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  1. #1
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    Più che un cristiano sono forse un pagano che crede in Cristo
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    Predefinito Partigiani, questi eroi.

    Agosto 1944: le sorelle Benericetti di 14 e 19 anni [Olga e Pasqualina] mentre si accingevano alla ricerca del cadavere del padre assassinato dal C.N.L. vennero catturate e uccise non prima di essere state orrendamente seviziate: alla più giovane venne conficcato un chiodo da tempia a tempia rendendola cieca.
    I colpevoli [denunciati]: l'ex sindaco di Faenza Pietro Ferrucci e l'operaio Luigi Tinti di Imola comandante reparto partigiano Pietro Gualandi.


    23 Marzo 1945: Cave dei Predil, Dino Perpignano, Pasquale Ruggiero, Domenico Del Vecchio, Lino Bertogli, Antonio Ferro, Adelmino Zilio, Fernando Ferretti, Ridolfo Calzi, Pietro Tognazzo, Michele Castellano, Primo Amenici, Attilio Franzon, 12 Carabinieri giovanissimi vengono catturati dai partigiani comunisti Italiani e slavi.
    Dopo aver consumato una minestra a base di sodacaustica e sale nero... tra indicibili supplizie furono condotti a piedi nudi a Malga Sala.
    Al Perpignano venne conficcato un uncino al calcagno e issato a testa in giù dopo aver subito violenza sessuale.
    Gli altri, dopo supplizi e violenze sessuali animalesche vennero colpiti a morte con i picconi, ad alcuni Carabinieri furono asportati i genitali e conficcati in bocca, altri furono devastati a colpi di picconi.
    All'Amenici venne aperto il petto e conficcata nel cuore la foto dei suoi 5 figli.
    Fatto raccontato con precisione e chiarezza da Fabio Galante.
    30 Aprile 1945: PEDESCALA [VI], 63 civili uccisi per rappresaglia dai tedeschi.
    La rappresaglia fu la conseguenza di 2 vili agguati alle truppe tedesche in ritirata, il primo il 26/4/45, il secondo sempre nella stessa data fu ancora più grave poichè nonostante il lascia passare del CNL e degli americani ottenuto dai tedeschi in ritirata, caddero mentre marciavano verso la Germania in una vile imboscata che causò molte vittime.
    Nonostante gli appelli i responsabili dei vili agguati sulla truppa in ritirata i partigiani non si fecero vivi e assistettero al massacro di innocenti.
    Nel 1983 gli abitanti di PEDESCALA rifiutarono la Medaglia d'Argento al Valor Militare tra i tanti cartelli uno eloquente e sacrosanto: "COLPIRONO E SCAPPARONO".... eroismo partigiano.
    Maggio 1945: una squadra di partigiani preleva dalla propria abitazione una madre con i suoi due figli [Studenti].
    Tutti e tre furono assassinati perchè colpevoli di essere figli di un Repubblicano.
    [Dalla Gazzetta del Lunedì 9 luglio 1997]
    2 Maggio 1945: Revine Lago [TV], i fratelli sarnanesi Helios e Pieluigi Testi, vengono trucidati dai partigiani nonostante la resa del reparto Btg "M" IX Settembre
    4 Maggio 1945: ore 23:40 partigiani della Div. D'Assalto Garibaldi Liguria S.Bonfante guidati da Gismondi Massimo e Mimmo Semeria prelevano e trucidano 26 detenuti delle carceri di Imperia, tra cui un ragazzino di 17 anni [Maccario Ernani] e diversi ultra sessantenni.
    10 Maggio 1945: Pieve di Cento, i partigiani prelevano a distanza di 2 giorni i 7 fratelli Govoni, Dino, Emo, Augusto, Ida, Marino, Giuseppe, Primo.
    Seviziati e poi massacrati a colpi di roncole, vanghe, zappe l'11 Maggio, la mattina del 12, i partigiani seviziarono nuovamente i 7 fratelli che giacevano a terra rantolando per il massacro del giorno prima poi li seppellirono alcuni dei quali ancora vivi in una fossa anticarro.
    Stesso trattamento fu riservato a Bonora Alberto, Bonora Cesarino, Bonora Ivo,
    Bonora Ugo, Bonvicini Alberto, Caliceti Giovanni, Malaguti Giacomo, Mattioli Guido, Pancaldi Guido, Testoni Vinicio.
    Il processo si risolse con l'applicazione dell'amnistia.
    Notte tra il 12 ed il 13 Maggio 1945: Vercelli, i partigiani prelevano e massacrano a guerra terminata 51 fascisti dallo stadio comunale, 24 di questi vengono condotti a Vercelli, in un casermone adiacente l'ospedale ed adibito ai malati di mente.
    Questi ultimi vengono barbaramente seviziati, massacrati a colpi di mattoni, torturati ed addirittura per un camerata le atroci sevizie terminano con un'impalatura su una baionetta.
    Le grida di doloro giungono ad un prete che tornerà per vari anni sul luogo dello
    scempio a pregare ma non riuscirà a trovare i corpi che, dopo essere stati allineati
