Solomon Morel
Salomon (anche Solomon o Shlomo) Morel (nato il 15 novembre 1919 a Grabowo, in Polonia) era un membro dello Stato di Sicurezza Comunista, conosciuto in Polonia come Urz#261;d Bezpiecze#324;stwa, e il comandante nell'era Staliniana del campo di lavoro di Zgoda a #346;wi#281;toch#322;owice, in Polonia. Ufficialmente, le persone prigioniere del campo erano prigionieri politici e tedeschi, ma la maggior parte di essi erano civili - tedeschi e polacchi, incluse donne e bambini. Morirono 1.695 persone durante una epidemia di tifo, su 6.000 reclusi. Morel è stato accusato di aver causato queste morti deliberatamente riducendo le razioni di cibo, torturando e maltrattando i prigionieri ed evitando di applicare molte norme sanitarie.
Nel 1992 scappò in Israele dopo che i media polacchi avevano iniziato a rendere pubblico il caso. Rifiutò di ritornare in Polonia, dove è accusato di crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Israele ha ignorato le ripetute richieste polacche di estradizione, l'ultima delle quali nel luglio 2005.
Durante la guerra
Morel era figlio di un panettiere. Quando il bilancio familiare iniziò a impoverirsi, si trasferì con la zia a #321;ód#378;, dove lavorò come venditore. Dopo l'inizio della guerra tornò a vivere coi genitori. Si nascose con la sua famiglia quando scoppiò la guerra per evitare di essere deportato nel ghetto. Durante la guerra, Morel e la sua famiglia furono nascosti da Józef Tkaczyk. Nel 1983 Józef Tkaczyk fu designato come uno dei Giusti della Nazione da Yad Vashem per aver salvato la vita di Morel. A quel punto, secondo l'Istituto di Memoria Nazionale Polacco lui e il fratello organizzarono una banda criminale e si diedero alla rapina. La loro attività criminale finì quando, durante una delle rapine, furono catturati da membri dell'Esercito Popolare Polacco comunista. Secondo l'Istituto di Memoria Nazionale, per evitare la punizione, Morel diede tutta la colpa al fratello e si unì ai partigiani comunisti, per i quali lavorò come guida nelle foreste. Il documento di Israele col quale fu rifiutata l'estradizione affermava che Morel si era unito all'Armata Rossa nel 1942 e viveva nelle foreste quando i suoi genitori, la cognata e il fratello furono uccisi da funzionari della Polizia Polacca. L'anno successivo, il fratello fu ucciso da un estremista polacco. Secondo molte fonti, Morel era in quel momento internato ad Auschwitz, e più di trenta tra i suoi parenti furono uccisi nell'Olocausto.
Il campo di Zgoda
Il Campo di lavoro di Zgoda fu istituito dai Servizi Segreti Sovietici (NKVD), precursore del KGB, dopo la liberazione della Polonia meridionale da parte dell'Armata Rossa. Il campo fu poi assegnato al servizio segreto comunista polacco, il noto Urz#261;d Bezpiecze#324;stwa (UB). Il 15 marzo 1945 Morel diventò un capo del campo. Secondo Jonathan Sack: "Durante la prima notte a Swietochlowice, quando il primo contingente di tedeschi arrivò circa alle 10 di sera, lui andò in una delle baracche e disse ai prigionieri: 'Mi chiamo Morel, sono un ebreo. Mia madre, mio padre, la mia famiglia penso siano tutti morti e ho giurato che se ne fossi uscito vivo, mi sarei rifatto su voi nazisti. E ora pagherete per quello che avete fatto'".
Le ricerche hanno mostrato che 1.695 prigionieri sono morti a causa di epidemie di dissenteria, tifo e febbri, che sono state causate dalla fame e dalle cattive situazioni igieniche del campo, e che Morel non si preoccupò di evitare lo scoppio di queste epidemie, anzi, le favorì. Morel è stato accusato di aver creato condizioni di vita insopportabili, torture e abusi psicologici, che condussero i prigionieri all'annichilimento. Nel 1945 i superiori di Salomon Morel del Ministero di Pubblica sicurezza ammisero le sue responsabilità per il diffondersi delle epidemie lo punirono mettendolo agli arresti domiciliari per tre giorni.
Morel ha voluto vendicare la sua famiglia...
Controversie sull'estradizione
Nel 1998 fu rifiutata da Israele una richiesta di estradizione per Morel. La risposta inviata al Ministero della Giustizia polacco diceva che Israele non avrebbe preso in considerazione l'estradizione perché il crimine era caduto in proscrizione. Nell'aprile 2004 la Polonia richiese un'altra volta l'estradizione con prove schiaccianti, conprobanti i crimini contro l'umanità. Nel luglio 2005 questa richiesta fu ancora una volta formalmente rifiutata. Il responso rigettò le accuse bollandole come false, e comunque i reati erano caduti in proscrizione e Morel era in cattive condizioni di salute.


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