Trascrivo una lettera di Luciano Guerzoni, presidente della fondazion Gorrieri, silla repubblica di oggi.

"Fra le misure annunciate dal governo ( ma non ancora decise aggiungo io) a sostegno dele famiglie, vi è la riduzione dell'ICI sulla prima casa, rapportata al numero dei componenti il nucleo, per un importo complessivo di 1,5, 2 miliardi.
Più vaghe ed indefinite misure per le famiglie che vivono in affitto. Eppure è in quest'area, comprensiva di quasi il 20% delle famiglie italiane, che si trovano quelle con i redditi più bassi (il 37% degli affittuari).
La spesa dell'abitazione sottrae quasi la metà del già insufficiente reddito familiare (con punte fino all'80%). Gli affitti aumentano al ritmo del triplo dell'inflazione. Il fondo di sostegno dell'affitto per le famiglie disagiate si è ridotto, tra il 2000 ed il 2007, del 41%. l'incidenza dell'affitto sul reddito doveva ridursi al 14% per le famiglie povere, non è mai scesa sotto il 50 %.
C'è da chiedersi se le risorse disponibili non dovrebbero essere destinate prioritariamente a chi la casa non la possiede".

Sono d'accordo con Guerzoni; le risorse vanno date prioritaramente agli affittuari, magari con detrazioni fiscali sull'affitto pagato e anche aumentando il fondo di sostegno da destinare a quelle che hanno un reddito magari inferiore a 12.000 Euro (per via delle incapienze).
Così si ridurrebbe anche l'evasione da affitti.
L'Ici prima casa poi potrebbe essere ridotta a prescindere dai componenti il nucleo, ma con detrazioni fisse della prima casa, così da premiare soprattutto le case non di lusso. Alle famiglie si potrebbero aumentare ulteriormente gli assegni familiari.
Nel contempo dovrebbe procedere con velocità il riordino delle rendite catastali, in modo da aumentare quelle delle case di lusso che figurano ancora come tuguri.