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    Predefinito Il problema del giorno dopo.

    di Eleonora Barbieri

    «Il lunedì siamo da capo».
    Così Delio Donzel, assessore all’ambiente di Aosta, boccia il blocco del traffico al Nord: «Un giorno solo è inutile».
    E lo assicura uno che ha trasformato la sua città da pecora nera a modello virtuoso nella lotta all’inquinamento da smog.
    Tanto che la Commissione europea ha archiviato la procedura di infrazione per il superamento troppo frequente del limite di Pm10.

    Ma Aosta era così inquinata?
    «Cinque anni fa abbiamo superato il limite più di 70 volte. L’anno scorso solo 9 volte in centro e 19 nell’area industriale. Quest’anno è successo solo due volte, in mesi critici».

    E come ci siete riusciti?
    «Non esiste una soluzione unica, ma una serie di interventi su tre fattori: industrie, traffico e riscaldamento».

    Per quanto riguarda le industrie?
    «Lo stabilimento Cogne acciai speciali si trova in linea d’aria a 400 metri dal centro città. Sono stati introdotti nuovi sistemi di abbattimento fumi ed è aumentato il trasporto merci su rotaia».

    E il traffico?
    «In città c’è una percentuale altissima di veicoli Euro 3 ed Euro 4. La Regione ha dato incentivi per rottamare gli Euro zero e questo ha favorito il cambio del parco auto».

    Nessun blocco?
    «Da ottobre 2005 a marzo 2006 abbiamo imposto le targhe alterne.
    È stato fondamentale per modificare la mentalità dei cittadini: lasciare l’auto nei parcheggi esterni è diventata un’abitudine».

    È stato l’unico caso?
    «Non abbiamo più ripetuto le targhe alterne.
    Rimane il divieto di circolazione in centro per gli Euro zero, da novembre a fine marzo. E sono state aumentate le zone blu, per avere parcheggi liberi e non congestionare il traffico».

    Però avete potenziato i mezzi pubblici?
    «La flotta è stata tutta trasformata a metano.
    Abbiamo introdotto un sistema di bus a chiamata per le zone poco frequentate, per ridurre i viaggi inutili. E poi ci sono le biciclette comunali».
    Ridurre il traffico è stato utile?

    «Certo. È stato importante soprattutto per la mentalità.
    Ma ha dato risultati perché sommato alle altre iniziative.
    Per esempio abbiamo trasformato a metano il riscaldamento di tutti gli stabili comunali».

    Operazione costosa?
    «Non troppo. Comunque avremmo dovuto riammodernare gli impianti. Ed è giusto che il Comune dia il buon esempio. In ogni caso non ci fermiamo».

    Che volete fare ancora?
    «A breve partiremo con la distribuzione di merci nel centro storico effettuata solo con mezzi a metano o ecologici».

    Come funzionerà?
    «Sorgerà un magazzino esterno alla città, dove i corrieri potranno scaricare i prodotti, che arriveranno in centro a bordo di mezzi ecologici».

    Chi può circolare in centro?
    «Ora è chiuso agli Euro zero, con deroghe per i residenti o per alcuni lavoratori. Ma si tratta di una percentuale bassa di veicoli: grazie agli incentivi ne sono rimasti pochi».

    Altri progetti?
    «Una rete di teleriscaldamento per tutta la città, che abbatterà definitivamente l’inquinamento da polveri sottili. Si partirà nella zona est, grazie a una società privata, in coordinamento con il Comune. Così la situazione migliorerà ancora».

    A che cosa non rinuncerebbe nella ricetta antismog?
    «Alla metanizzazione dei mezzi pubblici».

    E che cosa pensa del blocco del traffico di domenica?
    «Capisco che per le grandi città sia più difficile, ma bisogna pensare a soluzioni sul lungo periodo. E non limitarsi a dire: blocco il Nord per un giorno.
    Perché il giorno dopo ci si ritrova da capo».

