
Originariamente Scritto da
Defender
Spero che non mi si affibbi l'etichetta di provocatore, pongo la questione anche per il ferimento dell'anarchico di stanotte.
Ho notato che i partiti comunisti in Italia, dalla loro posizione di comunisti (e non di oppositori a questa o a quella maggioranza) si sono sempre schierati a sostegno degli oppositori alla costruzione della linea ferroviaria cosiddetta "TAV" e in generale alle grandi infrastrutture della nazione.
Preso atto che le infrastrutture all'Italia servono, e più che ogni altra infrastruttura la TAV è strategica per mantenere la nazione all'interno dei flussi commerciali e di comunicazione europei, sinceramente fatico a comprendere la scelta di campo, tesa a valorizzare più l'interesse "particulare" di una porzione del popolo che l'interesse generale della nazione.
Non mi sembra che venga attuato un discorso anticapitalista: non ostacolano la TAV perché (ipotetico, ma vabbè) strumento dell'oppressione capitalista o funzionale comunque al mantenimento del capitalismo: considerando anche il fatto che alternativo al canale italiano in direzione dell'Europa orientale c'è il canale germanico, che solcherebbe le vaste pianure e che oso ritenere che non sarebbe particolarmente più efficace per la realizzazione del socialismo.
Probabilmente è un mio limite dovuto alla mancata considerazione di particolari aspetti della questione, ma non mi è chiaro perché la democrazia, per quanto quella diretta differisca da quella rappresentativa come Sandinista ha avuto occasione di ricordare, debba sacrificare il bene comune a quella che è e che rimane una piccola minoranza di oppositori a prescindere e non su temi specifici, per vasti che possano essere.