La divisione ideologica del Mondo in 2 parti =
1) il Territorio dell’Islam (Dar al-Islam) = Territorio della pace (Dar al-salam) |
2) il Territorio “altro” = Territorio della Guerra (Dar al-Harb) | tertium non datur – ogni altra definizione che capitasse di incontrare (Dar al-kufr etc.) sarebbe in realtà una sotto-categoria della (2) cioè del Territorio della Guerra
I rapporti con i non-islamici nel Dar al-Islam : a) le genti del Libro (cristiani e giudei) =
i non-islamici del Territorio della Pace sono chiamati “dhimmi” – mentre i non-islamici del Territorio della Guerra sono detti “harbi”
Ai dhimmi , cioè i non-islamici dei Paesi conquistati e assoggettai , purchè appartenenti alle genti del Libro (Kitab) – cioè ai cristiani e ai giudei - furono storicamente date tre scelte : Islam (cioè la conversione alla Vera Fede) , Tributo (che non vuol dire soltanto tassa ma tutta una serie di obblighi e divieti tendenti a mortificare l’esistenza e a condurre – alla lunga – alla “spontanea” conversione) o Spada (che vuol dire morte)
Era ed è tuttora oggi assolutamente inconcepibile che un non-islamico possa vivere in condizioni di civile parità , nel Dar al-Islam , con gli altri cittadini islamici
I rapporti con i non-islamici nel Dar al-Islam : b) i pagani – cioè tutte le fedi diverse da quelle del Libro (e cioè Islam , Cristianesimo e Giudaismo) =
ai dhimmi pagani - diversamente che ai dhimmi del Libro (genti del Kitab : cristiani e giudei) – vennero storicamente date - una volta che il loro territorio fu conquistato e assoggettato - non tre ma due sole scelte : Islam o Spada | con esclusione cioè di continuare a praticare la propria fede avita contro il pagamento di una tassa (meglio sarebbe dire multa !)
I rapporti con i non-islamici nel Dar al-Harb = …
viceversa nel Dar al-Harb , agli islamici colà residenti (e in teorica attesa della venuta e conquista da parte dei loro fratelli del Dar al-Islam : l’islamico ha una concezione esistenziale , psicologica , che possiamo definire dinamica e progressiva , nel senso che interpreta la Storia come un moto continuo e costante di espansione della Vera Fede verso la conquista di sempre nuovi orizzonti)
… dicevo nel Dar al-Harb viene insegnato , dalle varie scuole di preghiera , a dissimulare la propria genuina convinzione in merito al concetto di parità e reciproco rispetto fra le varie fedi , e dunque a chiedere il riconoscimento su un piede di parità civile della propria religione con la fede del Paese ospitante , qualunque essa sia (Cristiana , Hindù , Buddista , Confuciana etc.)
Bisogna però precisare che questa “doppiezza” non è peccato ed anzi è gradita a Dio se serve a espandere l’affermazione della Vera Fede




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una zeta in piu mi raccomando eh.

