DESTRA: STORACE APRE A 'FIAMMA' E TENDE LA MANO ALLA MUSSOLINI
16 Marzo 2007
Agenzia Giornalistica Italia
(AGI) - Roma, 16 mar. - Una apertura, forse qualche cosa di piu'. Francesco Storace, leader di D-Destra, la componente di minoranza interna ad Alleanza Nazionale, non esclude, nel tempo, un riavvicinamento politico alla Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli.
Il capo dei 'dissidenti' di via della Scrofa e' intervenuto oggi alla presentazione del libro 'Destra Radicale', di Gerardo Picardo, che raccoglie le interviste agli eredi della Fiamma sessant'anni dopo la fondazione del Movimento Sociale Italiano. Una indagine alla scoperta di chi sono e cosa vogliono i leader e i partiti-movimenti dell'estrema destra italiana.
Un lungo intervento, quello di Storace, dal quale sembra trasparire la sensazione della volonta' di procedere verso uno 'strappo' da Alleanza Nazionale. Soprattutto quando Storace risponde ad una domanda "diretta e provocatoria": Sono vere le voci di un suo possibile passaggio alla Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli? "Questa e' tutt'altro che una provocazione...", chiosa l'ex ministro della Salute. "Con Romagnoli c'e' un rapporto che si costruisce. E' un obbligo lavorare prima culturalmente, e poi vedremo se sara' possibile una forma politica sulla presenza della destra nella societa'". A chi gli domanda se lui e Romagnoli sono un 'dico di fatto', Storace risponde scherzando: "Il problema e' passare dal 'dico' al 'faccio'. Ma se lo facciamo io e lui non serve a nulla, bisogna costruire la 'rete delle destre'. Io lo sto facendo stando dentro An". Ma questa "e' una battaglia di lunga durata. Le destre devono parlare a chi nella societa' non e' garantito. Per questo serve una scelta di campo". Per Storace, dunque, la destra si deve "fidelizzare", perche' la gente "non vuole l'argento, ma il ferro per combattere. Le battaglie di lunga durata - spiega Storace - le vincono quelli che hanno i soldati, non i mercenari. Bisogna dunque capire se questa gente e' pronta al sacrificio". Insomma, il sogno di Storace e' quello di vedere una destra "che non chiede il diritto di tribuna, ma la tribuna per i propri valori".
Ma l'ex governatore del Lazio tende la mano anche ad Alessandra Mussolini: "Ma quanti anni deve durare sta' guerra dei cent'anni tra me e lei? A me sembra ridicola questa situazione. Ci siamo combattuti? Ce le siamo date di santa ragione? Ora basta, dobbiamo ragionare sulla prospettiva delle idee. Vanno ammainati gli odi reciproci e discutere. Non bisogna menarci per forza. Se poi uno non ci vuole stare, beh', e' lo stesso, si va avanti".
L'intervento di Storace viene apprezzato da Donna Assunta Almirante, che lo invita a "proseguire nella strada intrapresa. Perche' la tua voce, caro Francesco, e' l'unica voce che si sente". Donna Assunta critica poi la frammentazione dei partiti di destra: "Giorgio avrebbe voluto che queste destre si unissero. Se si e' uniti si ottiene qualche cosa. Ma serve rappresentanza politica, e nel Parlamento italiano questa rappresentanza non c'e'. Questi signori della cosiddetta 'destra italiana', si sono dimenticati di Almirante. Si ricordano di lui solo per il simbolo". (AGI) Alf
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Giusto ieri sera su Rai2 si parlava della storia del MSI e donna Assunta ebbe proprio a dire queste parole.
L'area di destra sociale alternativa aalla AN finiana,che è ormai una piccola DC,deve aggregarsi,altrimenti non farà mai nulla.




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Beh, con questo ribadisco la necessità di riformare la Casa delle Libertà, con un nuovo programma, e, per le prossime elezioni, un nuovo capo eletto con le primarie.
