soggetti fu presente sin dall’inizio: i Vangeli sono concepiti ad arte secondo uno schema interpretativo che dispone di diverse chiavi di lettura, a seconda della maturità di chi vi si accosta. Il resto viene da sé. Un organismo pletorico e pesantemente mescolato al secolo come la Chiesa non poteva che accogliere la chiave più semplice, ma fin da subito le prime correnti mistiche (i padri del deserto, per fare un nome) se ne distaccarono alla ricerca di soluzioni più incisive e feconde…esattamente come accadde al sufismo nel corpo islamico e al kabbalismo iniziatico nell’ebraismo: correnti, queste ultime, che non sono mai state sconfessate dai rispettivi corpora, ma hanno convissuto e convivono anche oggi. Altri aspetti operativi ed accessori del cristianesimo invece sono stati aspramente combattuti ( si pensi alla Magia, Alchimia, Gnosi pagana e cristiana e via dicendo) poiché erano ritenuti pericolose insidie al dominio assoluto della Chiesa e fuori del suo controllo. Un controllo occhiuto che ogni cosa doveva comprendere sotto di sé. Ma questi sono aspetti già precocemente degenerativi. E gli alchimisti in veste ecclesiastica non smentivano affatto la loro religione, bensì ne portavano a compimento proprio gli aspetti più segreti e nascosti, espunti dalla Chiesa madre.
    Stento a capire poi per quale motivo i cosiddetti monoteismi non siano portatori di sapienza e di sacro, come tu sostieni, ma solo di superstitio: non vedo il motivo di questa posizione.Tra l’altro si sa benissimo che ad esempio il cristianesimo nacque basandosi su riti pagani preesistenti dai quali mutuò forme e sostanza: pensiamo ai misteri di Mithra e a tutte le celebrazioni misteriche che hanno al loro interno il dio che muore per risorgere dopo aver visitato gl’Inferi: un paradigma comunissimo. Non so dove tu veda tutte queste differenze: un dio solare giunge a dare il suo splendore: viene perseguitato e muore spargendo sangue, per risorgere magicamente dopo un intervallo e una discesa agl’inferi, tornando per la gloria e la salvezza dei fedeli. Con corredo d sacri banchetti ove spiccano il grano e il vino….più chiaro di così….

    E in conclusione…le tradizioni che danno vita alle civiltà sono, come tu affermi, specifiche e differenziate…ma proprio in questa specificazione e differenziazione esse cadono sotto il dominio della temporalità e della contingenza velando le proprie caratteristiche primitive ed essenziali, che devono essere pazientemente ritrovate e riconosciute: ed è segnatamente questo il cosiddetto perennialismo…il saper scorgere l’Unico imperituro al di là del velo oscurante delle differenziazioni.
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Evola: pagano o perennialista ?

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Vuoi sottilizzare sul significato di Sapienza Una e non Unica? Sono capziosità: è del tutto evidente che la Sapienza di cui tratto è qualcosa che trascende l’umano e dunque non è assoggettabile che ad una categoria…quella della sola verità metafisica che è suscettibile di assumere varie forme pur restando in eterno sé stessa.

    Il rito è sempre stato il naturale complemento della fede in qualcuno o qualcosa di superiore: non puoi scinderli. Il rito è posteriore al formarsi di una credenza in un ente superiore al quale si tributa culto per ottenerne i favori, impetrarne la protezione, celebrare le sue lodi. Se mai si può dire che l’elaborazione di strutturate credenze e dogmi rappresenti una costellazione integrativa che va a formare anche un corpus dottrinario intellettuale ed un depositum che cresce con il tempo ma che resta sempre accessorio ai fondamentali: la credenza nella divinità e la forma di culto tributatole. Al di là di questo c’è materia per la ricerca e l’arricchimento speculativo non indispensabili però alla fede semplice del credente. Ed è proprio la differenza tra semplice credente ed iniziato che segna la demarcazione tra forma exoterica ed esoterica. Si riconoscono al popolo le caratteristiche per adire la via della pura devozione, mentre a colui che dispone di doti straordinarie si indica la strada dell’iniziazione ai misteri e di un percorso assai più profondo e complesso: così era nella paganitas e così rimase nel cristianesimo ad esempio. La demarcazione tra le due tipologie di soggetti fu presente sin dall’inizio: i Vangeli sono concepiti ad arte secondo uno schema interpretativo che dispone di diverse chiavi di lettura, a seconda della maturità di chi vi si accosta. Il resto viene da sé. Un organismo pletorico e pesantemente mescolato al secolo come la Chiesa non poteva che accogliere la chiave più semplice, ma fin da subito le prime correnti mistiche (i padri del deserto, per fare un nome) se ne distaccarono alla ricerca di soluzioni più incisive e feconde…esattamente come accadde al sufismo nel corpo islamico e al kabbalismo iniziatico nell’ebraismo: correnti, queste ultime, che non sono mai state sconfessate dai rispettivi corpora, ma hanno convissuto e convivono anche oggi. Altri aspetti operativi ed accessori del cristianesimo invece sono stati aspramente combattuti ( si pensi alla Magia, Alchimia, Gnosi pagana e cristiana e via dicendo) poiché erano ritenuti pericolose insidie al dominio assoluto della Chiesa e fuori del suo controllo. Un controllo occhiuto che ogni cosa doveva comprendere sotto di sé. Ma questi sono aspetti già precocemente degenerativi. E gli alchimisti in veste ecclesiastica non smentivano affatto la loro religione, bensì ne portavano a compimento proprio gli aspetti più segreti e nascosti, espunti dalla Chiesa madre.
    Stento a capire poi per quale motivo i cosiddetti monoteismi non siano portatori di sapienza e di sacro, come tu sostieni, ma solo di superstitio: non vedo il motivo di questa posizione.Tra l’altro si sa benissimo che ad esempio il cristianesimo nacque basandosi su riti pagani preesistenti dai quali mutuò forme e sostanza: pensiamo ai misteri di Mithra e a tutte le celebrazioni misteriche che hanno al loro interno il dio che muore per risorgere dopo aver visitato gl’Inferi: un paradigma comunissimo. Non so dove tu veda tutte queste differenze: un dio solare giunge a dare il suo splendore: viene perseguitato e muore spargendo sangue, per risorgere magicamente dopo un intervallo e una discesa agl’inferi, tornando per la gloria e la salvezza dei fedeli. Con corredo d sacri banchetti ove spiccano il grano e il vino….più chiaro di così….

