
Originariamente Scritto da
tenates
Quel marxista di nome Mussolini di Maurizio Blondet ( ? ) Scriveva sull'avvenire? O sbaglio?
Le radici affini di fascismo e comunismo: parla Domenico Settembrini.
«Il Duce non si ispirava a Franco ma a Lenin. Era antiborghese, anticapitalista e rivoluzionario». «Tutta la cultura politica italiana ha avversato il pluralismo. E oggi gli eredi delle due ideologie hanno lo stesso disagio ad accettare l’alternanza».
Già quest'affermazione, basterebbe per diagnosticare che Settembrini del fascismo non ha compreso quasi nullaSenza nessuna colpa per Settembrini.
La marcia su Roma fù la risultante del coagulo, nel mondo materiale, di un Rito che, alcuni iniziati, compirono su un ascia bipenne.Tale "operazione teurgica" viene menzionata, se non vado errato, nel terzo tomo, di "Introduzione alla Magia" del gruppo di UR.
Solo persone qualificate, possono compiere riti di teurgia, previa la morte di eventuali sciagurati, che si mettessero a giocare con la magia, senza esserne iniziati.
La scelta del NERO (colore supremo PSICOPOMPO ed ESOTERICO ), rappresenta la conoscenza di chi lo scelse per i fascisti, della nerezza segreta , che si trova nell'increato puro, al di là del Logos stesso.
Fandonie, circa lo stock di camicie nere, che era rimasto invenduto in alcune fabbriche della Emilia e della Romagna, che il Duce conosceva.
O, forse, le camicie erano realmente rimaste invendute, per destino...
Resta il fatto che, la MARCIA ,come rito legionario, appartiene peculiarmente alla prassi dei soldati romani.Per indicare, l'avvicinamento di contrade e territori da conquistare.TUTTO, PER IL ROMANO, E' APOTEOSI NUMINOSA DI RITO.
Tutto scelse il fascismo di Roma, il meglio, ed anche i limiti umani.
Il nucleo "interiore" del fascismo, fù sempre elitario, esso ne fù il faro Spirituale.Da studiare, per chi ne ha tempo, le spinte che si opponevano al concordato, e che, per realpolitic, Mussolini mise da parte, non potendo ignorare il mondo cattolico, come realtà notevole della storia Italiana.
In effetti, questa visione PaganoCattolica del Duce, lampeggia anche in molte riflessioni di Mazzini, sulla questione Stato/Chiesa.
In ultima analisi, il Fascismo fù un movimento politico culturale RivoluzionarEsoterico, ne di destra, ne di sinistra; tale come il Nazional Socialismo, nucleo visibile di tradizioni esoteriche pangermaniche.
Anche il marxismo, ad onor del vero, può delinerarsi come movimento scientifico, politico messianico.Una vera Religione.
Per questo, il Fascismo ha una dignità INIZIATICA, che le religioni non hanno, essendo necessarie vie esoteriche per il popolo.Non necessariamente indispensabili per la Tradizione. che esiste al di là di ogni cosa.
Il Fascismo divenne "religione"; ma risalendo alla fonte, il principio "Fascista", rimane Tradizionale.
È vero: molti fascisti repubblichini diventano comunisti.
...e con questo, anche molti comunisti diventano neoconservatori...
Insomma Mussolini avrebbe voluto essere Lenin?
Questa la mando a Zelig.
Questo che cosa significa, secondo lei?
«Che tutta la cultura italiana, fascista o comunista, è stata rivoluzionaria. E questa eredità non è mai stata superata».
...le rivoluzioni non si superano, ma si ripetono nella storia, ciclicamente, precedute da eventi traumatici di rottura con il passato stesso, che diventa storia del passato...
Non esagera?
«No, e veda l’esempio della Spagna: ha avuto una guerra civile enormemente più sanguinosa della nostra, soffre ancora oggi di un terrorismo basco molto più grave di quello delle Brigate Rosse, eppure è diventata una normale democrazia dell’alternanza. L’Italia invece no».
Qui, o siamo al delirio, cosa che non prendo in considerazione, essendo Settembrini, uomo di cultura, o, ad un semplice punto di vista molto opaco, e mi pare pure, di basso profilo...con il massimo rispetto per l'autore di questa affermazione di cui sopra.
Perché?
