Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    sempre tollerante
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    Predefinito vi ricordate chi era il ministro delle attività produttive del governo Berlusconi?

    se non erro era Marzano, ma che fine ha fatto?
    Certo che in 5 anni ha fatto molto

  2. #2
    Senzapadrone
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    Citazione Originariamente Scritto da rossopietro Visualizza Messaggio
    se non erro era Marzano, ma che fine ha fatto?
    Certo che in 5 anni ha fatto molto
    Non importa: SANTO SUBITO!

    Così ci facciamo quasi un quintale di passata ...

  3. #3
    sognatore
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    Citazione Originariamente Scritto da rossopietro Visualizza Messaggio
    se non erro era Marzano, ma che fine ha fatto?
    Certo che in 5 anni ha fatto molto

    Guida il "poco produttivo..." carrozzone CNEL


    giovedì 4 gennaio 2007
    Assenteismo, soldi sperperati e guerre interne
    Billè, agli arresti, ha conservato la carica per mesi
    Raphael Zanotti

    L’assemblea plenaria che, per la prima volta in 50 anni di storia, si spacca e non dà disco verde alla Finanziaria. Consiglieri in carica agli arresti domiciliari. E ora anche il presidente, Antonio Marzano, minacciato di denuncia penale per una verbalizzazione traballante costretto ad annullare una votazione avvenuta nella riunione precedente.

    Nel Cnel, il consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, c’è maretta. E nemmeno poca. Organo costituzionale istituito nel 1957, il Cnel è il parlamentino economico che su richiesta del governo, delle Camere o delle Regioni esprime pareri e promuove iniziative legislative in campo economico e sociale. È composto da 121 consiglieri che, in teoria, dovrebbero rappresentare il tessuto produttivo del Paese: organizzazioni datoriali, sindacati, rappresentanti delle libere professioni, volontariato. Dovrebbe essere la forma più avanzata della concertazione, il luogo in cui - lontano dai riflettori e dalle necessità mediatiche - i protagonisti della vita economica italiana possono discutere con serenità, ragionare. In realtà, negli anni, si è trasformato in qualcosa di diverso e non sono pochi, oggi, a considerarlo un costoso carrozzone di cui si può fare a meno. Non ultimi i senatori Ds Cesare Salvi e Massimo Villone che insieme a Valdo Spini, deputato sempre della Quercia, nel novembre scorso ne chiedevano addirittura la soppressione contando di recuperare miliardi di euro.

    I soldi
    Il Cnel nel 2007 riceverà dallo Stato tra i 15 e i 16 milioni di euro, ma di questi solo il 7-8% verrà speso in consulenze e convenzioni per la ricerca nel campo dell’economia e del lavoro, che è poi la funzione principale del consiglio. La maggior parte del denaro serve - come si dice - a «far girare la macchina». I 70 dipendenti del Cnel costano. La Corte dei conti, nel luglio scorso, ha attribuito ai dirigenti del Cnel il titolo di dirigenti meglio pagati di tutta l’amministrazione pubblica: in media 88.564 euro lordi l’anno (a cui va aggiunto il premio di risultato, attribuito ogni anno). Ogni consigliere, per il solo fatto di esserlo, percepisce un’indennità di 2000 euro lordi al mese indipendentemente dal fatto di svolgere o meno qualsivoglia attività in consiglio. E di assenteisti ce ne sono moltissimi visto che all’assemblea plenaria dovrebbero sedere i segretari nazionali dei sindacati di Cgil, Cisl e Uil, quelli delle associazioni di categoria come Confindustria, Confcommercio, Coldiretti. Tutti volti che, dalle parti di villa Lubin, non si sono mai visti. C’è anche chi, come l’ex presidente nazionale di Confcommercio Sergio Billè, risulta nel libro delle firme dell’assemblea generale del 25 novembre scorso. In questi mesi non si è mai presentato. Anche perché per molti mesi è stato ristretto agli arresti domiciliari. Giovanni Pomarico, che dovrebbe prendere il suo posto, dice che «la revoca c’è stata a fine novembre, ma si sta aspettando il decreto di sostituzione».

    I membri
    Dando una scorsa all’elenco dei membri del consiglio, si può trovare di tutto. Ci sono consiglieri che hanno visto nascere il Cnel, come Raffaele Vanni, 79 anni, espressione della Uil, sulla poltrona dalla prima legislatura targata 1958. O rappresentanti di organizzazioni dal gusto retrò come Carlo Costalli del Movimento cristiano dei lavoratori. Stare all’interno del consiglio, però, è una necessità cui è difficile rinunciare. È un «parcheggio» di prestigio per grandi organizzazioni (l’ex segretario nazionale della Uil Pietro Larizza è stato presidente della VI legislatura ma tra i consiglieri di oggi ci sono anche l’ex liberale Antonio Patuelli). Molti contributi, poi, vengono erogati solo ad associazioni e organizzazioni rappresentante nel Cnel. Forse anche per questo, di recente, i rapporti si sono fatti tesi.