    E in conclusione…le tradizioni che danno vita alle civiltà sono, come tu affermi, specifiche e differenziate…ma proprio in questa specificazione e differenziazione esse cadono sotto il dominio della temporalità e della contingenza velando le proprie caratteristiche primitive ed essenziali, che devono essere pazientemente ritrovate e riconosciute: ed è segnatamente questo il cosiddetto perennialismo…il saper scorgere l’Unico imperituro al di là del velo oscurante delle differenziazioni.

    Sei proprio una inguaribile perennialista.... Devo risponderti molto brevemente perchè qui siamo già ampiamente oltre Evola.

    Il fatto è che tu presupponi una continuità che non c'è, e passaggi che non ci sono stati. Non viene mutuata proprio nessuna sostanza. Non è che siccome il cristianesimo ha distorto o sfruttato degli elementi pagani, diventa qualitativamente simile. Un elemento non si può mai slegare dal tutto di cui fa parte senza perderne il valore, e una somiglianza esteriore tra un culto, un rito o una iconografia non basta perchè l'elemento sia ancora valido. Viene semplicemente snaturato, diventando qualcosa d'altro.
    Prima ancora dei singoli elementi, la religiosità (atteggiamento generale di fronte al Sacro) gentile è abissalmente diversa da quella abramitica.
    Del resto, se come afferma Pettazzoni, il politeismo è lo stato originario, naturale, dell'essere umano, si può ben capire come il monoteismo creazionista sia una vera e propria patologia spirituale.

    Ti inganni anche sul rapporto tra esoterismo e abramitici. Il vescovo che in segreto pratica l'Alchimia, di fatto smentisce con la sua stessa azione i dogmi e la morale che, da vescovo cristiano, dovrebbe professare. E anche per quanto riguarda l'islam, il sufismo ha una base sostanzialmente iranica con influenze neo-platoniche, ma è indipendente rispetto all'islam. E i rapporti non sono mai stati totalmente pacifici, basti pensare ad un Sohrawardi.
    "C'era un Tempo in cui l'uomo viveva accanto agli Dei..poi la predicazione galilea ci porto' il deserto del nulla...e infine caddero le tenebre della modernità"



  7. #7
    Papessa
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    Predefinito Rif: Evola: pagano o perennialista ?

    Citazione Originariamente Scritto da Iperboreus Visualizza Messaggio
    Sei proprio una inguaribile perennialista.... Devo risponderti molto brevemente perchè qui siamo già ampiamente oltre Evola.

    Il fatto è che tu presupponi una continuità che non c'è, e passaggi che non ci sono stati. Non viene mutuata proprio nessuna sostanza. Non è che siccome il cristianesimo ha distorto o sfruttato degli elementi pagani, diventa qualitativamente simile. Un elemento non si può mai slegare dal tutto di cui fa parte senza perderne il valore, e una somiglianza esteriore tra un culto, un rito o una iconografia non basta perchè l'elemento sia ancora valido. Viene semplicemente snaturato, diventando qualcosa d'altro.
    Prima ancora dei singoli elementi, la religiosità (atteggiamento generale di fronte al Sacro) gentile è abissalmente diversa da quella abramitica.
    Del resto, se come afferma Pettazzoni, il politeismo è lo stato originario, naturale, dell'essere umano, si può ben capire come il monoteismo creazionista sia una vera e propria patologia spirituale.

    Ti inganni anche sul rapporto tra esoterismo e abramitici. Il vescovo che in segreto pratica l'Alchimia, di fatto smentisce con la sua stessa azione i dogmi e la morale che, da vescovo cristiano, dovrebbe professare. E anche per quanto riguarda l'islam, il sufismo ha una base sostanzialmente iranica con influenze neo-platoniche, ma è indipendente rispetto all'islam. E i rapporti non sono mai stati totalmente pacifici, basti pensare ad un Sohrawardi.
    Una volta di più quanto scrivi dimostra quanto ti sfugga il substrato comune che apparenta ogni forma religiosa.

    Il fatto che il cristianesimo sia nato su elementi e rituali pagani non fa altro che dimostrare L'UNICITA'' DEL TERRENO COMUNE , la sola cosa che valga la pena notare. E' dal terreno comune che nascono e si diramano tutte le varianti, possibile che non ti entri in testa? Occorre saper fare un salto in alto simbolico...in un momento precedente ogni specificazione . Diversamente non noterai che differenze, specificità, finalità le più svariate.

