C'erano tutti o quasi alla Borsa internazionale del turismo di Milano. C'era il governatore Raffaele Lombardo, c'erano quattro assessori regionali, tre presidenti di provincia, numerosi sindaci e tanti dipendenti dell'amministrazione dell'Isola. Tutti insieme per raccontare quant'è bella una vacanza in Sicilia. Gli argomenti saranno stati sicuramente convincenti, il problema è capire chi è stato convinto. Perché ad ascoltarli non c'era nessuno che potesse avere il benché minimo interesse per il turismo dell'Isola.

«Non abbiamo visto tour operator né albergatori - ammette Salvino Caputo, presidente della commissione Attività produttive dell'Ars - Siamo andati tutti a Milano per raccontare a noi stessi come abbiamo intenzione di promuovere le nostre bellezze artistiche e ambientali. A conti fatti potevamo vederci a Palermo», e risparmiare un milione di euro. Perché questa sarebbe la cifra spesa per la sortita meneghina della spedizione siciliana composta da circa un centinaio di persone.

In verità è stato il governatore Raffaele Lombardo ad ammettere per primo che «la redditività di questo investimento è prossima allo zero» e che «ormai la gente si raggiunge con Internet ed è attraverso questo strumento che bisogna promuovere il turismo». Alla Bit c'erano gli assessori regionali Giovambattista Bufardeci (Agricoltura), Gaetano Armao (Beni culturali), Massimo Russo (Sanità) che fa sapere di essersi fermato a Milano per due ore e di essere costato i 90 euro del biglietto aereo. C'era naturalmente l'assessore al Turismo Nino Strano che da settimane polemizza con Lombardo e che dopo la stoccata del governatore ribatte: «Il presidente Lombardo ha ragione: forse alla Bit vi sono sprechi, ma non nello stand della Sicilia, piuttosto nella dispersione di tanti piccoli stand di enti locali isolani, che pure sono finanziati dalla Regione. Noi abbiamo tentato un coordinamento, convocando una riunione preparatoria, alla quale si sono presentati in pochissimi. La razionalizzazione, auspicata da Lombardo, è necessaria ma il nostro prodotto ha funzionato».


Strano non convince il deputato regionale del Pdl, Marco Falcone, che sul caso annuncia un'interrogazione all'Ars. Falcone vuol sapere soprattutto «di quante persone era composta la "comitiva" della Regione, a quale titolo erano presenti i partecipanti» e soprattutto «se risponde al vero che la spesa sostenuta dalle casse regionali si è aggirata intorno a un milione di euro». Della risposta a Falcone si è incaricato il deputato regionale dell'Mpa Nicola D'Agostino: «Sono certo - dice - che l'assessore al Turismo non avrà alcuna difficoltà a fornire i dati della gara pubblica per la realizzazione del suo stand, così come sono certo che altrettanto faranno tutte le amministrazioni e gli enti siciliani presenti alla Bit, primi fra tutti quelli più vicini all'integerrimo onorevole Falcone».

Fra i massimi rappresentanti degli enti che non hanno mancato l'appuntamento c'erano, tra gli altri, i presidenti delle province di Palermo (Giovanni Avanti), Trapani (Girolamo Turano) e Ragusa (Francesco Antoci), il sindaco di Monreale (Filippo Di Matteo) e di Isola delle Femmine (Gaspare Portobello). In elenco anche assessori municipali e tanti dipendenti della Regione saliti a Milano per dare il loro contributo alla diffusione del turismo siciliano.

Politici siciliani in massa alla Bit di Milano "Ma non abbiamo visto alcun tour operator" | Palermo la Repubblica.it