    Le libere professioni
    «Il Cnel è strutturato su basi che andavano bene negli anni Cinquanta, quando esistevano solo i datori di lavoro o i rappresentanti dei lavoratori - dichiara Roberto Orlandi, agrotecnico e membro del consiglio -. La situazione è bloccata, ingessata perché tutto è nelle mani di Confindustria e dei sindacati. E ogni membro risponde a ferree logiche di appartenenza». Alla miriade di associazioni di agricoltori, artigiani e quant’altro, fanno da contraltare le misere quattro poltrone delle libere professioni. Ma oggi il mondo produttivo è cambiato. I professionisti si sentono sottostimati visto che i quattro dovrebbero rappresentare 1.850.000 professionisti. Le libere professioni hanno capito di avere scarso margine di manovra quando hanno chiesto, sull’onda delle liberalizzazioni di Bersani, di istituire un gruppo di lavoro ad hoc. Lo hanno ottenuto solo dopo molte resistenze. E alla fine, cosa del tutto insolita, la presidenza è andata a qualcun altro. Allora è iniziata la guerra di logoramento.

    La battaglia
    L’opposizione delle libere professioni, seppur esigua nel numero, è pesante considerato l’ormai endemico assenteismo che caratterizza le riunioni del Cnel. In novembre la prima vittoria: di fronte al testo della futura Finanziaria, le libere professioni riescono a spaccare gli schieramenti in consiglio. Confindustria e sindacati fanno quadrato e approvano il documento così com’è nella tradizione del Cnel fin dalla sua nascita. Ma non ci sono i numeri perché questo documento rappresenti la posizione ufficiale e concorde del consiglio. In Parlamento giungono due pareri diametralmente opposti.

    Il verbale incriminato
    Sul finire di novembre, nuova stoccata. Si sta votando comma a comma il nuovo regolamento. Arrivati alla nuova regola che stabilisce che solo 10 consiglieri possano chiedere la verifica del numero legale, le libere professioni si oppongono perché in quello stesso momento quel numero legale non c’è. Il presidente Marzano chiede di soprassedere. Le libere professioni accettano. La norma passa e i professionisti chiedono che i voti vengano verbalizzati secondo un nuovo comma approvato poco prima che prevede la conta degli astenuti e l’indicazione nominale dei contrari. Ci si rende conto che questo significherebbe dimostrare la mancanza del numero legale. Si sorvola. Le libere professioni s’infuriano e inviano una lettera al presidente Marzano: o si cambia linea, o parte una denuncia per falso ideologico. In dicembre, nella nuova assemblea, è lo stesso presidente ad annullare la votazione avvenuta nella sessione precedente e a rinviare l’approvazione del nuovo regolamento al 2007. Non male per un organo costituzionale.

  4. #4
    sempre tollerante
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    il cnel così com'è mi sembra un bel carrozzone

  5. #5
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    Marzano , quello che negava con Vespa gli aumenti dei prezzi : una nullita'.

    Fu sostituito da Scajola nel Berlusconi III
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  6. #6
    sempre tollerante
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    Citazione Originariamente Scritto da furbo Visualizza Messaggio
    Marzano , quello che negava con Vespa gli aumenti dei prezzi : una nullita'.

    Fu sostituito da Scajola nel Berlusconi III
    Dalle mie parti si dice cambi fruscia e pigli primiera, nel senso che di fronte al gigante Bersani sti due sono due "nani" o due nullità come hai già detto tu

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da furbo Visualizza Messaggio
    Marzano , quello che negava con Vespa gli aumenti dei prezzi : una nullita'.

    Fu sostituito da Scajola nel Berlusconi III
    Per chi non lo sapesse, ricordiamo alcune delle sue perle....

    Europa: - Con Prodi l'Europa la vedremo dal buco della serratura-
    (Da Fede, quasi ogni sera)

    Aumento dei prezzi: -Stiamo monitorando le filiere-

    Speculazione assicurazioni: -Stiamo monitorando i prezzi-

    Ripresa: - La ripresa è iniziata- (Per quattro anni)

    Una nullità imbarazzante.

  8. #8
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    non sparate sul pianista. lui eseguiva solo la politica di berlusconi:
    fare zero riforme pestando meno calli possibili in cambio del permesso di farsi gli affaracci propri.

 

 

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