    Il rito sacrificale accomuna ogni culto, ogni forma spirituale. Esso rappresenta un atto con finalità concrete e contemporaneamente un simbolo carico di significati occulti, chiari a colui che ne sa di più. C'è ben poca differenza tra il dio che muore per risorgere degli antichi misteri e il cristianesimo...il significato è esattamente lo stesso. E il cosiddetto politeismo non è che, se si vuole, una fase d'intervallo tra la concezione multipla dei vari aspetti divini e la capacità di sintetizzare tutti questi aspetti in un punto solo, unico, che tutti gli aspetti riassume.
    Ergo...del Pettazzoni non mi interessa nulla. E' evidente che l'umanità conosce delle fasi successive: ma nulla dimostra che il politeismo sia uno stato di immobilità spirituale...anzi esso è foriero, in qualche modo propedeuticamente portatore di una visione che verrà poi completata e superata dal monoteismo.

    I cristiani alchimisti portavano a compimento l'aspetto esoterico della tradizione, anche cristiana. Su questo non ci piove.

    E per quanto riguarda il sufismo....TUTTI gli esoterismi hanno elementi neoplatonici...non ti dice nulla questo su cosa significhi avere un comune substrato patrimonio imperituro e extratemporale dell'umanità?
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    Predefinito Rif: Evola: pagano o perennialista ?

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Una volta di più quanto scrivi dimostra quanto ti sfugga il substrato comune che apparenta ogni forma religiosa.

    Ma le forme religiose non possono essere accomunate alle superstitiones esclusiviste. É per questo che l'idea di Tradizione Unica è fallace: non esiste qualcosa che possa tenerle insieme visto che sul Divino dicono cose antitetiche. Se tutta l'umanità ha sempre riconosciuto la multiformità del Divino, non pensi che sia ridicola e irrazionale la pretesa che la divinità di qualche tribù di sfigati sia l'unica esistente ?
    Non pensi che sia ridicola l'idea che vi sia stata una sola rivelazione del Divino in qualche villaggio sperduto della Galilea ?
    Tutti i popoli sani dell'antichità si piegavano dalle risate a sentire queste fandonie, com'era naturale che fosse.
    Certamente esiste una Sapienza originaria, ma le sue specificazioni per noi sono le religioni ancestrali dei popoli, senza rivelazione storica, senza tempo, senza profeti individuali, risalenti ab origine.



    Il fatto che il cristianesimo sia nato su elementi e rituali pagani non fa altro che dimostrare
    No, il cristianesimo è una corrente eretica dell'ebraismo, che poi ha sfruttato elementi pagani per affermarsi.

    , la sola cosa che valga la pena notare. E' dal terreno comune che nascono e si diramano tutte le varianti, possibile che non ti entri in testa? Occorre saper fare un salto in alto simbolico...in un momento precedente ogni specificazione . Diversamente non noterai che differenze, specificità, finalità le più svariate.
    Il percorso si può vedere sia dall'alto che dal basso. Tuttavia finché uno non raggiunge l'Unità suprema, si muove ancora nel mondo del differenziato, per cui partecipa della sapienza originaria mediatamente.
    Cioè attraverso una tradizione specifica e differenziata dalle altre.
    Religione etnica significa che ogni stirpe e civiltà ha il suo proprio percorso al Divino.
    Il terreno comune è una meta, ma prima bisogna aver terminato il percorso, altrimenti la meta non si raggiunge. Niente salti, dunque, bensì paziente ascesa.




    Il rito sacrificale accomuna ogni culto, ogni forma spirituale. Esso rappresenta un atto con finalità concrete e contemporaneamente un simbolo carico di significati occulti, chiari a colui che ne sa di più. C'è ben poca differenza tra il dio che muore per risorgere degli antichi misteri e il cristianesimo...il significato è esattamente lo stesso. E il cosiddetto politeismo non è che, se si vuole, una fase d'intervallo tra la concezione multipla dei vari aspetti divini e la capacità di sintetizzare tutti questi aspetti in un punto solo, unico, che tutti gli aspetti riassume.
    Ergo...del Pettazzoni non mi interessa nulla.

    Non esiste una fase perchè non esiste una successione, ripeto, questo è storicismo della peggior specie: non esiste né una umanità unitaria né tantomeno sue fasi di passaggio da una concezione ad un'altra. Non esiste nemmeno un passaggio univoco dal politeismo, che è originario, al monoteismo, visto che ancora adesso 3/4 dell'umanità, concentrati in Asia, sono e saranno politeisti.
    Il monoteismo creazionista è stato semplicemente un veicolo delle tenebre per questo scorcio di epoca, perchè così doveva andare. Ma il fatto che abbia avuto una funzione, non significa che abbia qualcosa a che vedere con la Conoscenza.



    E' evidente che l'umanità conosce delle fasi successive

    No mi spiace, ma questo non è che comtismo applicato alle religioni.... le tue categorie sono viziate da un progressismo della peggior specie.... tu sei totalmente al di fuori di qualsiasi tradizionalità.


    ma nulla dimostra che il politeismo sia uno stato di immobilità spirituale...
    Il politeismo è foriero della infinita potenza e ricchezza del Divino stesso.

    anzi esso è foriero, in qualche modo propedeuticamente portatore di una visione che verrà poi completata e superata dal monoteismo.

    Ma questo lo dicono gli apologeti cristiani. Se sei cristiana dillo subito, così evitiamo di perdere tempo.



    I cristiani alchimisti portavano a compimento l'aspetto esoterico della tradizione, anche cristiana. Su questo non ci piove.

    Un alchimista, in quanto tale, ha già abbanonato il cristianesimo... non gli servirebbe neanche.


