Via libera del Parlamento cinese alla proprietà privata. L'Assemblea nazionale del Popolo, dopo sette anni, ha approvato con 2.799 voti a favore, 52 contrari e 37 astenuti una legge che riconosce il diritto alla proprietà privata, salvo che per la terra che resta sotto il controllo dello Stato.
Ed era proprio questo uno dei punti controversi. E sulla possibilità di possedere la terra che si coltiva si erano concentrate molte proteste contadine. Inultilmente, però. E così mentre i risparmiatori sono già liberi di comprare azioni in Borsa, gli imprenditori possono acquistare e vendere aziende, i terreni agricoli restano ancora sotto il controllo delle autorità locali. Con conseguente cacciata di una famiglia contadina, che da anni coltiva la stessa terra, se i dirigenti locali del partito decidono di cederla per un insediamento industriale o edilizio.
Il Parlamento, inoltre, ha approvato una legge che elimina gli sgravi fiscali di cui godono gli investitori stranieri unificando l'aliquota fiscale per tutte le imprese al 25% dei profitti. Un provvedimento che mette fine a decenni di privilegi fiscali e a quella che è stata sempre vissuta dalle imprese domestiche come una chiara discriminazione: le aziende straniere fino ad oggi erano tassate infatti al 10% mentre quelle cinesi al 33%. La legge entrerà in vigore dal 2008 e secondo le stime del governo consentirà allo Stato di incassare circa 41 miliardi di yuan in più, pari a 5,3 miliardi di dollari.(Repubblica.it)
E così finalmente pure uno fra gli ultimi ''baluardi'' comunisti (?) del pianeta riconosce l'esistenza della proprietà privata.
Strano!
Già non esisteva per i dirigenti del partito con le loro ville protette da guardie?
Già non esisteva per i multimiliardari delle megalopoli?
Mah...e per i contadini?Guardacaso,nisba...




) del pianeta riconosce l'esistenza della proprietà privata.
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