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  1. #1
    mandragola
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    Predefinito La fascinazione del nemico

    Nel canto II dell'Iliade, Omero descrive Tersite, l'antieroe per eccellenza, come "l'uomo più brutto che che venne sotto Ilio./ Era camuso e zoppo d'un piede, le spalle/ eran torte, curve e rientranti sul petto; il cranio/ aguzzo in cima, e rado il pelo fioriva."
    Quest'uomo, "odiosissimo, soprattutto ad Achille e a Odisseo", gli eroi della forma e dell'evento, aveva pochissimi capelli. Ecco l'aspetto forse più interessante della sua persona: la mancanza di una delle armi più potenti per fascinare il nemico. I capelli, infatti, assieme ai cimieri decorati con le "code di cavallo", brillanti e decorati, hanno sempre avuto questa facoltà misteriosa.
    Conoscete qualche altro antico segreto per fascinare il nemico?

  2. #2
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    Omnes vero se Britanni vitro inficiunt, quod caeruleum efficit colorem, atque hoc horribiliores sunt in pugna adspectu; capilloque sunt promisso atque omni parte corporis rasa praeter caput et labrum superius.

    C.Cesare, De belli Gallici anno quinto,XIV

  3. #3
    mandragola
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    Citazione Originariamente Scritto da pcosta Visualizza Messaggio
    Omnes vero se Britanni vitro inficiunt, quod caeruleum efficit colorem, atque hoc horribiliores sunt in pugna adspectu; capilloque sunt promisso atque omni parte corporis rasa praeter caput et labrum superius.

    C.Cesare, De belli Gallici anno quinto,XIV

    Grazie, Pcosta!

  4. #4
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  5. #5
    mandragola
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    Sai qualcosa in merito all'uso di pelli animali per spaventare il nemico?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiquitas Visualizza Messaggio
    Sai qualcosa in merito all'uso di pelli animali per spaventare il nemico?
    Mi vengono in mente i Berserker (uomini orso) e gli Ulfhednar (uomini lupo) delle saghe nordiche, combattenti eccezionali che, indossando la pelle del loro animale totemico (potente catalizzatore magico), ne acquistavano la forza e la ferocia, avvicinandosi all'invincibilità.

    Secondo la mitologia, durante il combattimento erano presi da "furore guerriero ispirato" (wodhiz), una sorta di estasi mistica che provocava trasformazioni anche sul piano fisico. Nel parossismo precedente lo scontro, ringhiavano e ululavano mordendo il bordo dello scudo. E nella mischia combattevano con una forza disumana, come belve inferocite, senza avvertire il dolore delle ferite subite e massacrando indistintamente nemici e alleati.

  7. #7
    mandragola
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    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio
    Mi vengono in mente i Berserker (uomini orso) e gli Ulfhednar (uomini lupo) delle saghe nordiche, combattenti eccezionali che, indossando la pelle del loro animale totemico (potente catalizzatore magico), ne acquistavano la forza e la ferocia, avvicinandosi all'invincibilità.

    Secondo la mitologia, durante il combattimento erano presi da "furore guerriero ispirato" (wodhiz), una sorta di estasi mistica che provocava trasformazioni anche sul piano fisico. Nel parossismo precedente lo scontro, ringhiavano e ululavano mordendo il bordo dello scudo. E nella mischia combattevano con una forza disumana, come belve inferocite, senza avvertire il dolore delle ferite subite e massacrando indistintamente nemici e alleati.

    Grazie Silvia. E sugli indiani d'America?

