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  1. #1
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    Predefinito 2013, Berlusconi Presidente della Repubblica. Cosa si fa?

    Parliamo si del leader del csx per il 2013 ma parliamo anche della ipotesi (molto probabile) di un Berlusconi trionfatore delle prossime elezioni, eletto al Quirinale.

    Da li nominerebbe i futuri giudici della CC asservendola al suo potere, sarebbe il capo del CSM.. in pratica vedrebbe realizzate le sue riforme senza neanche farle.

    Ed in piu non potrebbe neanche piu essere contestato perche essendo Capo dello Stato scatta il vilipendio. Addio editoriali di Travaglio e trasmissioni alla Santoro.

    E noi? cosa potremmo fare in quel caso?

    (PS: forse al Quirinale potrebbe metterci un suo uomo ma non è detto)
    Se hai un po di tempo da perdere fai un salto qui:
    www.candidonews.wordpress.com
    Un blog in cui parlare di Politica, Informazione, Televisione, Cinema e tanto altro...

  2. #2
    Maria Di Donna Presidente
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    Predefinito Re:2013, Berlusconi Presidente della Repubblica. Cosa si fa?

    Niente.Aspettiamo.
    Noi italiani ce la caviamo sempre,ricordatelo.

  3. #3
    Basileus ton Romaion
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    Predefinito Re:2013, Berlusconi Presidente della Repubblica. Cosa si fa?

    Speriamo nella Divina Provvidenza. Ecco perchè Bersani vuole allearsi con l'UDC. Mica per il 6% di Casini, ma per i loro agganci in "Altissimo".
    Questa è l'Italia del futuro: un Paese di musichette mentre fuori c'è la Morte

  4. #4
    Basileus ton Romaion
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    Predefinito Re:2013, Berlusconi Presidente della Repubblica. Cosa si fa?

    Parlando più seriamente, la cosa che mi chiedo è: se Berlusconi è certo vincere le elezioni 2013, perchè vuole l'elezione diretta del Presidente della Repubblica?

    Alla fine, con un parlamento a maggioranza PDL-Lega con un Tremonti Premier e lui al Quirinale avrebbe anche più potere di quello che avrebbe da Presidente Presidenzialista.

    L'elezione del Presidente della Repubblica, per come avviene col sistema corrente, è ancora una fine arte italica da Prima Repubblica. Nel segreto dell'Urna Dio ti vede, Stalin (Silvio) no.

    Quindi se la costituzione non cambia, siamo sicuri che Silvio riesca a raccattare i 500 e rotti voti che gli servono a Camere riunite?
    Questa è l'Italia del futuro: un Paese di musichette mentre fuori c'è la Morte

  5. #5
    Maestrina Lisergica
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    Predefinito Re:2013, Berlusconi Presidente della Repubblica. Cosa si fa?

    Nell'ordinamento italiano la figura del PdR è semplicemente fondamentale: se questi è una persona equilibrata e corretta, l'ordinamento regge, sennò l'ordinamento crolla.
    In altre parole, se Berlusconi diventa PdR con un governo "amico", quello che vediamo ora può essere elevato all'ennesima potenza, se invece lo diventa con un governo "nemico", si finisce di corsa alla paralisi istituzionale più totale.
    Il rischio di Berlusconi è quello di far la fine di Andreotti nel 1992. Quando elessero Scalfaro.
    In hoc Silvio vinces.

  6. #6
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    Predefinito Re:2013, Berlusconi Presidente della Repubblica. Cosa si fa?

    Ne ha parlato anche Bracconi su Repubblica.

    Non è un bello scenario.
    Città Democratica - Blog di politica e attualitÃ

  7. #7
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    Predefinito Re:2013, Berlusconi Presidente della Repubblica. Cosa si fa?

    odio queste domande retoriche.

    Comunque sara' un periodo divertente, come con Cossiga. E quando diventera' senatore a vita sara' ancora piu' spassoso

  8. #8
    Maestrina Lisergica
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    Predefinito Re:2013, Berlusconi Presidente della Repubblica. Cosa si fa?

    Il B. non ha il senso dell'umorismo del picconatore.
    In hoc Silvio vinces.

  9. #9
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    Predefinito Re:2013, Berlusconi Presidente della Repubblica. Cosa si fa?

