Oggi ritorna al voto l'Irlanda del Nord per eleggere la sua Assemblea, il cui potere esecutivo fu sospeso nel 2002 da Londra.
Qui i risultati dell'ultima volta http://www.parties-and-elections.de/nireland.html


Oggi ritorna al voto l'Irlanda del Nord per eleggere la sua Assemblea, il cui potere esecutivo fu sospeso nel 2002 da Londra.
Qui i risultati dell'ultima volta http://www.parties-and-elections.de/nireland.html


Ottimo Bèrghem, sono curioso di vedere cosa ne esce![]()
salucc


Il nuovo esecutivo dovrà essere formato entro il 26 marzo, altrimenti Londra assumerà il governo. Secondo la recente riforma elettorale chi ha la maggioranza relativa esprime il premier e il secondo classificato il vicepremier: all'orizzonte, stando agli ultimi sondaggi, un'accoppiata con Paisley (democratic unionist party) premier e il numero due dello Sinn Fein (McGuinnes) come vice-premier![]()


Forza Sinn Fèin
Un Popolo una Nazione
LIGURIA NAZIONE
PADANIA INDIPENDENTE
Subcomandante


I due principali partiti dell'Irlanda del Nord sembrano in netto vantaggio sulle altre formazioni minori, il che vuol dire che unendosi avrebbero i numeri per dar vita a un governo. Lo spoglio delle schede, che è ancora in corso, conferma quindi le aspettative della vigilia, compreso il primato del Partito democratico unionista del reverendo protestante Ian Paisley, che dovrebbe diventare capo dell'esecutivo.
"Voglio vedere lo Sinn Fein così come mi è stato garantito - ha detto Paisley - cioè un partito democratico che abbandoni ogni suo collegamento con il terrorismo".
Le parole di Paisley rappresentano un primo segnale d'apertura verso il partito cattolico, suo storico rivale, con il quale dovrà formare la coalizione. Anche Gerry Adams, leader dello Sinn Fein, tende la mano all'avversario: "Tutti i partiti, incluso l'unionista, anche se a determinate condizioni, combattono per il principio che le istituzioni tornino a funzionare; che le elezioni siano seguite dall'avvio della devolution, il 26 marzo. Allora, facciamo in modo che questo accada!".
Londra ha promesso di trasferire competenze e fondi alle istituzioni di autogoverno dell'Irlanda del Nord. Ma a condizione che le parti, entro la fine di marzo, decidano di comune accordo come gestirle.
www.euronews.net


Sprofondi londra.




% Voti 2007 / Seggi
Democratic Unionist Party (DUP)
(unionist-) nationalist 30,1% / 36
Sinn Féin (SF)
(separatist-) socialist 26,2% / 28
Social Democratic and Labour Party (SDLP) PES
(separatist-) social-dem. 15,2% / 16
Ulster Unionist Party (UUP)
(unionist-) conserv. 14,9% / 18
Alliance Party of Northern Ireland (APNI) ELDR
liberal 5,2% / 7
Dunque i partiti più votati sono , come previsto, i 2 estremi DUP e SF (Forza Sinn Féin), però mentre il DUP prende solo lo 0,5 % in più rispetto le ultime elezioni lo Sinn Féin fa un balzo di 3 punti percentuali (Forza Sinn Féin
)i separatisti moderati del SDLP perdono il 2% ma scavalcano comunque gli unionisti moderati dell' UUP che hanno un mezzo tracollo perdendo quasi il 4%.........
In sintesi l'Indipendentismo avanzama sulla tenuta del Governo Nord-Irlandese ho molti dubbi visto anche l'estremizzazione del voto nord-irlandese.......
Un Popolo - Una Nazione
LIGURIA NAZIONE
PADANIA INDIPENDENTE
Subcomandante




Belfast, 10 mar. – Saranno il Partito Democratico Unionista e il cattolico Sinn Fein a formare il governo multipartito che dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, ritornare a governare l’Irlanda del Nord, a partire dal prossimo 26 marzo. Le elezioni per l’Assemblea di Stormont, svoltesi mercoledì, hanno visto il partito guidato dal reverendo Ian Paisley conquistare 36 dei 108 seggi disponibili, contro i 28 del Sinn Fein di Gerry Adams, i 18 del Partito Unionista dell’Ulster e i 16 del SDLP. A presiedere il governo nordirlandese sarà molto probabilmente lo stesso Ian Paisley, a cui si affiancherà Martin McGuinness, numero due del Sinn Fein. Ai protestanti andranno quattro ministeri, 3 al Sinn Fein, 2 all’ UUP e 1 ai cattolici moderati dell’ SDLP.
Le elezioni hanno visto in crescita i partiti più “estremisti”, da entrambe le parti, con il DUP che conquista sei seggi in più rispetto alle elezioni di quattro anni fa, e il Sinn Fein che aumenta di quattro. Crollano invece i protestanti moderati dell’UUP, che perdono ben nove seggi, mentre i socialisti scendono solo di due.
In un documento congiunto il premier inglese Tony Blair e il presidente dell’Eire Bertie Ahern hanno dichiarato che “il messaggio dell’elettorato nordirlandese è chiaro: dopo così tanti anni di frustrazione e delusione, i nordirlandesi vogliono creare un futuro migliore per l’Ulster, attraverso un governo di rappresentanza. Il ripristino delle istituzioni democratiche – hanno continuato i due premier – rappresenta un’opportunità di proporzioni storiche”.
Peter Hain, ministro per l’Irlanda del Nord, è stato invece perentorio, sottolineando come i politici nordirlandesi siano arrivati ad un punto in cui devono decidere una volta per tutte riguardo al ripristino dell’Assemblea di Stormont. Hain ha anche avvertito che se i partiti non riusciranno a trovare un accordo per formare un governo entro il 26 marzo, “l’Assemblea verrà dissolta ed i politici nordirlandesi non verranno più stipendiati, Stormont chiuderà e la politica nordirlandese verrà impacchettata, forse per anni”. “Scriverò ai leader dei partiti – ha continuato Hain – e ai nuovi parlamentari eletti per spiegare loro cosa comportino gli accordi di St.Andrews, perché qualcuno sembra ignorarlo”.
La scadenza del 26 marzo sembra però non piacere al DUP, il quale sostiene che il Sinn Fein debba ancora dimostrare il suo appoggio incondizionato alle forze di polizia e alla magistratura, come previsto dagli accordi di Sr.Andrew dello scorso ottobre. Peter Robinson, leader dei deputati del DUP, ha dichiarato “ci dovranno essere le condizioni perché il DUP possa governare insieme al Sinn Fein. Dipende da altre persone – ha continuato Robinson – rispettare le condizioni il più presto possibile”.
La prossima settimana inizieranno gli incontri, a cui prenderanno parte anche Peter Hain e il ministro degli interni Gordon Brown, tra i leader dei quattro maggiori partiti nordirlandesi per contrattare la formazione del nuovo esecutivo.