    e schiacciati più volte da un camion guidato da un partigiano, verranno occultati.
    Unico testimone della tragedia un camerata che fintosi morto si trascinò lontano da quel luogo maledetto.
    Per i partigiani nessun provvedimento.
    Mandante della strage: dottor silvio ortona tuttora residente a Torino.
    Per ulteriori informazioni visitate la pagina del sito del MSFT sez. Vercelli.
    7 Luglio 1945: A Schio, nella provincia di Vicenza, 3 partigiani si introducono nel carcere dove sono detenuti 99 persone fra uomini e donne in attesa di processo e uccidono 53 uomini ferendone oltre 20.
    I mandanti: Gino Piva - Ruggero Maltauro
    B. fu ausiliaria nella Repubblica Sociale Italiana:
    Era all'epoca una ragazzina, non aveva ucciso nessuno, non aveva fatto del male a nessuno, la sua unica "colpa" fu quella di combattere per un Ideale in cui credeva fermamente.
    Fu catturata dai partigiani il 25 aprile.
    "Mi usarono in dieci o in venti. Il tempo non esisteva più.
    Una volta mi tennero ferma come se dovessi essere crocefissa, in due mi bloccavano le braccia, in altri due le gambe.
    Poi questi ultimi mi costrinsero ad aprirmi e, come una bestia dell'inferno, avanzò un loro compagno ubriaco che entrò selvaggiamente dentro di me.
    [...]
    La guerra era finita.
    Mi violentarono lo stesso. [...] diventai il loro orinatoio [...] venivano a vuotarsi sull'ausiliaria B. [...]
    Eravamo allineate in ginocchio sui ciottoli del cortile e li rivedo ancora, i partigiani con
    il mitra a tracolla, sbottonarsi e cercare nei pantaloni i resti di quella che era stata la virilità del maschio. [...]
    Volevano farceli baciare. [...]
    Ma quando fu il mio turno, mi venne voglia di
    vomitare e mi limitai a sputarci sopra. [...] ...".
    [Ringrazio Controstoria per questo documento]
    Valdobbiadene: elenco degli assassinati dai barbari partigiani durante le "radiose giornate":
    BECCE Cav. Luigi pensionato, 74 anni, ed il figlio Luigi prelevati da casa e assassinati dopo atroci sevizie il 04/05/1945.
    CECCARELLI, commissario prefettizio morto in consegueza di sevizie e torture preaticate durante la detenzione dal 30/04 al 04/05/1945.
    LAZZAROTTO Alessandri, dopo una detenzione di 3 giorni, fu torturato nell'asilo di Miane, ucciso il 03/05/1945 alle 17 nel cimitero di Miane.
    MARCOLIN Luigi, PORETTI Michele, RUBINATO Vittorio.
    CIMIONI Pietro, agente diziario fu assassinato dopo aver subito lunghi giorni di tortura.
    VALLERA Antonio, insegnante elementare morto tra i tormenti e le torture durante la detenzione. VERONAZZO Giuseppe, studente, torturato ed assassinatoil 04/05/1945.
    PELLEGRINI Antonio, invalido, morto in seguito a torture.
    NICOLA Antonio, impiegato, morto in seguito a torture.
    FRANCESCHINI Marino, militare della Xa MAS, torturato e rinchiuso in una caserma della zona di Saccol. Finito mediante scoppio di mina il 06/05/1945.
    Stessa fine per: GIANNETTO Giuseppe, FALCO Sebastiano, APRILE Vittorio,
    GIBERTONI Euro, MAESTRINI Sergio, PINESCHI Leopoldo, SERVETTI Mario,
    CAPPELARO Leo, SIMEONI Italo.
    Nella fossa comune del cimitero di Valdobbiadene sono state rinvenute oltre 40 salme di fascisti o presunti tali, militari della RSI; purtroppo non sono state ancora identificate. Ad ogni modo si aggiungono ai seguenti martiri di Valdobbiadene assassinati nella totale indifferenza non solo delle leggi di guerra ma anche e soprattutto di quelle divine e morali.
    CAVALLIN Anterio, elettricista, assassinato.
    FERRUZZI Dr. Aldo, impiegato presso la Cnfla, assassinato sulla strada.
    SARTORI Olivo, orfano di guerra, prelevato in casa e assassinato in montagna.
    MERCURI Danilo, impiegato, assassinato sulla strada.
    PATTINI Ileana, 16 anni, figlia di PATTINI Ampalio, impiegato, assassinata con il padre sulla strada.
    SCOPEL Romeo, assassinato in montagna.
    ZILLI Agostino, contadino, assassinato.
    DE MARCHI Giuseppe, calzolaio morto in seguito alle ferite.
    MOZZETTO Luigia, assassinata.
    BARTOLIN Romolo, bracciante agricolo, assassinato.
    MALACART Italo, prelevato ed assassinato in montagna.
    BARTOLIN Orlando, contadino, assassinato insieme alla sorella Maria Zelinda.
    DE MARTIN CANNA, stagnino, assassinato in montagna.
    CRIVELLOTTI ITALO, 16 anni, prelevato e assassinato in montagna.
    DE BENEDICTIS Paolo, MORELLI Francesco, RUBINO Ettore, DE RIVA Giuseppe, BERNOCCHI Giovanni, tutti militari della Xa Mas tranne l'ultimo. operaio meccanico.

