Critiche al ministro Di Pietro e al prof. Rubbia

Energia, Longo (Aper): ''Passo avanti per l'Europa
mentre l'Italia fa autogol''
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Il presidente dell'Associazione dei Produttori di
Energia da fonti Rinnovabili: ''Fallimento della
politica italiana nell'adeguamento alle politiche di
sostenibilità energetica concordate a livello
multilaterale''

Milano, 10 mar. (Adnkronos) - ''La coincidenza tra le
decisioni del Consiglio dei capi di Stato e di governo
dell'Unione europea di rendere vincolante per i Paesi
membri il raggiungimento di ambiziosi obiettivi di
copertura dei fabbisogni energetici con produzioni da
fonti rinnovabili e le dichiarazioni sulla stampa del
ministro Di Pietro e del prof. Rubbia sono
emblematiche del fallimento della politica italiana
nella gestione dei cambiamenti climatici e
nell'adeguamento alle politiche di sostenibilità
energetica concordate a livello multilaterale''. E' la
critica mossa dall'Aper, l'Associazione dei Produttori
di Energia da fonti Rinnovabili, in merito alle
dichiarazioni del ministro Antonio Di Pietro e del
prof. Rubbia all'indomani delle decisioni del
Consiglio Europeo.

''Ancora una volta - dichiara Roberto Longo,
Presidente dell'Aper - emerge un Paese in cui il
parlare prevale sul fare e gli interessi particolari
si scontrano, fino ad annullarli, con quelli generali:
il ministro Di Pietro sostiene l'inutilità dei campi
eolici off shore di fronte alle coste del ''suo''
Molise, mentre il prof. Rubbia sostiene l'inutilità
delle altre fonti rinnovabili rispetto al ''suo''
solare termodinamico a concentrazione. Vale la pena
ricordare al prof. Rubbia - continua Longo - che un
Paese come la Spagna, tanto illuminato da dare
ospitalità al suo progetto solare termodinamico, a suo
dire affossato dalla miopia italiana, non ha per
questo abbandonato lo sviluppo delle altre fonti
rinnovabili raggiungendo anzi tassi di crescita
nell'eolico e nel fotovoltaico superiori a tutti gli
altri Paesi europei? E non sarebbe il caso di
ricordare al ministro Di Pietro che le fonti
rinnovabili vanno sviluppate dove ne esiste il
potenziale e non dove non abitano i ministri e i loro
elettori?''. ''Forse - osserva Longo - sarebbe il caso
di ricordare agli italiani che mentre il nostro Paese
si divide in gruppi e comitati contrari a tutto e
all'opposto di tutto gli altri Paesi europei
realizzano le loro politiche ambientali e vendono
all'Italia i crediti di emissione che il nostro Paese
deve pagare per non avere raggiunto, disperso nelle
chiacchiere e nei veti incrociati, gli obiettivi di
sostenibilità condivisi a Kyoto e Bruxelles''.

''Sarebbe un eccesso di speranza o di fiducia -
conclude Longo - chiedere al governo di assumere,
dichiarare e far attuare scelte di politica energetica
chiare, realistiche e coerenti con gli impegni
internazionali facendo finalmente tacere i pianisti
che continuano a suonare mentre la nave affonda?''.

Fondata nel 1987, l'Aper è l'associazione che riunisce
a rappresenta i produttori di energia elettrica da
fonti rinnovabili, tutelandone gli interessi a livello
nazionale e internazionale. Attualmente Aper conta più
di 300 associati, oltre 400 impianti per un totale di
circa 2000 MW di potenza elettrica installata che
utilizza il soffio del vento, la forza dell'acqua, i
raggi del sole e la vitalità della natura per produrre
6 miliardi di KWh all'anno a cui corrisponde una
riduzione di emissioni di CO2 di oltre 5 milioni di
tonnellate annue.