Da quando conosco il significato della parola "giornalista", a questa parola ho sempre messo a fianco l'attributo "imparzialità". Poi, nel crescere, mi sono accorto che è tutto il contrario. E, intendiamoci, non è che con questo intendo che il giornalista non può proporre le sue diee. Ci mancherebbe. Anzi, il grande giornalista è quello che dà un'interpretazione dei fatti, oltre a riportarli.
Quello che è insopportabile è che la faziosità si spinga al limite di non permettere addirittura a chi è intervistato di riportare neutralmente il proprio pensiero. Avevo difeso (sic!) Berlusconi quando se ne era andato dalla Annunziata, perché quest'ultima non lo faceva letteralmente parlare. E difendo oggi Mastella per quello che è successo ieri sera ad Anno Zero. Io la trasmissione l'ho vista, almeno finché il buon Clemente c'è rimasto. Ed ha fatto il paio con "Tetris" di qualche giorno fa, dedicato a mettere in ridicolo Paola Binetti e il suo cilicio. Una faziosità smisurata, travestita da un buonismo sinistrorso che è inavvicinabile anche per chi, come me, ha una sana formazione culturale marxiana.
L'intera trasmissione è stata dedicata a una cosa: dimostrare che solo il punto di vista di chi è collocato politicamente da Grillini in giù, sull'argomento gay, è corretto. Parte Vauro, vignettista più o meno sopportabile, con battute a oltranza. E già qui, non si capisce che cavolo di punto di vista sia quello di vauro su un tema come questo. Ho letto che alla manifestazione dei DS a Firenze dedicata agli intellettuali ci sia anche Staino. Ecco, se un vignettista è un intellettuale, allora vuol dire che ci siamo giocati anche la cultura, e che ormai chiunque può pretendere di parlare di qualsiasi cosa venendo riconosciuto come punto di vista autorevole. Voglio dire: la prossima volta, a una trasmissione sull'energia nucleare non chiamiamo Rubbia, ma Platinette.
Comunque, in trasmissione seguono commenti insostenibili da parte di ospiti "rappresentativi" (ma di chi???) che dicono tutti la stessa cosa: la famiglia è un'opinione, i figli crescono bene nelle famiglie gay, ecc. ecc.
Mastella punta sul diritto naturale, e allora parte Santoro a pontificare: "Il diritto naturale vale anche per Germania, Francia, Inghilterra, ma loro hanno legiferato...". Embè? Che si fa? Il medio di giudizio è quello che fanno gli altri Paesi? Allora, in Uk hanno preso a calci i sindacati, lo faccimao anche noi? In Olanda, hanno depenalizzato la droga, e noi che siamo meno moderni?
Insomma, tutta la puntata va avanti su quest'andazzo, senza un intervento contrario (a parte Mastella), tutta a furia di pistolotti pro-PACS.
Alla fine, a un'ennesima battuta di Vauro (il noto intellettuale), Mastella si incazza a se ne va. Io l'avrei fatto molto, molto prima.
Ecco dunque la dichiarazione di Santoro, che mi ha lasciato allibito: "La cosa di cui
davvero non se ne può più è l'arroganza di questi politici che se ne
vanno senza nemmeno ascoltare che cosa gli altri stanno dicendo. Non me
ne frega niente. Cacciatemi. Questi signori della politica devono
abituarsi e accettare di confrontarsi anche con chi ha idee diverse e,
comunque, starli a sentire"
CHE COSA??????
E' LUI A LAMENTARSI??????????
Questo tizio, personalmente, mi ha ampiamente rotto le scatole. Chi è? Cosa porta alla Rai per cui deve continuare a lavorare?
Dov'è, soprattutto, finita la famosa imparzialità di cui sopra, quando tutta Europa sa che è stato eletto eurodeputato per i DS????? Proprio lui ci viene a parlare di SIGNORI DELLA POLITICA????
Diamogli retta.
Cacciamolo. E mettiamo al suo posto un giovane. Nuovo, senza tessera, senza nessun padrone a cui rispondere.
E se anche fosse a favore del matrimonio e dell'adozione gay, porca miseria lo sopporterei meglio di quel fazioso di Santoro.
da www.kalash.ilcannocchiale.it






