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Eni: partnership con Bocconi per "cattedra dedicata"
MILANO (MF-DJ)--Eni e l'universita' Bocconi di Milano hanno stretto un accordo quinquennale che prevede, fra l'altro, l'istituzione di una "cattedra dedicata" in Strategic Management in Energy Industry, finanziata dal cane a sei zampe che ha investito, nel progetto, 2,5 mln euro.
Titolare della cattedra sara' Robert Grant, professore di management alla McDonough School of Business della Georgetown University di Washinghton, che "era gia' stato consulente strategico industriale di Eni ai tempi di Bernabe'", ha precisato l'a.d. di Eni, Paolo Scaroni, a margine dalla presentazione della partnership.
L'accordo prevede anche il sostegno ad un double degree con l' universita' Mgimo di Mosca, oltre che il supporto a progetti nell'ambito del Cafra, centro di ricerca della Bocconi, che si occupa di amministrazione, finanza e regolamentazione aziendale. com/chc
(END) Dow Jones Newswires
March 09, 2007 096 ET (14
6 GMT)
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Banana Republic
March 10, 2007 on 11:47 am | In Politica | 1 Comment
Rispetto la polizia. Svolge un lavoro duro, rischioso, malpagato. Ammiro i poliziotti onesti e coraggiosi. Per esempio quelli della Primavera di Palermo, che ebbero il coraggio di ribellarsi ai mafiosi del palazzo il giorno dei funerali di Giovanni Falcone. Parlo volentieri con gli uomini della digos intelligenti e seri. Che sono la maggioranza.
Ma disapprovo fortemente i metodi da sbirri, da bravacci manzoniani, da cani da guardia del potere.
Ho questo vizio: quando vedo un sopruso non riesco a girare la testa da un’altra parte. E ieri il sopruso l’hanno commesso gli amici della polizia di Milano. Un arbitrio forse modesto, rispetto alle ordinarie ingiustizie. Ma rivelatore. Tre agenti in borghese hanno ricevuto l’ordine di chiudere la bocca al mio amico Diego, un giovane di vent’anni che con passione non comune ha provato a rivolgere a Paolo Scaroni una semplice domanda. Sia detto ancora una volta: tra i due, il pregiudicato è Paolo Scaroni. Che non ha certo problemi di libertà di espressione.
Quindi lo schema è questo. I pregiudicati per corruzione salgono ai vertici della società. I media non ne parlano. In pochi s’indignano. Per porre in pubblico la questione devi usare il megafono o infiltrarti recuperando un accredito. La polizia protegge i pregiudicati dal rischio di una domanda. Tutto questo sotto gli occhi degli studenti, che imparano presto come gira il mondo. Se un ventenne s’è salvato, gli si ripassa la lezione con le spicce. Non chiamiamolo Regime. C’è il rischio di impaludarsi in superflue dispute filologiche. Di certo Puffonia è uno staterello bananiero, una democrazia andata a male.
Bisognerà parlare con il nuovo questore di Milano, per capire che cosa pensa e che cosa teme. Nel frattempo cercherò un parlamentare che abbia voglia di interpellare il ministro dell’Interno su questo problema: è compatibile con un corretto spirito pubblico che la polizia di Stato difenda con ampio spiegamento di forze, financo da una domanda sgradita, personaggi pregiudicati?
Qui trovate un video di ieri in Bocconi.
Post scriptum
Pecunia non olet. Qui trovate il motivo per il quale le badanti inamidate Monti e Provasoli hanno ritenuto indispensabile la visita di Scaroni, con relativa scorta.






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