Tappeto rosso ad onorevoli e cavalieri della corruzione alla Bocconii giornalisti non possono entrare e neanche il pubblico :
http://www.youtube.com/watch?v=1oxHe...related&search=


Tappeto rosso ad onorevoli e cavalieri della corruzione alla Bocconii giornalisti non possono entrare e neanche il pubblico :
http://www.youtube.com/watch?v=1oxHe...related&search=


1) è la statale non la bocconi
2) è un convengno, non una lezione
3) pietro ricca ha commesso 3 reati nel giro di dieci minuti, permettendosi ogni genere di schiamazzo molesto in un luogo dove c'è gente che lavora, e poi va a predicare la legalità.
pietosa sceneggiata.






hai presente quando uno passa dalla ragione al torto. ecco, lasciati dire da uno che fa della legalità la sua vita morale e professionale che ricca quel giorno ha fatto tutto tranne che far capire 1) chi era il tipo 2) che cosa aveva fatto. ha fatto al contrario la figura del matto invasato, e si è attirato le antipatie di tutti, soprattutto di chi vota csx. te lo dico io che ero presente.


Per Stef :
Sono io che ho sbagliato perchè ieri Scaroni faceva lezione alla Bocconi sulle sue abilità di manager e cavaliere del lavoro in barba ai vari Libero Grassi,Falcone etc....è un ometto qualunque (pari al popolo) che viene pagato e osannato coi tappeti rossi e le sedute in cattedra ad insegnare ai prossimi manager che devono imparare da lui :
http://www.pieroricca.org/category/politica/
Le lezioni nelle statali e quindi penso anche i convegni devono essere pubblici come lo sono le aule e se si invita o si esclude qualcuno si dovrebbe specificarne il motivo e non farla a porte chiuse altrimenti non si capisce perchè non la abbiano fatta al ministero ....l'università è un pubblico luogo al servizio degli studenti e della comunità.
La verità è che proponendo questi personaggi da mazzette intendono corrompere l'opinione pubblica dandogli modelli in cui identificarsi che non siano le persone oneste (che tengono duro) perchè loro non lo sono stati e vogliono rimanere dove sono.
Il lavoro di Piero Ricca e quello del vero giornalista non del lecchino ed è per questo che deve affrontare la vita "a muso duro" come chiunque è come lui ...tutti gli altri si arrabattano ma non hanno più faccia.
La terza osservazione non ti fa merito e spero che te la rimangi non ho nessuna stima di chi fa il lecchino dei potenti e incolpa gli onesti per difendere le ruberie di partito.
Ps.Ho visto che ci sono altri commenti di dissenso (Wiseman)ognuno pensa come vuole ma attenzione ...girano più mezze tacche che persone intere