«Perché appunto gli intellettuali italiani, la nostra cultura politica, è stata sempre all’opposizione rispetto a liberalismo e capitalismo. Veda Norberto Bobbio: sacralizzato come "guru" del liberalismo progressista, esempio di antifascismo moralistico. S’è scoperto che scriveva lettere a Mussolini: insomma stava a guardare, era opportunista rispetto al fascismo; se il fascismo avesse vinto, lui ci si sarebbe adattato».
Embè?
Errori giovanili, si dice.
"Ben altro che errori. Per decenni, i missini hanno esibito come merito il fatto di aver combattuto i comunisti. Quanto al Pci, s’è identificato nel merito di aver "vinto il fascismo" inteso come guardia armata del Capitale, e poi la Dc "borghese"».
I Missini sempre furono Repubblicani, nel senso di partito delle regole democratiche.Ovvero, partito presente nelle liste elettorali.Come il PCI.
Intende che nessuno dei due ha mai vantato d’aver lottato per il pluralismo? Ma non c’erano solo quei due sulla scena italiana, c’è stata anche la Dc.
«Ma anche nella Dc c’è l’elemento statalista, antiborghese. Quando s’è dissolta la Balena Bianca, la sinistra Dc ha rivelato tutta questa avversione al liberalismo, all’alternanza, al pluralismo. E guardi gli antiglobal».
Mio Dio.Mah, punti di vista, dicevo...e come liberale, li valuto rispettandoli, e non condividendoli.
Anche loro avversi al capitalismo, ma non comunisti.
«Però sono gli eredi ultimi di Togliatti, senza saperlo. Togliatti ha avuto la capacità di incanalare nel suo Pci tutto il sovversivismo della cultura politica italiana, che alimentava anche il fascismo. Togliatti è quello che chiama i fascisti "fratelli in camicia nera". Per Togliatti la parola "sovversivo" era una parola positiva. Il sovversivo, per lui, è il rivoluzionario. Il sovversivismo italiano poi riemerge nel ’68, e anche oggi in certe punte antiglobal».
Togliatti? Mah.
Conclusione?
«Il vuoto di senso che attanaglia la politica italiana, deriva dal fatto che le élites intellettuali non hanno mai fatto l’esame di coscienza fino in fondo. Per i comunisti, o ex, è tragico. Togliatti aveva fatto un uso così sapiente del mito sovietico, che questo mito era diventato per milioni di italiani la fede, un surrogato della fede cattolica. Ecco perché a sinistra c’è tanto vuoto di senso: è caduta la religione. Ad Occhetto non hanno ancora perdonato di aver liquidato il passato togliattiano. Ma non sono solo i Ds a non aver fatto l’autocritica. Nemmeno i postfascisti, nemmeno i cattolici. Nessuno, voglio dire, vuol riconoscere l’elemento comune, italianissimo, che li unisce al fascismo rivoluzionario, marxista di Mussolini. Non possono riconoscere questa comune identità, e continuano a proiettare sull’avversario, in fondo, l’accusa di "aver tradito la rivoluzione". È questo che rende difficile l’alternanza, in Italia»
In Italia è esistito il secondo partito mondiale comunista, dopo Mosca, cioè il PCI, e mai, in Italia è esistita la Destra, ovvero, una Destra Liberale.
Quel che resta del giorno è quel che resta dell'intuizione di Berlinguer, di aprire il PCI, alla cultura popolare della DC.
Oggi, l'Italia è orfana del sistema proporzionale, che offriva ad ogni cittadino il diritto inalienabile di tesserarsi in un partito, ed avere così, il suo sicuro riferimento, e la sponda umana, di vita di partito, appunto, in cui formarsi.
Oggi, non sono i partiti in crisi, ma l'uomo, sradicato dal suo essere, dai suoi avi, dal suo passato.
Del resto, cosa poteva diventare l'Europa ed il mondo, dopo secoli di ideologismi?
Quello che verrà, non sarà un ritorno al passato, ma un ecumene supereligiosa e rispettosa di tutti i culti, dove "moderno" non sarà il nuovo laccato e plastificato, bensì sarà la forma che la Tradizione Primordiale dipanerà e manifesterà nel contingente.Dove, passato e "moderno", trovano una sintesi nell'Essere assoluto e quindi, nell'uomo, che è figlio e creatura di DIO.
Distinti saluti
geometrantonio. già sacher