Cera una volta un paese dalla classe politica fatta di ladri, corrotti e collusi con la mafia. Un giorno arrivarono un pool di magistrati che ne misero tantissimi in galera. Per la vergogma qualcuno si uccise in carcere, altri, per non essere presi, scapparono e andarono a morire in esilio. Coloro che erano riusciti a scampare alla mattanza si unirono in coro nel seguire il moto popolare a favore della magistratura, si vergognarono dei loro colleghi mentre quelli venivano condannati e a testa bassa andavano in carcere.
Ma proprio quando tutto sembrava perduto, arrivò un paladino di quelle povere vittime innocenti della cospirazione bolscevica, Silvio Berlusconi, colui che mai ebbe rapporti con la mafia, che fece le sue fortune in modo chiaro e limpido, che mai entrò in associazioni sovversive, colui che ha sempre risposto con fermezza e con prove documentali colpo su colpo alle accuse dei magistrati.
Quel mondo marcio trovato da Berlusconi aveva una sola cosa ancora di buono: la speranza che ogni tanto un pool di magistrati era in grado di arrestare qualcuno, e la consuetudine di essere solidali con la magistratura (almeno di facciata) e di condannare moralmente coloro che si erano macchiati di reati. Ma a berlusconi stava sullo stomaco anche questo barlume di semidignità che la politica italiana si portava dietro. Ed iniziò un'opera di bonfica, sia laddove c'erano regole ferree che dove non ce n'erano.
Dove esistevano regole:Il falso in bilancio? depenalizzato. I documenti-prova dall'estero? resi invalidi. l'abusivismo edilizio? condonato. I carcerati? indultati. L'evasione fiscale? un dovere morale "nel cuore di ogni uomo". La guardia di finanza? degna di uno stato di polizia. La magistratura? geneticamente diversa dal resto della razza umana. Il corrotto e latitante craxi? una vittima. I condannati in primo grado? Appello riservato a loro. Gli ordini dell'antitrust? prorogati. La par condicio? illiberale. Le penalità per le squadre di Serie A coinvolte in calciopoli? ingiuste. La condanna di previti? politica. Le sentenze della corte costituzionale? Politiche. La condanna di agenti del SISMI che hanno rapito e consegnato alla CIA senza prove nè processo un imam di milano? antiamericanismo. Idem con patate le accuse per la guerra in iraq e le armi di distruzione. La chiusura degli stadi dopo catania? Assurda. Non fare comizi al seggio elettorale? impensabile. La corruzione di magistrati? un merito da premio. La sconfitta alle elezioni? brogli.
Dove non esistevano delle regole, tutto era retto da consuetudini. mancavano delle regole perchè si credeva che nessuno sarebbe mai riuscito ad arrivare a scalfirle. E così, nessuno ha fatto una legge sul conflitto di interessi: tutti pensavano che non fosse necessaria. Da oggi abbiamo bisogno di una legge. Nessuno pensava ad una legge elettoare fatta "apposta per essere una porcata" e così non avrebbe creato problemi alla democrazia l'esistenza di senatori a vita. Oggi abbiamo bisogno di una legge che regolamenti la loro esistenza in maniera diversa. Stessa cosa per il quorum referendario. E per il quorum in senato come alla camera. Così come avermo bisogno di una nuova legge che regolamenti l'immunità parlamentare, le corna nelle foto di rito, le bandane, l'insulto all'elettorato avversario, eccetera eccetera. Insomma anche quando Berlusconi sarà scomparso dallo scenario politicoo resteranno per decenni i suoi segni, in quelle leggi che ci ricorderanno che non dobbiamo mai essere troppo sicuri della dignità degli italiani e dei loro politici neppure sulle minuzie. Resterannoo i segni di berlusconi ovunque prima ci fosse un piccolo vuoto, una piccola leziosità, un piccolo allentamento fra le cinghie delle garanzie costituzionali. Come Bin Laden lascerà per secoli i propri segni ad ogni chek-in e ad ogni dogana degli aeroporti di tutto il mondo, Come un vaccino contro il quale le difese immunitarie hanno l'unico modo per scongiurare il ritorno del virus di restare per sempre in quel corpo a far la guardia. I segni della nostra vergogna, le nostre cicatrici, rimarranno anche e sopratutto in quelle che sono state le contromisure per espellerlo, che testimonieranno per sempre al mondo: qui visse berlusconi. Qui diventò presidente del consiglio.ò Qui fu presidente di turno dell'Unione europea.




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