



La stampa 20.2.07
Silvio si è convinto
"Spallata impossibile"
Abbandonate le larghe intese
Cade? Non cade? A destra sono rassegnati: pure domani, quando si voterà in Senato sulla politica estera, il governo riuscirà a farla franca. Nonostante le tensioni inter-ne, nonostante l'eterno braccio di ferro con la sinistra radicale, è previsione largamente in voga tra gli oppositori che la maggioranza finirà per ricompattarsi. «Non succederà niente», scuote la testa Francesco D'Onofrio, capogruppo dell'Udc. Identici discorsi a Forza Italia. Ovviamente preferirebbero che i «matti» dell'Unione (come li vezzeggia il Cavaliere) trasformassero l'appuntamento di Palazzo Madama in una sorta di harakiri collettivo, spianando la strada a nuove elezioni. Ma un conto sono i desideri, altra cosa è la realtà.
I più svegli, come Pier Ferdinando Casini, non si attendono regali. Né se li aspetta lo stesso Silvio Berlusconi. Sia l'uno che l'altro nei giorni scorsi avevano svolto alcuni sondaggi per misurare il grado di tenuta della maggioranza. Alla luce del sole íl presidente Udc, che si è preso pubbliche rispostacce quando ha proposto alla Margherita di scaricare Rifondazione comunista (e dar vita a nuovi equilibri comprendenti i centristi). Più riservatamente s'è mosso l'ex premier che, confidano fonti bene informate, da ultimo ha preso contatto con quanti considera la sua «quinta colonna» in campo avversario.
E' stato un buco nell'acqua. Gli han-no fatto chiaramente intendere che, detta alla romana, «non c'è trippa per gatti». Nessuno tra gli esponenti interpellati dal Cavaliere, personalmente o tramite l'ambasciatore Gianni Letta, s'è reso disponibile a mandare per aria la coalizione, onde dar vita a un governo del-le larghe intese.
Non si presterà di certo Massimo D'Alema, il personaggio sui cui maggiormente puntava Berlusconi, che domani scenderà in campo a Palazzo Madama non già per surriscaldare gli animi con una relazione dirompente, semmai per smussare i contrasti sulle grandi scelte internazionali e ricucire la maggioranza all'insegna della «discontinuità» segnata dal governo Prodi.
Quando si dice le coincidenze: proprio ieri Berlusconi, in un'intervista al «Mattino» di Napoli, ha preso atto della porta in faccia. E con un'inversione di strategia a 180 gradi, rispetto alla prima tranche di legislatura, ha reso noto che le larghe intese non rientrano più nei suoi piani. Casomai dovesse scoppiare la crisi in politica estera o su qualsivoglia inciampo, niente «governissimo» modello tedesco. Al massimo un esecutivo tecnico, per il disbrigo degli adempimenti urgenti, e poi
alle urne il più in fretta possibile. Segno che il Cavaliere ha preso atto della realtà, non s'illude più di trovare sponde dall'altra parte.
E si prepara a una lunga guerra di logoramento.
Domani, insomma, alla destra è vietato farsi illusioni, sebbene Roberto Calderoli tenterà in ogni caso di spaccare la maggioranza con un gioco di prestigio dei suoi. Tre settima-ne fa c'era pure riuscito: sull'allargamento della base a Vicenza, l'ex ministro della Lega (oggi vicepresidente del Senato) aveva presentato a sorpresa una mozione di plauso al governo, col risultato di spiazzare l'Unione, di farla votare contro se stessa e di metterla in minoranza. Stavolta Calderoli presenterà un'altra risoluzione, sulla falsariga della precedente. «Vista la continuità della politica estera» con quella del governo Berlusconi, si legge nel testo depositato, «il Senato approva la relazione del ministro degli Esteri». Un modo per provocare i «matti» e farli votare contro.
Inutile dire che la maggioranza adotterà le contromisure. Nella guerra di mozioni e ordini del giorno, figurarsi se si farà cogliere impreparata. Per la resa dei conti bisognerà attendere che venga in votazione al Senato il decreto sulla missione in Afghanistan. «Una cosa è certa», la prende con flemma Paolo Bonaiuti, «il Carne-vale è finito e da domani inizia la Quaresima. Sulla politica estera verrà prima o poi il momento delle vere scelte. E allora vedremo se la sinistra radicale fa sul serio o vende solo chiacchiere».
meglio così...più durate più vantaggio avremo in seguito.




Che bello non avere un caz..da fare...Vero brunik??![]()


"Un Ateniese vide Esopo giocare a noci in mezzo a una frotta di ragazzini; si fermò e lo derise come se fosse un demente. Il vecchio, più adatto al ruolo di derisore che di deriso, non appena se ne accorse, allentò un arco e lo pose in mezzo alla strada: "Ehi!", disse. "Parlo a te sapientone, spiega il motivo del mio gesto". Accorre gente. Quello si arrovella a lungo e non capisce il perché del problema proposto. Alla fine si arrende. Allora il saggio, vittorioso: "Rompi presto l'arco se lo tieni sempre teso, ma se lo tieni allentato, puoi servirtene quando vuoi. Così, di tanto in tanto, devi lasciare svagare la mente, perché torni a te più pronta quando occorre pensare".


Che bisogno c'è di dare una spallata ad un moribondo basta aspettare che caschi da solo.
........<>-Max-<>.......




Ohibò, guardate cosa ha detto Silvio:
15:01Berlusconi: Italia unico paese coi comunisti al governo
"I moderati del centrosinistra subiscono ogni diktat, ogni decisione della sinistra estrema che ancora orgogliosamente si fregia di un simbolo, la falce e martello, che è stato il segno di efferate tragedie che hanno colpito tantissimi Paesi nei quali i comunisti sono andati al governo e che ancora si fregiano orgogliosamente del nome comunista. L'Italia è l'unico paese che ha la sfortuna di avere dei partiti comunisti al governo. Speravamo che questo governo potesse implodere, non abbiamo mai parlato di spallate" ha detto ancora Berlusconi