    E per quanto riguarda il sufismo....TUTTI gli esoterismi hanno elementi neoplatonici...non ti dice nulla questo su cosa significhi avere un comune substrato patrimonio imperituro e extratemporale dell'umanità?
    Davvero ? Anche quelli sui quali il neoplatonismo non ha potuto avere nessuna influenza ? E com'è possibile ???
    "C'era un Tempo in cui l'uomo viveva accanto agli Dei..poi la predicazione galilea ci porto' il deserto del nulla...e infine caddero le tenebre della modernità"



  9. #9
    Papessa
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    Predefinito Rif: PERENNIALISMO O SEMPLICE TRASFORMISMO ?

    Ma fai finta di non capire? Cosa c’entra la tribù di sfigati con quello che dico? Io enuncio principii di fondamento e tu me li vai a riferire a particolarismi calati nella storia spicciola? Io parlo di monoteismo come concetto GENERALE aspecifico, scevro da scivolamenti settoriali nella storia: io sono tutt’altro che storicista quando mi esprimo a determinati livelli.

    E’ evidentissimo che NESSUNO può fregiarsi del titolo di portatore dell’unica verità, quando parla da un pulpito exoterico e brutalmente rivestito di caratteristiche temporali: quello è un mero espediente per ottenere e mantenere il potere sulle anime. E’ altrettanto evidente che tutte le forme religiose si muovono sul terreno del differenziato e che ogni civiltà ha il suo personale percorso al divino, stiamo dicendo le stesse cose MA i popoli conoscono E COME delle fasi, in base alla propria maturità specifica, e questo nessuno lo può contestare. Se gli aborigeni australiani hanno le loro divinità questo non significa affatto che essi siano nel Vero…essi sono nel LORO VERO, e quella fase debbono passare per giungere ancora altrove al momento della loro maturità interiore.

    Se molti popoli ancora credono agli dei…questo è bene PER LORO…è la LORO fase…essi non sanno ancora concepire una forma diversa del divino…anzi: non sanno concepire che il divino NON HA FORMA, e questo è il loro attuale percorso con il quale non si deve interferire. Ed eccoci dunque al punto: NON SI DEVE INTERFERIRE. I monoteismi NON DOVEVANO, NON DEBBONO INTERFERIRE. Se così si fosse agito non vi sarebbe stata nessuna conculcazione del paganesimo, nessuna distruzione di templi, nessuna cassazione degli antichi dei, ma semplicemente un affiancamento di una forma religiosa ulteriore. Il Fato non ha voluto questo.

    Così si è avuto il ridicolo delle imposte o persuasive conversioni (magari verso popoli la cui saggezza era infinitamente superiore e millenaria, come in Cina, in India etc…).i tentativi assurdi di far concepire la divinità in termini impossibili ad essere compresi da chi disponeva di una struttura interiore primitiva e rudimentale (vedi Africa), missionarismi fondati su presupposti assolutamente fasulli e inopportuni i quali fanno si che oggi si siano creati sincretismi folli e spurii come sempre in Africa o in America Latina, dove la religio di massa è un coacervo indistinguibile di elementi tribali e cristiani senza potere né possibilità né efficacia. E ti sfido a darmi dell’apologeta cristiana con queste idee. Ripigliati!

    Ti rispondo infine sul neoplatonismo: esso è occultamente presente ovunque negli esoterismi poiché radicato e richiamante proprio quei principii di fondamento che stanno alla base , alla radice di ogni sapere superiore e anteriori ad ogni specificazione. Si chiama neoplatonismo….ma contiene in sé antichissima sapienza, misteriosofia, fondamenti filosofici occidentali ed orientali, gnosi, mistica, teurgia, magia e quant’altro sia mai stato possibile elaborare in un contesto sapienziale terrestre. Ecco perché i suoi elementi li puoi ritrovare ovunque…ovunque si ricerchi la VERITA’ ESSENZIALE che emerge inaspettata dalle plaghe delle credenze particolari, come il bucaneve sorge inatteso dal gelo invernale, a scombinare le attese e a riaffermare la potenza della natura sottostante, viva e perenne.

    E ora finiamola: ho il sospetto che tu mi stia menando il can per l'aia....Iperboreus....
    Ultima modifica di primahyadum; 11-10-10 alle 23:46
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  10. #10
    Clandestino
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    Predefinito Rif: PERENNIALISMO O SEMPLICE TRASFORMISMO ?

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Ma fai finta di non capire? Cosa c’entra la tribù di sfigati con quello che dico? Io enuncio principii di fondamento e tu me li vai a riferire a particolarismi calati nella storia spicciola? Io parlo di monoteismo come concetto GENERALE aspecifico, scevro da scivolamenti settoriali nella storia: io sono tutt’altro che storicista quando mi esprimo a determinati livelli.

    E’ evidentissimo che NESSUNO può fregiarsi del titolo di portatore dell’unica verità, quando parla da un pulpito exoterico e brutalmente rivestito di caratteristiche temporali: quello è un mero espediente per ottenere e mantenere il potere sulle anime. E’ altrettanto evidente che tutte le forme religiose si muovono sul terreno del differenziato e che ogni civiltà ha il suo personale percorso al divino, stiamo dicendo le stesse cose MA i popoli conoscono E COME delle fasi, in base alla propria maturità specifica, e questo nessuno lo può contestare. Se gli aborigeni australiani hanno le loro divinità questo non significa affatto che essi siano nel Vero…essi sono nel LORO VERO, e quella fase debbono passare per giungere ancora altrove al momento della loro maturità interiore.

    Se molti popoli ancora credono agli dei…questo è bene PER LORO…è la LORO fase…essi non sanno ancora concepire una forma diversa del divino…anzi: non sanno concepire che il divino NON HA FORMA, e questo è il loro attuale percorso con il quale non si deve interferire. Ed eccoci dunque al punto: NON SI DEVE INTERFERIRE. I monoteismi NON DOVEVANO, NON DEBBONO INTERFERIRE. Se così si fosse agito non vi sarebbe stata nessuna conculcazione del paganesimo, nessuna distruzione di templi, nessuna cassazione degli antichi dei, ma semplicemente un affiancamento di una forma religiosa ulteriore. Il Fato non ha voluto questo.

