05/03/2007 - Circa 600 mila euro a disposizione delle scuole pratesi, per l'inserimento dei bambini stranieri nei percorsi didattici.

E' quanto stabilito dal protocollo fra ministero alla Pubblica istruzione, Regione, Provincia, Comuni pratesi e le scuole sottoscritto nel primo pomeriggio di oggi a Firenze. L'accordo prevede la realizzazione di un progetto per rispondere al problema degli arrivi in corso d'anno degli alunni stranieri per effetto dei ricongiungimenti familiari o dei flussi migratori. Per conto del ministero Prato fara' da banco di prova per la creazione di una rete provinciale tra scuole. La firma del protocollo sancisce l'avvio di procedure, a partire del prossimo anno scolastico, per la realizzazione delle cosiddette buone pratiche di accoglienza e per l'integrazione degli alunni stranieri e dell'educazione interculturale. La firma del protocollo e' il risultato di un lungo lavoro, che ha visto protagonisti i dirigenti scolastici e le istituzioni pratesi, preoccupate per un fenomeno molto consistente e di difficile soluzione a livello dei singoli istituti scolastici: l'arrivo, a meta' anno, di un numero elevato di bambini stranieri, a cui e' difficile trovare un posto nelle aule e il permanere, in percentuali elevate, della barriera linguistica, vero ostacolo all'inserimento nei percorsi formativi. Le parole chiave sono infatti interculturalita' e rete. Spiega l'assessore alle Politiche scolastiche del Comune di Prato Giuseppe Gregori: «A meta' anno e' complicato inserire i bambini. Lo e' per le scuole, che possono non avere le disponibilita', lo e' per le istituzioni nell'assicurare i mezzi necessari. Inoltre molti bambini stranieri - e il problema va al di la' degli arrivi in corso d'anno - non conoscono l'italiano. Lo scopo e' evitare la costituzione di classi monoetniche e di predisporre corsi, e quindi itinerari privilegiati, per l'apprendiento della nostra lingua». Per questo occorre costruire una rete fra le scuole: la rete comportera' che se nella scuola di riferimento, in base allo stradario e alla residenza, non c'e' posto, il bambino trovera' un banco nell'istituto piu' vicino che ha disponibilita', tramite un principio di sussidiarieta'. In piu', dato che non basta trovare un posto in classe e che spesso i ragazzi stranieri hanno problemi a comprendere l'ital! iano, base per l'apprendimento delle materie, la rete scolastica provvedera' a fare uno screening delle lacune dello studente e lo inserira' in un percorso formativo con laboratori per apprendere la nostra lingua. Il progetto prevede inoltre anche la formazione del personale scolastico per la didattica interculturale e interventi di sostegno alle famiglie. L'obiettivo e' superare l'emergenza e costruire interventi strutturali che diano una risposta alle questioni legate al forte flusso migratorio: in tutta la provincia gli alunni stranieri dalla scuola dell'infanzia alle superiori sono 4.058, cioe' oltre il 14% dell'intera popolazione scolastica. Di questi 3.405 sono concentrati nelle scuole del Comune di Prato, cioe' il 12,99%, con un tasso d'incremento dal 2005/2006 al 2006/2007 del 17,16%. Per la maggior parte frequentano le scuole elemantari e medie e quasi la meta' (43,32%) e' cinese. Seguono albanesi (24,24%), marocchini (8,57%) romeni (4,6%), pachistani (3,92%) e tunisini (0,91%). Nella scuola dell'infanzia non sa l'italiano il 15,31%, nella primaria (elementare) il 14,40%, nella secondaria di I grado (medie) si sale al 16,62% e alle superiori si scende al 2,28%.