    Il 2013? Abbiamo i "precedenti", eccoli:


    La crisi del 2008 [modifica]

    Il 29 marzo nel paese si sono tenute elezioni politiche anticipate che, come previsto, hanno visto come sfidanti Robert Mugabe e il capo dell'opposizione, Morgan Tsvangirai. L'opposizione aveva subito chiesto delle elezioni libere e democratiche, in mancanza delle quali avrebbe messo in ginocchio il paese con proteste di massa[1]. Tesa la vigilia del voto: l'MDC si diceva certo della vittoria, esercito e polizia erano in stato di massima allerta. Mugabe, in cerca del sesto mandato[2], affermava a sua volta di avere la vittoria in pugno. Il 29 marzo si videro lunghe code ai seggi fin dalle prime ore del mattino[3], per una tornata elettorale storica, perché decisiva per il destino del paese.

    Votando in una scuola elementare di Harare, il vecchio presidente aveva dichiarato:"Noi non manipoliamo le elezioni. Siamo gente onesta. Non potrei dormire sonni tranquilli, se avessi barato alle elezioni. Perché dovrei barare? La gente sostiene noi. Nel momento in cui non ci sosterrà più, allora lasceremo la politica[4]". In realtà era alto il timore di brogli da parte del regime, infatti era stata scoperta, poco prima delle elezioni, l'esistenza di ben 8.500 elettori fantasma, censiti in una zona disabitata[5]. Inoltre ci sono stati problemi con i seggi di appartenenza. Secondo l'organismo che ha curato la supervisione del voto, l'affluenza alle urne è stata alta ma molti elettori sono stati respinti per la confusione fatta sui confini dei singoli distretti elettorali[6]. Fin dalla chiusura dei seggi l'opposizione ha proclamato la propria vittoria[7][8]. Il segretario generale del MDC, Tendai Biti, ha dichiarato poco dopo la chiusura dei seggi:È un momento storico per noi tutti. Abbiamo vinto queste elezioni[9]. Tuttavia lo spoglio delle schede è stato molto lento. Durante il conteggio dei voti il dittatore Mugabe aveva lanciato un grave monito:Non saranno ammesse proteste[10]. Subito si sono lanciate accuse contro Mugabe, reo, secondo l'MDC, di aver aggiustato il risultato del voto[11].

    I primi risultati davano un testa a testa tra governo e opposizione[12]. Ufficialmente i candidati erano in parità, ma secondo dati diffusi dal MDC, calcolando 96 seggi sui 128 del parlamento, Tsvangirai avrebbe ottenuto il 60% delle preferenze[13]. Il silenzio di Mugabe, non apparso in pubblico dal giorno delle elezioni, aveva fatto pensa re che fosse scappato in Malesia, notizia smentita il 1 aprile[14]. Nonostante i ritardi preoccupanti nello spoglio, un gruppo indipendente di monitoraggio delle elezioni ha dichiarato, pochi giorni dopo il voto, che sarebbe stata concreta la possibilità di un ballottaggio per le presidenziali[15]. Tuttavia, tutti gli osservatori indipendenti e i paesi occidentali davano per finito il regime di Mugabe, dato prossimo alle dimissioni[16]. Il presidente, al potere ininterrottamente dal 1980, ha quindi cominciato in Aprile a trattare con l'opposizione le sue dimissioni[17][18], secondo insistenti voci, poi smentite. Il quotidiano zimbabwese The Herald ha annunciato il 2 aprile che secondo i risultati diffusi dalla commissione elettorale nessun partito avrebbe superato la soglia del 50%, rendendo così inevitabile il ballottaggio[19][20][21]. Temendo violenze come quelle avvenute in Kenya dopo il voto del 27 dicembre 2007, lo Zambia ha disposto l'esercito lungo il confine con lo Zimbawe[22].

    Nonostante la perdita della maggioranza in parlamento[23], Mugabe ha deciso di non farsi da parte. Secondo l'agenzia Fides, il delicato clima post elettorale potrebbe portare a disordini e fughe di massa[24], peraltro già verificatisi prima della consultazione elettorale. Non a caso in breve tempo la tensione è salita nel paese: il 3 aprile 2008 è arrivata la notizia che agenti di polizia hanno circondato un hotel ospitante giornalisti occidentali impegnati a seguire le elezioni nazionali[25]. Nel corso di questa operazione intimidatoria sono stati arrestati pretestualmente due giornalisti, tra cui un reporter del New York Times[26], Barry Bearak[27]. Entrambi sono stati in seguito incriminati: l'accusa, per Bearak e il suo collega britannico Steven Bevan, era quella di esercitare la loro professione senza esserne accreditati[28]. Il 4 aprile Mugabe ha convocato i vertici del suo partito per discutere della strategia da adottare di fronte alla situazione[29]. Sul punto di presentare un'istanza per cercare di avere i dati chiari delle elezioni, gli avvocati dell'opposizione sono stati fermati da agenti di polizia e quindi è stato impedito loro di recarsi all'Alta Corte[30]. Infine, la Commissione elettorale dello Zimbabwe ha ufficializzato un sostanziale pareggio al Senato[31].