    Così si è avuto il ridicolo delle imposte o persuasive conversioni (magari verso popoli la cui saggezza era infinitamente superiore e millenaria, come in Cina, in India etc…).i tentativi assurdi di far concepire la divinità in termini impossibili ad essere compresi da chi disponeva di una struttura interiore primitiva e rudimentale (vedi Africa), missionarismi fondati su presupposti assolutamente fasulli e inopportuni i quali fanno si che oggi si siano creati sincretismi folli e spurii come sempre in Africa o in America Latina, dove la religio di massa è un coacervo indistinguibile di elementi tribali e cristiani senza potere né possibilità né efficacia. E ti sfido a darmi dell’apologeta cristiana con queste idee. Ripigliati!

    Ti rispondo infine sul neoplatonismo: esso è occultamente presente ovunque negli esoterismi poiché radicato e richiamante proprio quei principii di fondamento che stanno alla base , alla radice di ogni sapere superiore e anteriori ad ogni specificazione. Si chiama neoplatonismo….ma contiene in sé antichissima sapienza, misteriosofia, fondamenti filosofici occidentali ed orientali, gnosi, mistica, teurgia, magia e quant’altro sia mai stato possibile elaborare in un contesto sapienziale terrestre. Ecco perché i suoi elementi li puoi ritrovare ovunque…ovunque si ricerchi la VERITA’ ESSENZIALE che emerge inaspettata dalle plaghe delle credenze particolari, come il bucaneve sorge inatteso dal gelo invernale, a scombinare le attese e a riaffermare la potenza della natura sottostante, viva e perenne.

    E ora finiamola: ho il sospetto che tu mi stia menando il can per l'aia....Iperboreus....
    ancora new age ?


    Con Agostino d'Ippona è ormai definita la scissura incolmabile fra il dominio metafisico rituale, esoterico-iniziatico, e quello morale sentimentale , exoterico-soteriologico, egli è ormai collocato in una dimensione da cui deriva una prospettiva visuale assai limitata, che nonconsente di intendere la religione metafisico-rituale romana, né la metafisica pura del neoplatonismo, questa radicale limitazione è ben evidente nell'opera che segna una svolta nella storia della Chiesa e dell'umanità, "La Città di Dio"; la esteriorità dell'ecclesia aveva rimosso dal suo interno la gnosi e l'esoterismo ed aveva occultato all'esterno il sole della metafisica classica e della metafisica rituale della religione patria, l'orizzonte religioso dell'umanità seguente si preparava a venir ridotto in ogni modo a tale nuovo orizzonte, per discendere via, via, ancor più giù.
    Dopo l'opera dell'Ipponate, la posizione della Chiesa nei confronti dei Regni della terra è stata definitivamente stabilita, così le basi dello "Ivs Pvblicvm Ecclesiasticvm" ; in esso è presente la persuasione agostiniana che tutti i regni della terra sono "magna latrocinio", che gli stati sono sorti dal , "diabvlo agitante", che il mondo umano è ovunque immerso nel peccato morale, che la Chiesa è l'unica che può redimere gli uomini e i regni terreni, le "realtà mortali", essi devono piegarsi docili alla volontà della Chiesa che li condurrà alla vera Patria e al vero Bene, lontano dalla "idolatria pagana" e da "falsi religioni".

    Agostino aveva già detto: "Cristiano è colui che anche a casa sua, nella sua città, si sente straniero, poiché la nostra patria è lassù. Là non saremo ospiti, mentre quaggiù ciascuno si sente straniero anche in casa propria" (Sermo CXI).

    A questo sermone seguirono quelli fatti a seguitoo del sacco di Roma per orientare le coscienze sgomente per l'accaduto. Il tema e i contenuti sono i medesimi. Già aveva detto Paolo: "Noi non abbiamo qui una città permanente, ma cerchiamo quella futura" (Ep. Ad Ebr. 13-14). Questa città futura è una città da costruire per Agostino, una Civitas invisibileirrealizzata , costituita dai cristiani unificati da una fratellanza spirituale, la Città di Dio, del tutto sconnessa dalla città terrena e distinta da ogni culto nazionale, politico, religioso connesso ad essa. Tale Città divina non trascende ogni forma religiosa definita, ma uniforma e livella tuttoo sul suo solo essere cristiana: "La Città di Dio non si cura delle differenze esistenti fra i rispettivi costumi, leggi e istituzioni" (De Civ. Dei, XIX. XVII), ma, mentre si predica tale dottrina viene imposta la "Città di Dio" secondo le forme, i costumi, le leggi dei cristiani. Tale Città di Dio è ritenuta, come sempre, una città interiore, che prescinde dalla storia, essa è raggiunta dal disinteressarsi totalmente delle cose di questa terra, delle sorti del proprio paese, della propria famiglia. La società terrena è sempre considerata un simulacro pallido della società divina e l'umanità va distinta in due schiere: coloro i quali adorano il vero Dio (i cristiani) e quelli che bramano i beni terreni (i pagani in generale, e gli infedeli). Così esistono due città e due cittadini: quella eterna e quella corruttibile, i cittadini corruttibili abitano la città delle tenebre e gli altri la città celeste: "Sin dall'inizio si dispiegano due città, una di malvagi l'altra di santi. Ora esse sono mescolate nelle persone, non si diversificano negli intenti. Nel giorno no del giudizio saranno separate anche fisicamente. Quelli che amano la superbia, il potere temporale e cercano la gloria nel sottomettere i propri sudditi appartengono a una stessa comunità [quella malvagia che non è la città di Dio e in cui si identifica Roma] e quelli che cercano umilmente la gloria di Dio e non la propria, fanno parte di una comunità diversa [la città di Dio che o propria dei cristiani esclusivamente]" (De Cathechizandis Redibvs, 31). Queste due comunità descritte non coincidono né possono coincidere. L'uomo ha fini terreni connessi al corpo e fini celesti connessi all'anima, la città terrena si occupa dei primi e quella celeste dei secondi, i secondi sono rettamente amministrati dalla Chiesa, che è custode della Pace celeste e della salvezza spirituale. La prima città, quella terrena, presa in se stessa, senza la verità della vera religione (quella cristiana), è regno di Satana, perciò ogni regno che non è cristiano o che era prima del Cristianesimo è di Satana. Questo tipo di regno e di città si sono sviluppati fin dall'origine della e degli angeli e vanno, secondo l'Ipponate, dalla Assiria fino a Roma; il secondo tipo di Regno di Cristo, prefigurato prima nella nazione ebrea e poi più perfettamente nella Chiesa e < nell'Impero Cristiano. Roma è ritenuta fondata sul potere terreno, non nel vero Dio, tutt'al più da demoni .