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  2. #2
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    Risparmia il fiato.

    Se certe cose le dice un giornalista come Giampaolo Pansa, è un conto.

    Se le racconta uno che approva i campi di sterminio nazisti, è un altro ...

  3. #3
    Bart Colleoni
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    partigiano BOIA!!!nessuna pace per l'assassino violentatore imboscato...

  4. #4
    Bart Colleoni
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    Citazione Originariamente Scritto da Ezechiele Visualizza Messaggio
    Risparmia il fiato.

    Se certe cose le dice un giornalista come Giampaolo Pansa, è un conto.

    Se le racconta uno che approva i campi di sterminio nazisti, è un altro ...
    purtroppo a dirlo è una persona che è stata abusata da 20 bestie contemporaneamente....che fai vuoi negare anche la sua di versione?

  5. #5
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    Mi posti il link dove hai preso la notizia?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Bart Colleoni Visualizza Messaggio
    partigiano BOIA!!!nessuna pace per l'assassino violentatore imboscato...
    all'inferno devono andare

  7. #7
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    Panza è un dilettante e un cretino. Basta vedere ciò che scrive sul presidio di Montecchio. I partigiani mandarono uno dei loro a parlamentare per trattare la resa e quelli lo torturarono a morte. Cosa si aspettavano di essere accolti con i fiori? Noi della zona sappiamo bene come è andata veramente. Certo ci furono abusi e non sempre opera di partigiani. Ma in generale il più pulito aveva la rogna!! Torturatori, spie, assassini questo il materiale umano con cui aveva ache fare.
    Questi fascisti non hanno dignità, facevano i gradassi in 10 contro uno. Quando è stata l'ora di pagare tutti a cagarsi addosso.
    Eravate andati a cercare la bella morte? Abbiamo esaudito i vostri desideri!!!
    Morite con dignità e non rompete le palle!!!