    In questo periodo sono continuati gli assalti, partiti nel 2000, alle fattorie possedute dai bianchi: ne sono state attaccate una ventina, anche quella di un italiano[32]. Lo ZANU-PF ha chiesto intanto di ricontare le schede elettorali, richiesta tacciata come illegale dall'opposizione[33]; i contadini bianchi sono tornati ad essere nel mirino del presidente Mugabe, innescando il rischio di una guerra civile[34]; inoltre Mugabe ha detto di non permettere che i bianchi possano riprendere le loro terre[35]. Nei primi giorni di Aprile sono stati cacciati più di sessanta farmers bianchi[36][37], addirittura è stato sfrattato il primo nero, perché accusato di aver votato l'opposizione[38]. In attesa di sapere definitivamente i risultati elettorali, alcuni funzionari della Commissione elettorale sono stati arrestati, dietro l'accusa di aver commesso errori nello scrutinio, a danno dell ZANU-PF[39]. In continua salita è la tensione nel paese, aggravata da una spaventosa crisi alimentare, accentuata a sua volta anche da un lungo periodo di siccità[40]; sempre più probabile si è fatto lo scenario di una futura guerra civile, anche a causa della repressione continua della polizia, che l'11 aprile ha addirittura vietato proteste e manifestazioni di matrice politica[41].

    In un clima sempre peggiore, dei rappresentanti diplomatici statunitensi e britannici sono stati fermati ad un posto di blocco e per qualche ora trattenuti, anche se sono stati in seguito rilasciati[42]. L'enorme ondata di migranti dei cittadini dello Zimbabwe verso il Sudafrica ha causato il crearsi di una situazione tesissima nel Sudafrica stesso, diventato teatro di attacchi xenofobi e ronde ai danni degli immigrati provenienti dallo Zimbabwe[43]. Nel frattempo il governo ha tentato di bloccare l'attività dei gruppi umanitari operanti nel paese, cercando così di rafforzare la morsa repressiva[44].

    In vista del ballottaggio del 27 giugno, Morgan Tsangirai ha definito il governo dello Zimbabwe una giunta militare, che ha in mano il paese[45]. Appena rientrato dall'estero, il segretario generale dell'Mdc Tendai Biti è stato arrestato[46]: i suoi avvocati ne hanno sollecitato la scarcerazione[47]. Robert Mugabe ha dichiarato pochi giorni prima del secondo turno delle presidenziali, fissato per il 27 giugno, che in caso di vittoria dell'MDC i veterani della guerra di liberazione sarebbero stati pronti ad imbracciare le armi[48]. Il 18 giugno quattro attivisti dell'opposizione sono stati bruciati vivi, in seguito all'esplosione della casa in cui si trovavano[49]. Il 19 giugno, inoltre, è stata annunciata la morte della moglie del sindaco di Harare, facente parte dell'MDC, pestata a morte[50]. Al 20 giugno, secondo fonti mediche, ammontavano ad 85 le vittime delle violenze politiche[51]. Il 22 giugno Tsvangirai ha annunciato il suo ritiro dalle elezioni, in quanto sarebbe stato impossibile che si sarebbero verificate liberamente[107][108][109][110][111].

