Gentile Augias, sono madre di una ragazza lesbica, mia figlia ha avuto con noi (me, il padre e la sorella) un rapporto schietto e dopo lunga introspezione si è accettata comunicandoci la sua vera natura. Può immaginare il dispiacere, la difficoltà di accettare una simile differenza, accompagnata dalla sicurezza della discriminazione di cui avrebbe sofferto.
Questo timore è diventato certezza dopo le parole della senatrice Binetti. Mia figlia, ragazza sana e di ottimi principi, ha capito subito la lezione, si è laureata con lode in ingegneria a 23 anni, ha cominciato a lavorare ed ha potuto a 27 anni comprarsi casa ed andare a vivere con la ragazza che da 6 anni amava. Un rapporto affettivo sincero.
Dovremmo tutti imparare che accettare la diversità non significa danneggiare una famiglia. Perché chi ha rapporti eterosessuali dovrebbe sentirsi offeso dal fatto che si garantiscono diritti ad altre unioni? Penso che la garanzia dei diritti sia sempre un momento di crescita, non si pensa di dare ad alcuni per togliere ad altri ma di aggiungere. E' complicato vivere condizioni di diversità come mia figlia in un paese poco aperto come l'Italia.
Credo che l'atteggiamento della Binetti confligga con i valori cristiani di tolleranza ed amore, dettato solo dalla paura del diverso. Non c'è alcuna differenza tra etero ed omosessuali, se si superano i pregiudizi. Se invece le diversità vengono esasperate da atteggiamenti di condanna ed escluse da diritti elementari solo sulla base di scelte sessuali sarà sempre più difficile avere una società equilibrata e serena.
Lettera firmata
L' avversione di una parte del mondo cattolico e conservatore nei confronti degli omosessuali è inspiegabile in termini razionali.
La senatrice Paola Binetti, che pure è una donna colta, è arrivata a parlare nei giorni scorsi di 'deviazione', termine che evoca precedenti sinistri e che in ogni caso sottintende un rifiuto ormai inaccettabile dalla moralità corrente. Forme diverse di convivenza e di unione (etero ed omo) sono diffuse in tutto il mondo civile democratico, trovano ovunque una regolamentazione giuridica ma soprattutto in nessun altro paese incontrano resistenze ideologiche paragonabili a quelle italiane.
Dobbiamo arrivare ai paesi fondamentalisti di stampo religioso per trovare una concezione della sessualità così spaventata. Quale che sia l'idea che si ha dell'omosessualità, mettere in primo piano la 'deviazione' significa essere preda di un'ossessione, essere attraversati da pensieri riprovevoli, immiserire la propria etica, vorrei dire il proprio umanesimo, abbassandosi a una questione di genitali. Trovo profondamente immorale una riduzione del genere.
Gli esseri umani sono creature complesse, la loro affettività, varia, delicata, a volte imprevedibile, li definisce meglio dei loro orifizi. Nichi Vendola, governatore della Puglia, si chiedeva giorni fa: «Ma davvero sono una carezza, un bacio 'irregolari' che minano le fondamenta della famiglia?».
Chiedo io: davvero si è disposti a tollerare, come si fa abitualmente, che il 'vizio' sia praticato anche da uomini di governo, anche da celebrità, purché resti nascosto, confinato nelle dicerie, nei sorrisetti complici, insomma purché non dia scandalo? Questa ipocrisia denuncia solo una profonda insicurezza.




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