Sardegna: il furore fiscale di Soru
Dalla “tassa sul lusso” alle tasse per tutti, senza distinzione. Nel Regno di Sardegna del governatore Soru diventa un lusso, anche per i sardi emigrati e non più residenti, la proprietà della casa di famiglia. Mentre tutti i “non residenti” pagheranno una tassa di soggiorno giornaliera, ovunque alloggino: un posto-letto vale come un posto-tenda, un albergo come un ostello o un camping, un agriturismo come una “seconda casa”.
Soru, ormai posseduto da un furore fiscale che non ha eguali, ha consegnato la scorsa notte al Consiglio regionale la sua Finanziaria 2007, centosei pagine con cifre e tabelle.
Sono state confermate le “tasse sul lusso” per chi approdi in barca o arrivi con un aereo privato sull’isola. Al pari dell’imposta sulle “seconde case”, i cui proprietari dovranno sborsare dai 12 ai 16 euro a metro quadro. Punizione ulteriore per chi gode della vista mare, con una maggiorazione del venti per cento.
Pagheranno, come detto, tutti i non residenti. Quindi anche i sardi emigrati: una mazzata per i proprietari di 60mila delle 290mila seconde case presenti sull’isola.
C’è poi qualcuno che pensa di salvarsi vendendosi l’immobile? Per costui ecco pronta una tassa sulla tassa: sulle eventuali plusvalenze dalla vendita di un’abitazione diversa da quella principale si applica una ulteriore tosatura del 20%. Della serie: hai voluto la casa in Sardegna? Ti tasso anche se te ne vai.
Accanto alla pioggia di imposte, che sembrano costruite apposta per tarpare le ali alla maggiore industria dell’isola, il turismo, il governatore ha iscritto per il 2007 anche mezzo miliardo di euro come anticipazione del credito vantato dalla Regione sulle vertenza entrate, nonostante tali risorse arrivino solo nel 2010. Incurante, dunque, del rischio di un’accusa di “falso in bilancio”, Soru va per la sua strada.
E poi la sinistra dice che è la Lega a volersi allontanare dall’Italia…




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