  8. #8
    Bart Colleoni
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Panza è un dilettante e un cretino. Basta vedere ciò che scrive sul presidio di Montecchio. I partigiani mandarono uno dei loro a parlamentare per trattare la resa e quelli lo torturarono a morte. Cosa si aspettavano di essere accolti con i fiori? Noi della zona sappiamo bene come è andata veramente. Certo ci furono abusi e non sempre opera di partigiani. Ma in generale il più pulito aveva la rogna!! Torturatori, spie, assassini questo il materiale umano con cui aveva ache fare.
    Questi fascisti non hanno dignità, facevano i gradassi in 10 contro uno. Quando è stata l'ora di pagare tutti a cagarsi addosso.
    Eravate andati a cercare la bella morte? Abbiamo esaudito i vostri desideri!!!
    Morite con dignità e non rompete le palle!!!
    essere infimo o hai più di 70 anni o non sai un cazzo...ti sembra che i riferimenti fossero si repubblichini uccisi durante le azioni di guerra?Idiota si parla di ragazze ventenni stuprate da branchi di ladri imboscati conigli senza coraggio che hanno mangiato radici in montagna per 5 anni per non andare in guerra fino all'arrivo dei vostri alleati,allora iniziarono a depredare uccidere e violentare ma non affrontando il fascista ma uccidendogli la figlia conficcandogli chiodi in testa scopandola in 20 e così via...la storia ripagherà i loro figli delle colpe dei padri ed i figli dei figli...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Panza è un dilettante e un cretino. Basta vedere ciò che scrive sul presidio di Montecchio. I partigiani mandarono uno dei loro a parlamentare per trattare la resa e quelli lo torturarono a morte. Cosa si aspettavano di essere accolti con i fiori? Noi della zona sappiamo bene come è andata veramente. Certo ci furono abusi e non sempre opera di partigiani. Ma in generale il più pulito aveva la rogna!! Torturatori, spie, assassini questo il materiale umano con cui aveva ache fare.
    Questi fascisti non hanno dignità, facevano i gradassi in 10 contro uno. Quando è stata l'ora di pagare tutti a cagarsi addosso.
    Eravate andati a cercare la bella morte? Abbiamo esaudito i vostri desideri!!!
    Morite con dignità e non rompete le palle!!!
    Questo fatto lo hai citato altre volte.Quando ESATTAMENTE si sarebbe verificato ? Dove si trova Montecchio in Toscana ? Grazie !

  10. #10
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    Montecchio provincia di Reggio Emilia:
    I MILITI NON VOLLERO ARRENDERSI E UCCISERO IL PARTIGIANO
    Comunicato stampa Istoreco:

    La ricostruzione della tragica vicenda legata alla eliminazione dei militi GNR del presidio di Montecchio (24 aprile 1945) proposta dagli organizzatori della manifestazione commemorativa di domenica 15 non restituisce la complessità della vicenda e ne presenta una rappresentazione incompleta e distorta.

    1. I militi del presidio di Montecchio, al comando del s.tenente Gaetano Giovanardi, in ritirata si asserragliarono in una casa nei pressi di Barco di Bibbiano. Circondati dai partigiani non solo rifiutarono di arrendersi, opponendo resistenza armata ma assassinarono il partigiano Sergio (Lodovico Landini) presentatosi a trattare la resa. Sergio fu prima ferito da una fucilata e quindi strangolato con un filo metallico.
    2. L’uccisione del partigiano fu commessa da alcuni dei militi (Gallingani e Bigliardi in particolare) che avevano rifiutato di eseguire l’ordine del s.ten. Giovanardi di arrendersi. All’interno del gruppo dei militi repubblicani l’insubordinazione del nucleo di vecchi squadristi presenti (Alberto Bigliardi aveva partecipato alla cattura dei fratelli Cervi e ai pestaggi sui prigionieri presso il carcere dei Servi) portò alla tragica fine di tutti i militi i quali una volta catturati furono avviati al carcere partigiano di Vedriano, interrogati e successivamente fucilati.
    3. Nel fucilare i militi della Gnr i partigiani applicarono le disposizioni del Comando Militare Nord Emilia che (in data 6 e 16 aprile 1945) prevedevano di passare per le armi i fascisti che, al momento della Liberazione, avessero opposto resistenza. Tale disposizione fu resa nota tempestivamente dal Cln anche agli stessi fascisti repubblicani reggiani con la distribuzione di volantini dal titolo significativo “Arrendersi o perire” in esso si diceva:

    “Sia ben chiaro a tutti che chi non si arrende sarà sterminato; chi sarà colto con le armi in mano sarà fucilato. Solo chi abbandona volontariamente le fila del tradimento, consegnerà le armi…avrà la vita salva se non si sarà macchiato personalmente di gravi delitti contro il movimento di Liberazione nazionale.”

    4. Della tragica vicenda è stato scritto in: M. Storchi, Combattere si può vincere bisogna. La scelta della violenza fra Resistenza e dopoguerra (Reggio Emilia 1943-1946), Marsilio editore, Venezia 1998, pagg. 104-105.
    5. I documenti relativi alla vicenda sono consultabili presso l’Archivio Istoreco.
    E' chiaro che forse si poteva risparmiare la vita a coloro che volevano effettivamente arrendersi. Però le cose non sono come le racconta Pansa. Questoè sicuro!!!

 

 
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