    Dopo tale decisione il leader dell'opposizione zimbabwese si è rifugiato nell'ambasciata olandese di Harare[112][113][114]. Il presidente Mugabe si è detto disponibile alle trattative solo dopo il ballottagio del 27 giugno[115], il cui esito sarebbe stato peraltro scontato dopo il ritiro dell'opposizione del Movement for the Democratic Change. Comunque, un alto funzionario del Dipartimento di Stato statunitense, Jendayi Frazer, ha affermato che il risultato elettorale non sarebbe stato riconosciuto dagli USA[116][117][118][119], mentre Tsvangirai, secondo il Guardian, avrebbe chiesto l'invio di un contingente militare internazionale di pace per proteggere il popolo[120][121][122]. Tuttavia tale affermazione è stata in seguito smentita dallo stesso Tsvangirai[123][124]. Intanto la Gran Bretagna ha revocato il titolo di cavaliere onorario che era stato concesso a Robert Gabriel Mugabe alcuni anni prima[125][126]. Nel Giugno 2008, Nelson mandela ha finalmente denunciato in modo esplicito la gravità della situazione in Zimbabwe[127][128][129], e nello stesso periodo Tendai Biti è stato liberato[130]. Sempre a fine Giugno, circa 300 oppositori del regime si sono rifugiati presso l'ambasciata sudafricana, probabilmente dopo esser stati costretti a scappare a causa dei raid della polizia[131][132]; la fuga degli oppositori è diventata col tempo di dimensioni sempre maggiori[133] e la crisi economica sempre più acuta[134]. Critiche sulla legittimità del voto sono giunte anche da Barack Obama[135]. Lo Zimbabwe è diventato uno dei paesi più pericolosi ed instabili del mondo, per esattezza il terzo, per il Foreign Policy[136]. Tsvangirai ha definito il giorno del ballottaggio come un giorno di vergogna, essendo Mugabe candidato unico[137]; con l'intento di isolare lo Zimbabwe anche diplomaticamente, il Ministro degli Esteri Frattini ha chiesto all'UE di valutare un possibile ritiro degli ambasciatori europei dal paese[138][139].
    Dopo il ballottaggio [modifica]

    Come nelle previsioni, a vincere il ballottaggio del 27 giugno è stato il presidente in carica Robert Mugabe[140], anche se il voto è stato definito dagli osservatori africani né libero, né giusto, specie considerando le violenze e le intimidazioni cui sono andati soggetti coloro che hanno deciso di non votare Mugabe[141]. Sempre più allarmanti le notizie riguardanti il trattamento degli oppositori: alcuni di quelli rifugiatisi in Gran Bretagna sarebbero stati terrorizzati da agenti della Central Intelligence Organisation(CIO), i servizi segreti del regime[142], mentre alcuni di quelli ancora residenti in patria sarebbero stati torturati in centri di rieducazione[143]. Dopo il ballottaggio, sono stati minacciati perfino i sacerdoti missionari, ai quali è stato impedito di recare aiuto agli sfollati[144]. Mugabe ha giurato come presidente il 29 giugno, ottenendo così ufficialmente il sesto mandato presidenziale[145][146]. Parallelamente al giuramento, il premier del Kenya Raila Odinga e l'arcivescovo di Città del Capo, il celebre Desmond Tutu, hanno chiesto un invio di forze di pace nel paese, e hanno detto di non riconoscere l'esito del voto[147]. Il secondo turno presidenziale è stato giudicato illegittimo anche dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon[148][149][150][151]. Inanto, Tsvangirai ha chiesto ai leader dei paesi arabi, riuniti in Egitto per un vertice dell'Unione Africana, di non riconoscere il voto[152]. La stessa Unione Africana ha condannato il ballottaggio, noto anche come ballottaggio-farsa, definendolo non democratico[153][154][155].

    Secondo quanto annunciato dal Times, dopo nemmeno un'ora di distanza dal giuramento di Mugabe, è stato attaccato un farmer bianco, Ben Freeth, che il giorno prima del voto aveva denunciato le violenze in atto nel paese[156]. Al 30 giugno, in tutto sono stati quattro i farmers attacati[157]. Il 1 luglio, Morgan Tsvangirai ha lasciato l'ambasciata olandese, nella quale si era rifugiato qualche tempo prima[158][159].

    In un eccesso d'ira, occorso durante un summit dell'Unione Africana a Sharm el Sheikh, in Egitto, George Charamba, consigliere di Mugabe, si è augurato che gli occidentali, non avendo alcun diritto di interferire nella politica interna zimbabwese, si facciano impiccare[160][161], e ha dichiarato che l'Occidente può andare al diavolo mille volte[162]. Tuttavia lo stesso Mugabe non si è dimostrato più calmo. Intervistato durante lo stesso summit da Julian Manyon, giornalista britannico della rete ITN, il presidente ha perso la pazienza: le sue guardie hanno allontanato Manyon[163], poi il presidente lo ha chiamato maledetto idiota[164].

