Art. 36 dei Principi fondamentali della Costituzione della Repubblica ItalianaIl lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla FAMIGLIA un'esistenza libera e dignitosa.Ragioniamo: * Della FAMIGLIA fa parte anche la moglie, o la tapina se vuol campare deve lavorare dentro e fuori casa trascurando la crescita e l'educazione dei figli, delegando la stessa a terzi? * Il lavoro "fuori casa" della donna-madre è un diritto, o si è trasformato, grazie alla mediazione di quattro suffragette "femministe", in un dovere che ha sollevato la classe politica da qualsivoglia responsabilità nei confronti delle famiglie?* Può un dipendente pubblico che percepisce 1200/1300 euro al mese, assicurare a sé alla famiglia (moglie e uno o due o più figli) un'esistenza dignitosa?* La professione di Casalinga e Madre come viene retribuita dallo Stato? Non si tratta forse di un lavoro al nero che non viene riconosciuto dall'apparato statale il quale si rende in tal modo reo di contravvenire non solo all'art. 31 ma anche all'art. 4 della Costituzione?




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