  8. #8
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    E però uno buono capitano debbe fare due cose: l'una, di vedere, con alcune di queste nuove invenzioni, di sbigottire il nimico; l'altra, di stare preparato che, essendo fatte dal nimico contro di lui, le possa scoprire, e fargliene tornare vane. Come fece il re d'India a Semiramis; la quale, veggendo come quel re aveva buono numero di elefanti, per isbigottirlo, e per mostrargli che ancora essa n'era copiosa, ne formò assai con cuoia di bufoli e di vacche, e, quegli messi sopra i cammegli, gli mandò davanti; ma conosciuto da il re lo inganno, le tornò quel suo disegno, non solamente vano, ma dannoso.
    Era Mamerco, dittatore, contro ai Fidenati, i quali, per isbigottire lo esercito romano, ordinarono che, in su l'ardore della zuffa, uscisse fuori di Fidene numero di soldati con fuochi in su le lance, acciocché i Romani, occupati dalla novità della cosa, rompessono intra loro gli ordini.
    Sopra che è da notare, che, quando tali invenzioni hanno più del vero che del fitto, si può bene allora rappresentarle agli uomini, perché, avendo assai del gagliardo, non si può scoprire così presto la debolezza loro: ma quando le hanno più del fitto che del vero, è bene, o non le fare o, faccendole, tenerle discosto, di qualità che le non possino essere così presto scoperte; come fece Caio Sulpizio de' mulattieri.
    Perché, quando vi è dentro debolezza, appressandosi, le si scuoprono tosto, e ti fanno danno, e non favore; come fero gli elefanti a Semiramis, e ai Fidenati i fuochi: i quali benché nel principio turbassono un poco lo esercito, nondimeno, come e' sopravenne il Dittatore, e cominciò a gridargli, dicendo che non si vergognavano a fuggire il fumo come le pecchie, e che dovessono rivoltarsi a loro; gridando: "Suis flammis delete Fidenas, quas vestris beneficiis placare non potuistis"; tornò quello trovato ai Fidenati inutile, e restarono perditori della zuffa.

    N. Machiavelli, "Discorso sulla prima deca di Tito Livio", Cap. 14

  9. #9
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    Predefinito Immobilizzare l'ombra

    Citazione Originariamente Scritto da Antiquitas Visualizza Messaggio
    [...]
    Conoscete qualche altro antico segreto per fascinare il nemico?


    Edward Burne -Jones - Perseo mostra ad Andromeda la testa di Medusa

    Ritengo che per affascinare il proprio nemico occorra prima essere in grado di riconoscerlo, e riconoscendolo, stimare quanto di noi sia in Lui e quanto di Lui sia in noi.

    Tu lo conosci, quindi, il Nemico che desideri ammaliare, mia cara Antiquitas?

  10. #10
    mandragola
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    Citazione Originariamente Scritto da pcosta Visualizza Messaggio
    E però uno buono capitano debbe fare due cose: l'una, di vedere, con alcune di queste nuove invenzioni, di sbigottire il nimico; l'altra, di stare preparato che, essendo fatte dal nimico contro di lui, le possa scoprire, e fargliene tornare vane. Come fece il re d'India a Semiramis; la quale, veggendo come quel re aveva buono numero di elefanti, per isbigottirlo, e per mostrargli che ancora essa n'era copiosa, ne formò assai con cuoia di bufoli e di vacche, e, quegli messi sopra i cammegli, gli mandò davanti; ma conosciuto da il re lo inganno, le tornò quel suo disegno, non solamente vano, ma dannoso.
    Era Mamerco, dittatore, contro ai Fidenati, i quali, per isbigottire lo esercito romano, ordinarono che, in su l'ardore della zuffa, uscisse fuori di Fidene numero di soldati con fuochi in su le lance, acciocché i Romani, occupati dalla novità della cosa, rompessono intra loro gli ordini.
    Sopra che è da notare, che, quando tali invenzioni hanno più del vero che del fitto, si può bene allora rappresentarle agli uomini, perché, avendo assai del gagliardo, non si può scoprire così presto la debolezza loro: ma quando le hanno più del fitto che del vero, è bene, o non le fare o, faccendole, tenerle discosto, di qualità che le non possino essere così presto scoperte; come fece Caio Sulpizio de' mulattieri.
    Perché, quando vi è dentro debolezza, appressandosi, le si scuoprono tosto, e ti fanno danno, e non favore; come fero gli elefanti a Semiramis, e ai Fidenati i fuochi: i quali benché nel principio turbassono un poco lo esercito, nondimeno, come e' sopravenne il Dittatore, e cominciò a gridargli, dicendo che non si vergognavano a fuggire il fumo come le pecchie, e che dovessono rivoltarsi a loro; gridando: "Suis flammis delete Fidenas, quas vestris beneficiis placare non potuistis"; tornò quello trovato ai Fidenati inutile, e restarono perditori della zuffa.

    N. Machiavelli, "Discorso sulla prima deca di Tito Livio", Cap. 14

    Grazie! La scrittura del buon Machiavelli è sempre incantevole.

 

 
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