    "Noi non abbiamo qui una città permanente, ma cerchiamo quella futura"


    perciò ogni regno che non è cristiano o che era prima del Cristianesimo è di Satana. Questo tipo di regno e di città si sono sviluppati fin dall'origine della caduta degli angeli e vanno, secondo l'Ipponate, dalla Assiria fino a Roma; il secondo tipo di regno è il Regno di Cristo, prefigurato prima nella nazione ebrea e poi più perfettamente nella Chiesa e quindi nell'Impero Cristiano. Roma è ritenuta fondata sul potere terreno, non nel vero Dio, tutt'al più su demoni e idoli. La Chiesa ha purificato dal peccato Roma e ne ha assunto le buone cose umane e terrene e vi ha innestato la verità, la trascendenza, la religione del vero Dio e la salvezza.

    È così che in Agostino e con Agostino le cose vengono completamente ribaltate! ! Ogni forma temporale non subordinata o ripresa dalla Chiesa era ritenuta da Agostino ingiusta, così dunque l'Impero Romano. Di fatto la giustizia venne esclusivamente identificata con l'ordine cristiano e con il perseguimento della salvezza dell'anima e la ricerca interiore o temporale della Città Celeste. La Civitas Dei non coincide con la Chiesa visibile, è costituita da una comunità trascendente ed extratemporale di tutte le anime sante che hanno attuato la salvezza, ossia la visione beatifica di Dio, la Fax Coelestis, essa coincide con la Ecclesia Trivmphans, distinta dall'empirica Ecclesia Militans; la Fax Coelestis e la Civitas Dei possono essere realizzate solo posi mortem, se sarà portata a termine la purificazione da questo mondo e dalla città terrena, attraverso la vita in questo mondo, fuggendo da questo mondo. Per Agostino, il cittadino cristiano è colui il quale non vive nella città terrena, ma dalla città terrena tende sempre alla celeste, attraverso lo spogliamento da tutti i valori, i vincoli, le identità nazionali, politiche e civili e altresì i vincoli religiosi particolari connessi a quelle identità, il cittadino cristiano rinnega altresì se stesso per attuare la Fax Coelestis e la salvezza.
    Perciò Roma e le sue forme, strettamente connesse a tali cose, dovevano essere cancellate per sempre, perché inique e perché espressione della città terrestre malvagia, basata sulla forza e sull'acquisizione, la Città divina cristiana di pace e di salute è invece il nuovo obiettivo.

    Ogni più radicale incomprensione sulla natura, le forme, lo statuto di Roma sono presenti nel punico Agostino, ogni singolare avversione pure. Così, ne scaturirono una inversione e una sovversione complete di ogni legittimo ordine di cose, (fas-ius-mos) costituendosi tale posizione persino in una dottrina sistematica, teologica-politica, da cui si svilupparono ogni genere di iniquità dal Medioevo fino ad oggi, diffondendo le più profonde distorsioni sulla vera origine-natura e funzione di Roma e dell'Italia, deviando completamente ogni persona che ad essa, ancora oggi, si rivolge, oscurando e rendendo assai difficile un'adeguata conoscenza e connessione ad essa. Tale opera agostiniana è il più radicale attacco che sia stato portato alla tradizione patria,(e delle patrie di tutti gli uomini n.d.r.)

    essa ha prodotto il conseguente occultamento e l'avversione che ne sono derivati in coloro che hanno seguito le suggestioni dell'Ipponate. Tutto è stato capovolto letteralmente, la realtà cui ogni Romano-Italiano autentico si deve rettamente riferire fu pressoché completamente sviata, una ardua opera da parte dei continuatori della Tradizione Patria e del Mistero Divino di Impero è stata preservata in mezzo a molteplici avversità, riemergendo decisamente già nel Medioevo e più estesamente nel Rinascimento, per liberare la luce della divina Madre, da queste cupe ombre. Tale opera è continuata fino ad oggi, ed è accessibile ai sinceri devoti di Roma-Italia.

    di I.m.a Viola

    articolo parzialmente tratto dalla rivista saturnia regna
    furono i riti italici ad entrare in grecia, e non viceversa.

    Platone, "libro delle leggi"

  11. #11
    Papessa
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    Predefinito Rif: PERENNIALISMO O SEMPLICE TRASFORMISMO ?

