The Influence of Neoplatonism on Michelangelo
by Dr. Deborah Vess
Director of Interdisciplinary Studies/Associate Professor of History
Georgia College & State University
Nel 1860 Jacob Burckhardt pubblicò «La civiltà del Rinascimento in Italia», in cui sosteneva che il Rinascimento costituiva un drastico distacco dall'ideologia medioevale. Mentre il Medio Evo poneva l'enfasi su una spiritualità oltremondana, il Rinascimento si concentrò sull'individuo e sul suo posto nell'universo. Contrariamente a quanto si poteva dire del Medio Evo, Burckhardt sosteneva che il Rinascimento era una società secolare che si riconosceva nelle opere, nell'arte e nei valori pagani. Ciò risulta particolarmente evidente dall'arte del tempo. Se Botticelli ha dipinto la nascita di Venere e Tiziano l'amore sacro e profano, Donatello e Michelangelo hanno glorificato la figura nuda.
Osservare il Rinascimento solamente da questa prospettiva, tuttavia, sarebbe ingannevole. Burckhardt ha dato risalto anche al fatto che la prospettiva filosofica del Rinascimento, in molti casi, ha tentato di cristianizzare ideologie pagane. Ciò è particolarmente vero per Marsilio Ficino e l'Accademia Neoplatonica.
Nel Rinascimento, il Neoplatonismo ha goduto di un aumento di popolarità e non si pensava ad esso in opposizione alla cristianità. L’ambito in cui ciò è più chiaramente visibile è nelle opere del più grande artista dell'epoca, Michelangelo Buonarroti. L'arte di Michelangelo comprende molte delle caratteristiche che Burckhardt attribuisce al Rinascimento, tuttavia le sue opere più importanti si collocano all'interno di un contesto cristiano. L'arte di Michelangelo è un potente argomento contro un'interpretazione burckhardtiana del Rinascimento come società puramente secolare. Lontana dalla subordinazione esclusiva ai valori secolari, la società rinascimentale era ancora una società intensamente religiosa.




Rispondi Citando