bene, non solo non rimangio nulla ma a questo punto vi posto la lettera che ho mandato al signor pietro ricca.
Una sceneggiata incredibile che richiede almeno tre precisazioni: premesso che la lotta contro la corruzione ed il malcostume in politica mi trova assolutamente d'accordo
1) i convegni non sono luoghi pubblici, al massimo luoghi aperti al pubblico.
L'accesso non è libero, ma a discrezione dell'organizzazione. Millantare accrediti del "primo blog d'europa", del sito di Beppe Grillo, non solo non le dà alcun diritto di accesso, a maggior ragione quando il diniego di accesso sia generalizzato e dovuto a ragione di pubblica sicurezza come comunicato dalle forze di polizia all'ingresso dell'università, ma addirittura dimostra il carattere assolutamente fazioso, polemico e provocatorio della sua polemica.
Non è certo andando in giro a fare il matto, gridando come un ossesso, che convincerà la gente ad ascoltarla: semmai la spaventerà, apparendo come un fondamentalista invasato e perciò inattendibile. Un consiglio, per la prossima volta: si limiti a distribuire volantini informativi fuori dall'università e ci risparmi questo genere di "show".
2) lei, che pure predica (correttamente) il rispetto della legalità, aggredendo e ingiuriando una persona che la invitava a "non fare confusione", apostrofandola "cialtrone", peraltro approfittando del fatto che il soggeto in questione stava allontanandosi, ha commesso (e non come dice lei "fatto) il reato di cui all'art. 594 c.p.
Inoltre, lei forse non ha considerato che in quella università qualcuno lavora. E se conosce, o dice di conoscere, quali sono sono i suoi diritti, dovrebbe anche imparare quali sono i suoi doveri: ad esempio quello di non arrecare disturbo a chi sta lavorando a pochi metri di distanza da lei, e che sicuramente non trae giovamento alcuno dai suoi schiamazzi e dalle sue grida. Del resto, anche in questo caso, il suo comportamento potrebbe essere penalmente sanzionabile ai sensi degli artt. 659 e 660 c.p.
3) basta con l'ipocrisia sulle scorte: si tratta di due Ministri della Repubblica, quello dell'Interno (da cui dipende la polizia) e quello del tesoro (da cui dipende la Guardia di finanza). E' davvero iprocrita accusare due ministri di abusare della scorta, per poi magari lamentarsi se qualcuno ci rimane secco perchè la scorta gli viene tolta.
D'accordo nel limitare gli eccessi: ma limitiamoli tutti gli eccessi, non solo quelli degli altri. E poi, Amato è un professore universitario: con lui, quel giorno, c'erano molto collaboratori. E, a differenza di quanto lei crede, è normale che li paghi lo stato e non amato stesso, dal momento che i ricercatori universitari sono dipendenti pubblici, pagati per condurre attività di ricerca, attività che comprende anche la partecipazione a convegni e seminari.
Quel giorno, la bontà delle sue intenzioni ed argomentazioni è stata tristemente cancellata dal suo inutile teatralismo, che l'ha resa antipatico a tutti ed incomprensibile ai più.
Cordialmente,
da un elettore di centrosinistra, ricercatore universitario, che fa della legalità la sua stella polare.


pur ritenendo giusto quello che dici...mi sembra strano "corrompere l'opinione pubblica" con dei convegni a porte chiuse...
comunque questo è un problema della Statale, inesistenza degli spazi, invisibilità delle autorità...quando studiavo io (laureato nel 2002) non ho MAI visto il rettore, nonostante fossi eletto nel consiglio di facoltà...e oggi, dopo più di 4 anni, quando di nuovo torno in Statale, vedo da parte degli studenti le medesime richieste, sempre inascoltate.
E' un problema della Statale, non è un problema di Scaroni, non è un problema di "politica nazionale"...Ricca si è incazzato con le scorte ad Amato (se non ci sono è un male, se ci sono è peggio ancora...cazzo, è ministro degli interni, se non ha una mega scorta lui chi dovrebbe averla??) e poi perchè non lo facevano entrare, strepitando e schiamazzando...ma doveva incazzarsi con la dirigenza della Statale.
giornalista??Il lavoro di Piero Ricca e quello del vero giornalista non del lecchino ed è per questo che deve affrontare la vita "a muso duro" come chiunque è come lui ...tutti gli altri si arrabattano ma non hanno più faccia.
...un servizio con una musichetta assurda da blockbuster americano, isteria allo stato brado...autoreferenzialità a manetta ("sono accreditato dal più grande blog europeo"...ma che discorso è????), se la prende coi poliziotti...urla, schiamazza, disturba...è peggio dei dianetici in via Torino
è giornalismo, questo??
Ricca ha la capacità (opposta a quella richiesta ad un giornalista) di spostare completamente l'attenzione dal fatto a se stesso, facendo passare sempre in secondo piano ciò che va a commentare...
Con tutto che va a scegliere a volte argomenti interessanti...ma cicca sempre obiettivo e risultato, non un granchè come giornalista.