    Citazione Originariamente Scritto da acchiappaignoranti Visualizza Messaggio
    ancora new age ?


    Con Agostino d'Ippona è ormai definita la scissura incolmabile fra il dominio metafisico rituale, esoterico-iniziatico, e quello morale sentimentale , exoterico-soteriologico, egli è ormai collocato in una dimensione da cui deriva una prospettiva visuale assai limitata, che nonconsente di intendere la religione metafisico-rituale romana, né la metafisica pura del neoplatonismo, questa radicale limitazione è ben evidente nell'opera che segna una svolta nella storia della Chiesa e dell'umanità, "La Città di Dio"; la esteriorità dell'ecclesia aveva rimosso dal suo interno la gnosi e l'esoterismo ed aveva occultato all'esterno il sole della metafisica classica e della metafisica rituale della religione patria, l'orizzonte religioso dell'umanità seguente si preparava a venir ridotto in ogni modo a tale nuovo orizzonte, per discendere via, via, ancor più giù.
    Dopo l'opera dell'Ipponate, la posizione della Chiesa nei confronti dei Regni della terra è stata definitivamente stabilita, così le basi dello "Ivs Pvblicvm Ecclesiasticvm" ; in esso è presente la persuasione agostiniana che tutti i regni della terra sono "magna latrocinio", che gli stati sono sorti dal , "diabvlo agitante", che il mondo umano è ovunque immerso nel peccato morale, che la Chiesa è l'unica che può redimere gli uomini e i regni terreni, le "realtà mortali", essi devono piegarsi docili alla volontà della Chiesa che li condurrà alla vera Patria e al vero Bene, lontano dalla "idolatria pagana" e da "falsi religioni".

    Agostino aveva già detto: "Cristiano è colui che anche a casa sua, nella sua città, si sente straniero, poiché la nostra patria è lassù. Là non saremo ospiti, mentre quaggiù ciascuno si sente straniero anche in casa propria" (Sermo CXI).

    A questo sermone seguirono quelli fatti a seguitoo del sacco di Roma per orientare le coscienze sgomente per l'accaduto. Il tema e i contenuti sono i medesimi. Già aveva detto Paolo: "Noi non abbiamo qui una città permanente, ma cerchiamo quella futura" (Ep. Ad Ebr. 13-14). Questa città futura è una città da costruire per Agostino, una Civitas invisibileirrealizzata , costituita dai cristiani unificati da una fratellanza spirituale, la Città di Dio, del tutto sconnessa dalla città terrena e distinta da ogni culto nazionale, politico, religioso connesso ad essa. Tale Città divina non trascende ogni forma religiosa definita, ma uniforma e livella tuttoo sul suo solo essere cristiana: "La Città di Dio non si cura delle differenze esistenti fra i rispettivi costumi, leggi e istituzioni" (De Civ. Dei, XIX. XVII), ma, mentre si predica tale dottrina viene imposta la "Città di Dio" secondo le forme, i costumi, le leggi dei cristiani. Tale Città di Dio è ritenuta, come sempre, una città interiore, che prescinde dalla storia, essa è raggiunta dal disinteressarsi totalmente delle cose di questa terra, delle sorti del proprio paese, della propria famiglia. La società terrena è sempre considerata un simulacro pallido della società divina e l'umanità va distinta in due schiere: coloro i quali adorano il vero Dio (i cristiani) e quelli che bramano i beni terreni (i pagani in generale, e gli infedeli). Così esistono due città e due cittadini: quella eterna e quella corruttibile, i cittadini corruttibili abitano la città delle tenebre e gli altri la città celeste: "Sin dall'inizio si dispiegano due città, una di malvagi l'altra di santi. Ora esse sono mescolate nelle persone, non si diversificano negli intenti. Nel giorno no del giudizio saranno separate anche fisicamente. Quelli che amano la superbia, il potere temporale e cercano la gloria nel sottomettere i propri sudditi appartengono a una stessa comunità [quella malvagia che non è la città di Dio e in cui si identifica Roma] e quelli che cercano umilmente la gloria di Dio e non la propria, fanno parte di una comunità diversa [la città di Dio che o propria dei cristiani esclusivamente]" (De Cathechizandis Redibvs, 31). Queste due comunità descritte non coincidono né possono coincidere. L'uomo ha fini terreni connessi al corpo e fini celesti connessi all'anima, la città terrena si occupa dei primi e quella celeste dei secondi, i secondi sono rettamente amministrati dalla Chiesa, che è custode della Pace celeste e della salvezza spirituale. La prima città, quella terrena, presa in se stessa, senza la verità della vera religione (quella cristiana), è regno di Satana, perciò ogni regno che non è cristiano o che era prima del Cristianesimo è di Satana. Questo tipo di regno e di città si sono sviluppati fin dall'origine della e degli angeli e vanno, secondo l'Ipponate, dalla Assiria fino a Roma; il secondo tipo di Regno di Cristo, prefigurato prima nella nazione ebrea e poi più perfettamente nella Chiesa e < nell'Impero Cristiano. Roma è ritenuta fondata sul potere terreno, non nel vero Dio, tutt'al più da demoni .

    "Noi non abbiamo qui una città permanente, ma cerchiamo quella futura"


    perciò ogni regno che non è cristiano o che era prima del Cristianesimo è di Satana. Questo tipo di regno e di città si sono sviluppati fin dall'origine della caduta degli angeli e vanno, secondo l'Ipponate, dalla Assiria fino a Roma; il secondo tipo di regno è il Regno di Cristo, prefigurato prima nella nazione ebrea e poi più perfettamente nella Chiesa e quindi nell'Impero Cristiano. Roma è ritenuta fondata sul potere terreno, non nel vero Dio, tutt'al più su demoni e idoli. La Chiesa ha purificato dal peccato Roma e ne ha assunto le buone cose umane e terrene e vi ha innestato la verità, la trascendenza, la religione del vero Dio e la salvezza.