    È inutile quindi?
    «A Milano e Torino servirebbero mesi di targhe alterne, da ottobre a marzo.
    O almeno il blocco totale per gli Euro zero. Un provvedimento così è inutile».

    sul IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo 20 02 2010

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il problema del giorno dopo.

    La Domenica degli ecocretimi!

    di Massimo de'Manzoni

    E così, ce l’hanno fatta: domenica 28 febbraio automobili ferme in tutta la pianura padana. Lo hanno deciso un centinaio di sindaci i quali, per l’effetto scacchiera, praticamente sequestreranno anche i comuni limitrofi, paralizzando l’intero Nord Italia: Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna.
    Chissà perché, si sono gioiosamente unite anche Firenze e Napoli.
    Squilli di tromba e rulli di tamburo: evviva evviva, come siamo bravi, come siamo ecologici, come siamo politicamente corretti. E come siamo fessi.

    Lo sanno anche i sassi che è inutile.
    E non è una frase fatta.
    Ecco l’ispirata dichiarazione del sindaco di Firenze Matteo Renzi, il futuro del Pd (sempre che il Pd abbia un futuro):

    «Anche noi stiamo pensando di bloccare per un giorno il traffico, anche se sono convinto che concretamente non serva a nulla».

    Ecco, appunto: non ha alcuna efficacia, quindi lo facciamo. Se non è stupidità questa... E autolesionismo, pure. Gite nelle città d’arte annullate, stazioni sciistiche deserte, ristoranti vuoti. Un bel danno economico. Tutto per niente. Decenni di domeniche a piedi lo hanno dimostrato: le polveri sottili scendono appena appena, poi, lunedì mattina, rieccole lì più vispe che mai. Salvo scomparire misteriosamente con la primavera. Toh, vuoi vedere che c’è una relazione con gli impianti di riscaldamento? Naturale che c’è. Perciò, fermiamo le auto. Geniale. Che poi, il problema non sono le polveri, ma il polverone.

    Li si può persino capire i nostri sindaci, stretti tra gli assurdi limiti imposti dalla Ue e una magistratura che, non avendo di meglio da fare - stanti gli appena 9 milioni di processi arretrati - ha già gli avvisi di garanzia pronti per chi sfora. La vita media aumenta, la salute migliora, l’aria delle nostre città è indubitabilmente più salubre di vent’anni fa e altrettanto sicuramente meno pura di quanto sarà tra vent’anni. Prima respiravamo blocchi di catrame, ma nessuno si sognava di misurarli.

    Oggi prendono le generalità ai micron e poi stilano improbabili referti di morte. «Venti decessi al giorno in Italia per colpa dello smog», ha sparacchiato ieri il presidente del «Sole che ride». Attendibilità dei numeri? Incerta assai. I Verdi sono quei signori i quali trent’anni fa ci raccontavano che la Terra stava andando incontro a una nuova era glaciale (per colpa dell’uomo, ça va sans dire) e che oggi pontificano sul riscaldamento globale, sempre provocato da noi bipedi criminali. E non solo si contraddicono, ma lo fanno manipolando i dati, come provano i recenti scandali che hanno colpito l’Ipcc, dalle cui labbra pendono i governi per stipulare i vari trattati sul clima.

    I principali responsabili di questa organizzazione sono stati sorpresi a raccontarci balle spaziali sullo scioglimento dei ghiacciai, nel mentre che occupavano posti profumatamente pagati in società che sul terrorismo ambientale stanno costruendo fortune da capogiro. Insomma, magari tra dieci anni scopriremo che anche sulle polveri sottili ci hanno preso per i fondelli.

    Intanto, però, tutti a piedi. E mano al portafogli. Già, perché lo stop al traffico non basta. Ieri i nostri sindaci hanno avuto anche un’altra brillante idea: «ritoccare i pedaggi di autostrade e tangenziali per reperire risorse da investire nella lotta all’inquinamento». Tradotto: un’altra tassa. Proposta: e se impedissimo per legge gli incontri tra più di due sindaci?

 

 

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