Eccoci qui alla nuova puntata della Fanta Belle Epoque
Allora, siamo nel 1926: l'Italia è uscita bene dalla breve guerra contro la Francia, notevoli compensi territoriali e perdite relative. Il sistema politico appare però un pò terremotato: in seguito alla scelta di Don Sturzo di appoggiare il governo Turati-Giolitti nato per scongiurare la guerra, la destra reazionaria cattolica è uscita dal Partito Popolare ed ha creato il partito cattolico-nazionale, mentre la vasta area di destra nazionalista delusa per la mancata annessione di Istria e Dalmazia si è saldata al nascente movimento futurista, con la nascita del Partito d'Azione Futurista.
Contemporaneamente, c'è maretta anche a sinistra: repubblicani, radicali, socialriformisti si uniscono ai fasci di combattimento dell'ex giornalista socialista Benito Mussolini, creando il Fronte di Azione Repubblicana, filofrancese prima e filoinglese poi, repubblicano, con una certa presa nell'USI, il sindacato rivoluzionario.... In più, l'accordo con Giolitti non viene digerito da Salvemini, che esce dal partito per lui compromesso dal rapporto col "ministro della malavita" per creare un partito democratico-sociale che rappresenti le istanze dei braccianti del Sud, mentre la corrente più anarcoide rappresentata da Berneri si salda con una fazione dell'ex partito repubblicano e con la FAI in un nuovo soggetto socialista libertario. Giolitti, oramai vecchiotto e prossimo alla morte, necessita di un erede, anche perchè il quadro politico sta degenerando pesantemente: un nucleo di futuristi, guidato da D'Annunzio, tenta nel 1924 un golpe a Trieste, instaurando un effimero stato corporativo guidato da Re Amedeo d'Aosta, che viene sgomberato a cannonate dall'anziano leader liberale. Costui lancia perciò un giovane giornalista, prima come ministro dell'Istruzione, poi come suo delfino: Piero Gobetti...
Nel 1926, si rinnovano le Camere e...





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