"Ho letto l'articolo di Jacopo Iacoboni su La Stampa del 6 su Franco Turigliatto "Io vero precario che non avrò Pensione". Vi si dice che Franco Turigliatto fu assunto in Regione Piemonte nel 2005. Nel caso di Turigliatto l'assunzione avvenne a luglio del '99; fui io ad assumere Franco e firmare il contratto che era a tempo determinato, in quanto i gruppi consiliari non possono stipulare contratti che superino la legislatura. Ma nel 2000 il suo contratto fu confermato senza soluzione di continuità e fui sempre io a firmare il contratto con scadenza a fine legislatura. Nel 2005 il nuovo Capogruppo, Sergio Dalmasso, fece altrettanto: scadenza 2010. Attualmente Turigliatto è in aspettativa per via della sua elezione al Senato avvenuta non perché estratto a sorte, ma perché il gruppo dirigente nazionale e locale decise di collocarlo al secondo posto nella lista.
Precedentemente il '99 Franco era stato alle dipendenze dell'Assessore al Bilancio del Comune di Torino Stefano Alberione con un contratto dirigenziale. In seguito il contratto di Turigliatto è stato sempre quello di grado più elevato all'interno del gruppo, pari a un settimo livello della Regione con, ovviamente, il versamento dei contributi pensionistici. Nel '99 è stato assunto con un compenso annuo lordo di 55 milioni di lire, nel 2005 di 30.656 euro: non certamente stipendi di fame e decisamente superiori a quelli di un lavoratore Fiat. Inoltre era previsto il pagamento di un rimborso spese per i viaggi effettuati sia a Roma che in Regione, per i pasti, il telefono e anche per il parcheggio.
Rocco Papandrea Ufficio Stampa PRC "
Nelle faide interne, più un partito è massimalista, più si lacera a brandelli. Tuttavia è interessante questo ritratto del senatore ‘tuttodunpezzo' che si dichiara nullatenente e precario da sempre e che, invece, risulta piazzatissimo con ottimi stipendi e una buonissima pensione per il futuro. Perché Turigliatto è cascato nella trappola rilasciando un'intervista così...imprecisa? Per ipocrisia o per pudore. Quando si ha professato una fede per tutta la vita ci si conforma ai riti ed alle usanze, uscirne è impossibile. (rt)