    È così che in Agostino e con Agostino le cose vengono completamente ribaltate! ! Ogni forma temporale non subordinata o ripresa dalla Chiesa era ritenuta da Agostino ingiusta, così dunque l'Impero Romano. Di fatto la giustizia venne esclusivamente identificata con l'ordine cristiano e con il perseguimento della salvezza dell'anima e la ricerca interiore o temporale della Città Celeste. La Civitas Dei non coincide con la Chiesa visibile, è costituita da una comunità trascendente ed extratemporale di tutte le anime sante che hanno attuato la salvezza, ossia la visione beatifica di Dio, la Fax Coelestis, essa coincide con la Ecclesia Trivmphans, distinta dall'empirica Ecclesia Militans; la Fax Coelestis e la Civitas Dei possono essere realizzate solo posi mortem, se sarà portata a termine la purificazione da questo mondo e dalla città terrena, attraverso la vita in questo mondo, fuggendo da questo mondo. Per Agostino, il cittadino cristiano è colui il quale non vive nella città terrena, ma dalla città terrena tende sempre alla celeste, attraverso lo spogliamento da tutti i valori, i vincoli, le identità nazionali, politiche e civili e altresì i vincoli religiosi particolari connessi a quelle identità, il cittadino cristiano rinnega altresì se stesso per attuare la Fax Coelestis e la salvezza.
    Perciò Roma e le sue forme, strettamente connesse a tali cose, dovevano essere cancellate per sempre, perché inique e perché espressione della città terrestre malvagia, basata sulla forza e sull'acquisizione, la Città divina cristiana di pace e di salute è invece il nuovo obiettivo.

    Ogni più radicale incomprensione sulla natura, le forme, lo statuto di Roma sono presenti nel punico Agostino, ogni singolare avversione pure. Così, ne scaturirono una inversione e una sovversione complete di ogni legittimo ordine di cose, (fas-ius-mos) costituendosi tale posizione persino in una dottrina sistematica, teologica-politica, da cui si svilupparono ogni genere di iniquità dal Medioevo fino ad oggi, diffondendo le più profonde distorsioni sulla vera origine-natura e funzione di Roma e dell'Italia, deviando completamente ogni persona che ad essa, ancora oggi, si rivolge, oscurando e rendendo assai difficile un'adeguata conoscenza e connessione ad essa. Tale opera agostiniana è il più radicale attacco che sia stato portato alla tradizione patria,(e delle patrie di tutti gli uomini n.d.r.)

    essa ha prodotto il conseguente occultamento e l'avversione che ne sono derivati in coloro che hanno seguito le suggestioni dell'Ipponate. Tutto è stato capovolto letteralmente, la realtà cui ogni Romano-Italiano autentico si deve rettamente riferire fu pressoché completamente sviata, una ardua opera da parte dei continuatori della Tradizione Patria e del Mistero Divino di Impero è stata preservata in mezzo a molteplici avversità, riemergendo decisamente già nel Medioevo e più estesamente nel Rinascimento, per liberare la luce della divina Madre, da queste cupe ombre. Tale opera è continuata fino ad oggi, ed è accessibile ai sinceri devoti di Roma-Italia.

    di I.m.a Viola

    articolo parzialmente tratto dalla rivista saturnia regna
    E allora? Cosa vorresti dimostrare con questo?

    Guarda che Agostino mi è sempre stato cordialmente sui cosiddetti....non provo alcuna stima per chi passa repentinamente da una vita dissoluta al fanatismo bigotto delle parti opposte. E' un pessimo segno. :giagia:

    Per cui non so dove tu voglia arrivare. Se non sei in grado di capire cosa intendo quando apparento le diverse forme religiose in nome di principii metafisici e perciò superiori ed anteriori ad ogni falsa strutturazione....beh, non posso farci nulla.
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  12. #12
    Clandestino
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    Predefinito Rif: PERENNIALISMO O SEMPLICE TRASFORMISMO ?

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    E allora? Cosa vorresti dimostrare con questo?

    Guarda che Agostino mi è sempre stato cordialmente sui cosiddetti....non provo alcuna stima per chi passa repentinamente da una vita dissoluta al fanatismo bigotto delle parti opposte. E' un pessimo segno. :giagia:

    Per cui non so dove tu voglia arrivare. Se non sei in grado di capire cosa intendo quando apparento le diverse forme religiose in nome di principii metafisici e perciò superiori ed anteriori ad ogni falsa strutturazione....beh, non posso farci nulla.
    Agostino è parte integrante di una diversità di principio, tradotto in soldoni
    qualcosa di enormemente"differente" da ciò che era prima. ed una visione diversa del mondo e dell'uomo.
    di grazia cosa dovrei intendere ? i tuoi alambicchi mentali figli di uno psichismo totalmente moderno, o ciò che non sei in grado di argomentare? cosa è per te il genius populi romani ? o la nazione romulea ?
    pensi che siano ereditarie e si trasmettano per vie sottili solamente le malattie genetiche ? ti devo spiegare la fenomenologia pura, o la neurolinguistica e la sua profilassi ?
    Ultima modifica di acchiappaignoranti; 16-10-10 alle 17:10
    furono i riti italici ad entrare in grecia, e non viceversa.

    Platone, "libro delle leggi"

 

 
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