    L'Unione Africana ha deciso, sempre a Sharm el Sheikh, di esaminare una risoluzione per un governo di unità nazionale[165][166]. All'inizio di Luglio oltre 200 persone hanno cercato rifugio presso l'ambasciata statunitense ad Harare[167][168][169]. Nel frattempo le persecuzioni ai danni degli oppositori non hanno dato segno di cessare: i nomi di sette parlamentari dell'opposizione, sempre nello stesso periodo, sono finiti nella lista dei ricercati dalla polizia, con le accuse di incitamento alla pubblica violenza, tentato omicidio ed altre[170]. Il 5 luglio il Guardian, noto quotidiano inglese, ha pubblicato sul web un video che mostra esplicitamente i brogli elettorali alle ultime elezioni in Zimbabwe[171][172][173][174].

    Secondo quanto riportato dall'Observer, la Gran Bretagna ha rimandato indietro oltre 11.000 profughi zimbabwesi che avevano cercato asilo in quel paese[175][176]. L'opposizione ha inoltre denunciato che le milizie filo-governative attacchino dei campi profughi allestiti per i rifugiati politici[177], in questi attacchi sarebbero state uccise decine di sfollati, precisamente a Gokwe, a nord di Harare[178]. La situazione dei profughi è diventata particolarmente spinosa per il Sudafrica, accusato dall' Unhcr, l'Alto ommissariato dell'ONU per i rifugiati,di aver espulso circa 17.000 profughi provenienti dallo Zimbabwe[179]. La linea italiana è sembrata alquanto incerta: mentre il ministro Frattini ha richiamato per consultazioni l'ambasciatore ad Harare e si è dimostrato molto critico verso i rapporti diplomatici con lo Zimbabwe, il premier Silvio Berlusconi si è dimostrato assai recalcitrante, se non quasi contrario, alla possibilità di colpire Robert Mugabe con ulteriori sanzioni, oltre a quelle già applicate ed in vigore[180].

    Lo Zimbabwe, con l'andare del tempo, è diventato nuovo terreno di scontro tra Stati Uniti e potenze occidentali, da una parte, e Cina e Russia, dall'altra. Questi ultimi due paesi hanno infatti dichiarato di voler porre il veto al Consiglio di Sicurezza dell'ONU riguardo eventualki sanzioni contro Mugabe[181]. Contraria a queste sanzioni praticamente tutta l'Unione Africana, con l'eccezione della Liberia, che invece si è dichiarata favorevole[182]. Questi provvedimenti sono però considerati dal governo dello Zimbabwe come atti razzisti e colonialisti, come li ha descritti il ministro della Comunicazione dello Zimbabwe, Sikhanyiso Ndlovu[183].

    Come peraltro avevano già annunciato, Russia e Cina hanno posto il veto sulle sanzioni contro Mugabe al Consiglio di Sicurezza dell'ONU[184][185][186][187][188][189][190][191]. Precedentemente, era stata espressa dal rappresentante della missione permanente dello Zimbabwe all'ONU la preoccupazione che le sanzioni possano portare ad un guerra civile[192].

    Dopo estenuanti ed altalenanti trattative per un governo di unità nazionale, [193], nelle quali a provvisori successi[194] si sono alternati fallimenti[195][196][197], l'opposizione ha comunque registrato una storica vittoria ottenendo la presidenza della camera bassa del parlamento[198], sebbene il senato sia rimasto nelle mani di Mugabe[199]. Ciò nonostante, il numero di parlamentari del MDC arrestati tra i banchi del parlamento stesso è salito fino a 5 nell'Agosto 2008[200].

    Nel Settembre 2008 sono stati firmati gli accordi per la formazione di un governo di unità nazionale tra Mugabe e opposizione[201].

    Vista la crisi economica, politica e sociale, è indispensabile un cambiamento radicale nel futuro dello Zimbabwe, e questa attesa svolta diventa sempre più necessaria per risollevare le sorti dello stato.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dello_Zimbabwe
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  10. #10
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    Predefinito Re:2013, Berlusconi Presidente della Repubblica. Cosa si fa?

    2013,Berlusconi Presidente della Repubblica. Cosa si fa ?

    se riusciamo a non fermarlo perfino mentre si appresta ad invadere il Quirinale è la fine.
    di tutto.

    non voglio neanche pensarci,le prossime elezioni vanno vinte.

 

 
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